I capitoli dell’infanzia – Davide Enia


Il palcoscenico è nudo, il centro vuoto, appena a destra una sedia, una bottiglia di vetro con dell’acqua, a terra davanti alla sedia un pannello quadrato e scuro. Sulla sinistra la postazione per due musicanti sgabello, microfoni, cassa, una piccola giara, una brocca di vetro, una chitarra acustica. Basta. Il palcoscenico nudo mi fa sempre più effetto di qualunque altra coreografia, è impegnativo e non hai dove posare gli occhi in caso di noia…

Nessuna noia ieri al Teatro Camploy di Verona. Ma rapimento, totale, coinvolgente rapimento. Davide Enia fa parte di quelle rare persone che hanno il dono della fabulazione, cantastorie senza figure dipinte, gestualità essenziale come essenziale è la scena e in quella essenzialità… immagini, l’occhio costretto a seguire i movimenti impercettibili e la mente che liberamente elabora l’immagine.

Un trama per capire? Dunque: c’è Antonino che ha 13 anni e c’è labbra dorate che vale 10 punti… no, c’é Antonino che ha 13 anni e vuole quei 10 punti che consistono in bacio di bocca con la lingua e toccata di minne…. dunque c’è Antonino che è il numero 9… ma voi non lo sapete cos’è il numero 9… ve lo dovrebbe spiegare il pescesqualo. Dunque c’è Antonino che ha 13 anni ed è bravo bravissimo a fare una cosa: lui non perde mai nella gara di masturbazione di gruppo… che è il sole di luglio e brividi di grano lungo la schiena…. ma il re del mare lo direbbe meglio e allora sapreste anche come il mare cominciò a muoversi dopo essere stato salato… dunque c’è Antonino che ha 13 anni e vuol fare il pescatore da grande per andare oltre l’orizzonte e vuole 10 punti dal bacio di bocca con la lingua e toccata di minne con labbra dorate e non gli piace labbra dorate perché è una stupida femmina e a lui non piacciono le stupide femmine e… il ragazzo secco invece nell’unica mano rimasta adesso ha un ricciolo biondo mentre si allontana disteso sulla barca… e un fischio…

…un fischio che si fischia da solo nella mente mentre torno a casa, colonna sonora di un prezioso momento, come le note della chitarra, i colpi sulla cassa, le tre voci insieme per scappare, per piangere, per narrare. Davide Enia, Giulio Barocchieri e Rosario Punzo sul palcoscenico nudo.

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3 commenti »

  1. anna said

    capolavoro

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  2. tasti said

    @Anna… benvenuta e decisamente d’accordo con te: capolavoro.
    🙂

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  3. giuliana said

    una poesia……..un incanto.

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