Memoria e politica


non ho dimenticato che in Birmania c’è una dittatura che sta torturando la popolazione.

non ho dimenticato che in Kenya è pulizia etnica.

non ho dimenticato che il mondo è coperto di sangue, sangue versato dalle società occidentali (NOI) in modo più o meno diretto.

non ho dimenticato che viviamo la nostra opulenza sulle ossa senza carne del sud del mondo

non ho dimenticato che la Cina si prepara agli eventi olimpionici e non garantisce il rispetto dei diritti umani

non ho dimenticato i palestinesi e gli israeliani, i tamil, i ceceni, gli afghani, i curdi e le vittime in Uganda, in Congo, in Somalia, vittime degli oltre 30 conflitti che ogni giorno la stampa dimentica di ricordare.

non ho nemmeno dimenticato che siamo pronti a indignarci per mondi lontani e lasciamo che nel nostro mondo ci siano povertà e sfruttamento, non le vediamo: stiamo guardando troppo lontano, oltre i confini. E non dite di no perché è la verità: non le vediamo le tragedie e i razzismi che quotidianamente permettiamo che avvengano, non per essere razzista ma puzza. non per essere razziasta ma è un popolo violento. non per essere razzista ma hanno la cultura del furto. non per essere razzista ma coi cinesi non voglio averci a che fare. non per essere razzista, giusto perché sono stronzo.

non vediamo le donne sfruttate, non vediamo i bambini venduti, non vediamo il lavoro nero, non vediamo 13 in una stanza senza bagno e senza finestra, non vediamo nulla, italiani brava gente ed ognuno nel suo ghetto.

Non dimentico nemmeno a chi ho dato il mio voto nelle scorse elezioni, non ha mantenuto l’impegno che aveva preso con me, se ha mantenuto quello preso con voi bene, con me no, non l’ha mantenuto e non lo rivoto perché per fessa mi ci faccio prendere anche un paio di volte, poi capisco.

No, non è un’ondata di qualunquismo ed antipolitica quella che percorre l’Italia, no, vi sbagliate, è il ritorno delle richieste alla politica. Sono i cittadini che discutono, s’interrogano e chiedono ai politici conto di quanto fin ora fatto. Sono gli elettori che non premiano più chi è più telegenico o più intellettuale, che non “facciamolo provare” perché avete provato e noi abbiamo guardato e capito che è meglio no, non fate prove, non siete capaci di governare e basta, capitelo ché noi lo abbiamo già capito.

Il ritorno delle richieste alla politica è il ritorno della politica, non antipolitica.

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1 commento »

  1. Gianluca said

    Quel che è successo in Parlamento ha mostrato che ci sono dei politici che non hanno rispetto del prossimo e del pensiero altrui.

    Il tuo “non dimentico” ci ricorda che prima di definirci “moderni” c’è ancora molta strada da fare …

    Mi piace

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