Racconti d’amore – La mano


La prima cosa era la mano destra che volava sulle corde della chitarra possedendole senza preliminari, l’attacco improvviso saliva lungo la schiena per sostare sulle spalle e accarezzare il timpano quando tutto era ormai consumato. L’occhio ancora seguiva le dita che pizzicavano e volteggiavano sino al colpo improvviso alla cassa. Stop alle vibrazioni di corda tesa. il capo chino a godere del momento di fermo. ricomincia il pizzicare sensuale.

Due sedie vuote e due contrapposte per collocazione e occupanti, simboliche trasformazioni della memoria e dietro la chitarra il muro bianco su cui disegnare una nuvola da cui cadrai per forza di gravità sopravvenuta. Dietro le mie spalle i soliti cieli le solite stelle i soliti universi i soliti nulla che divorano le poche certezze.

La mano destra si univa alla sinistra nel suono e nel massaggio di schiena e diventavano quattro mani e quaranta dita nel ballo scandito da silenzi e respiri, sul tavolo il vino e il bicchiere senza cornice, nei corpi nessun quadro. Nei sessi gli odori. Nella mano destra le dita.

che disegnavano linee.

Nella stanza di china nella luce il capo chinato.

Produzioni antropomorfiche di possibili mutamenti partendo dall’ottocento sino all’esistenzialismo francese per definire la costruzione della libreria e della videoteca innamorati entrambi del bianco e nero dello schermo di una tv in bianco e nero. Come noi. Fingere una vita nel bianco e nero di un ti amo contrapposto al bisogno d’amare.

Gli uccelli volano se sono uccelli ed hanno ali per volare. e becchi per beccare. gli uccelli non possono mettere in catene se sono uccelli. e becchi per beccare. Nella stanza di china al buio il capo chinato.

Paralipomeni.

La mano sinistra era dell’alta borghesia con recenti passati scoutistici da cui le istanze pressanti.

Attraverso il vetro la scossa di sguardi sorpresi per la piccola morte di un incontro improvviso. Orgasmo al contrario che inizia dal vuoto ripieno di nulla. Totale fusione di sguardi che non conoscono il tempo. Lacerazioni senza dolore né movimento. Separazione.

La prima cosa è stata la mano destra impegnata a fornire la giusta oscillazione all’oggetto prominente, nessuna incertezza nel fermo immagine successivo: attraverso il vetro la mano destra bloccata.

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