Sproloquio


Va bene, c’è chi considera morta la sinistra, sarò necrofila, fattacci miei.

Il ricatto è: se non voto il PD vince Berlusconi che per altro da un po’ di tempo ha quello strano modo di salutare, palmo aperto e braccio semirigido… col suo programma che è una professione di fede: credo nella famiglia, credo nell’industria, credo nella vita… e sì, qualche preoccupazione la desta anche a me finire per quattro anni in mano ad un credente di tal specie.

Il contro è finire in mano a credenti meno ferventi, cattolici della domenica, imprenditori del lunedì, mafiosetti del sabato sera. Dici che è il male minore e ne son certa: è il male minore, col male minore restano spazi in cui operare e tentare di migliorare. Verissimo, non dico di no, è verissimo. Non ce l’abbiam mai fatta a migliorare il male minore ma siamo riusciti ad evitare il male maggiore. In compenso il virus del malcostume del male minore ha provocato un’epidemia.

Se guardiamo ai programmi grosse differenze non ce n’è, ma se guardimo allo spirito che sta nei programmi le differenze diventano vistose. Lo spirito del centro destra è poco centro e molto destra. Catto-destra… si dice? Lo diciamo.

Io sarei una catto-sinistra, quindi che nessuno si offenda. Essere catto-sinistra può significare: sono prima cattolica e poi di sinistra o sono prima di sinistra e poi cattolica. Quest’ultimo per quanto mi riguarda. Nel senso che essere cattolica è la mia scelta spirituale, fa parte del privato, con buona pace del conservatore Papa Wojtyla e il suo discente Papa Ratzinger.

E’ che siamo ancora a due anni fa: uniti si pareggia, divisi si perde. Due anni di Governo Prodi. Nei prossimi sappiamo che, se andiamo, non possiam poi far casino su cose tipo ambiente, pace, economia. Se andiamo, andiamo per non far vincere il centro destra e basta.

Che è un po’ avvilente.

Un’Italia senza del “Popolo delle Libertà Loro” costa la rinuncia alla mia azione politica, il mio diritto di esercitare il voto secondo coscienza, in definitiva la mia libertà. Ho vinto qualche cosa? Rischio la perdita di diritti già acquisiti o sacrifico la mia libertà personale in nome di quei diritti da difendere?

Vi par uno scherzo, voi avete la risposta pronta, mica dovete pensarci, è ovvio che sacrificate quel po’ di voi in nome di quel po’ di tutti irrinunciabile.

Che fregatura.

Son 15 anni che voto per il male minore, la puzza aumenta, il senso di vomito pure, la qualità della vita peggiora, la stima in me stessa scende, il paese che volevo non lo sto costruendo, porto avanti i politici del male minore… un bilancino da niente: ma come mi sento bene….

Mi sento come doveva sentirsi mia madre quando votava Democrazia Cristiana per non far andare al potere i Comunisti. E mi sentivo così fiera di non aver paura di essere Comunista, Comunista proprio contro quel quieto vivere nel compromesso, nel ricatto, nella mancanza di libertà a causa dello spauracchio del Male Peggiore. Il dover vivere una vita piegata. Anche mia madre era fiera di avere una figlia Comunista, vergogna della famiglia, ma lei era fiera.

Sembrano trascorsi secoli.

Adesso il centro ha dato il giro di vite: che le sinistre corrano da sole, si son sputtanate che è stato un martirio in questi due anni e ora “correte da sole”, ed io, che sono di sinistra, ho il doppio salto mortale.

Per votare il male minore devo votare il PD, e non la sinistra sputtanata. Oppure faccio un atto coraggioso e voto Bertinight? Un atto coraggioso votare Bertinight? Ma allora vi sembro scema, compagni, ditelo e basta che vi sembro scema…. va bene, lo avete detto, basta una sola volta, grazie.

…. però a me continuano a non tornarmi i conti….

E quindi alla fine io l’atto coraggioso lo faccio, ma lo faccio sul serio e non ci vado a votare.

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25 commenti »

  1. Mariottola said

    io mi scanto, mio nonno si rivolta nella tomba, reminescenze dei diritti-doveri mi salgono in testa al sentire gente che dice “io non vado a votare”. è controproducente per me e io penso che, per una volta, bisogna guardare agli obiettivi. Chiediti qual’è il tuo obiettivo, poi cosa puoi fare per raggiungerlo. E’ l’unica cosa che posso dire. Ah no, ce n’è un’altra, prova ad essere meno mediterranea. No no, non partire in quarta che tu sei così e bla bla.
    Intendo dire, prova a togliere emotività ai tuoi obiettivi. Ecco, ti vedo, che ci sei quasi.
    Aspettiamo il risultato di queste elucubrazioni…
    ‘bbraccio
    Mariottola

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  2. E come la metti con quelli che si son fatti ammazzare in modo che noi potessimo esercitare il diritto di voto in libere elezioni?

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  3. tasti said

    @Mariottola… scantati, fai più che bene.
    Devo guardare ai miei obiettivi o ai tuoi? No, perché se devo guardare ai miei obiettivi necessita che io ragioni con la mia testa.
    E la mia meditarreneità… spero mi accompagni per la vita, non sai la fatica che si fa a mantenere intatte le proprie caratteristiche, le proprie peculiarità, la propria sacrosanta, dignitosissima emotività.
    L’astensione non è un reato, ma, se lo fosse, ti assicuro che è un reato che questa volta commetterei:
    io non paro più il culo a nessuno… se mi fai passare il francesismo.

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  4. tasti said

    @Filosofessa… nello stesso modo come la metto con tutti quelli che sono stati ammazzati perché chiunque avesse un’opinione contraria la potesse esprimere.

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  5. demone said

    E dire che andare a votare una volta tanto mi sembrava una brillante idea… ma per un referendum e non per le politiche.

    La mia bussola punta decisa verso l’astensione, ma sono una persona ragionevole, aspetto fiducioso che qualcuno mi convinca…

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  6. tasti said

    @Demone…anch’io attendo qualcosa, anzi qualcuno che mi faccia cambiare idea presentando una lista di sinistra… ma anche lui sta aspettando qualcosa… vedremo nei prossimi giorni.

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  7. Mi sa che non ho capito la tua risposta.

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  8. tasti said

    @Filosoffessa… porto rispetto ai morti per il diritto al voto come a quelli per la libertà di opinione: facoltà di cui mi avvalgo nel dichiararmi a favore dell’astensione come forma di azione politica.

    Non mi pare di star dichiarando guerra al voto come diritto, io sto dicendo un’altra cosa e sono pronta, come al solito, ad argomentarla, con i miei due neuroni e mezzo.

    Possibilmente senza scomodare nonni e morti.

    😉

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  9. Mariottola said

    E’ proprio questo che non applica alla discussione in atto: non sono i miei o tuoi obiettivi da considerare, ma quelli per il benessere del paese. Quando si va a votare io ho imparato molto giovane che dovrebbe essere questo lo scopo. E se togli qualche orpello di incazzo autoreferenziale così tipico delle donne di sinistra (e tu sai che non me ne tiro fuori) qualche idea migliore dell’astensione ti viene, ne sono sicura.
    E i nonni e i morti vanno sempre tenuti in conto, sennò la mediterraneità e l’emotività dove le metti?
    Su su, Tasti, non ti incaponire.

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  10. tasti said

    @Mariottola… continuiamo domani… intanto leggi l’ultimo post… ooohhhhh
    😀
    prometto che domani continuiamo a litigare come si conviene a vere donne di sinistra. e comunque non vado a votare.

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  11. Scusami, tasti, ma davvero mi sfugge come l’astansione possa essere una forma di azione politica.

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  12. tasti said

    @Filosoffessa… provo una sintesi.
    C’è il rischio di seppellire la sinistra in queste votazioni.
    Il ricatto del centro sinistra è: vota me o l’Italia finisce in mano a Berlusconi. E se voto una coalizione che poi attua il suo programma elettorale, col quale non mi trovo in sintonia, sarei poco coerente poi a combatterlo.
    Se voto la sinistra della vergogna, quella che è stata in questi due anni con il governo Prodi e ha rinnegato tutte le istanze della sinistra, ma non con dolore e sofferenza, no, con convinzione, voto una sinistra che si è svenduta; darei cioè forza alla sinistra del compromesso che dichiara di non essere opposizione al PD ma alternativa.

    In queste elezioni manca la rappresentanza della sinistra. Credo che chi è della sinistra che non teme di essere opposizione dovrebbe astenersi dal partecipare alla distruzione della sinistra. Non saremo in alcun modo in Parlamento (e sentendo ieri Emma Bonino dire la stessa cosa rispetto ai radicali… mi son tranquillizzata sulla mia salute mentale!) fuori dal Parlamento per mantenere la propria identità, organizzarsi e ricostruire la sinistra.

    Spero di essere stata più chiara… ma la chiarezza non è che sia proprio la prima delle mie doti!
    😉

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  13. tasti said

    @Mariottola… continuiamo pure a litigare.
    il bene del Paese è darlo in mano a Berlusconi e Prodi? Tu vedi nella spartizione che stanno operando il bene del Paese? Veltroni fa tanto sinistra figa, è lì per questo, sopra c’è Prodi.
    Dare il Paese in mano alla cara, vecchia DC lo consideri il bene del Paese?
    Seppellire la sinistra pensi sia una mossa che val la pena di azzardare pur di non far andare al Governo Berlusconi?
    Io no.

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  14. “Non saremo in alcun modo in Parlamento”

    Non essere in Parlamento, nella nostra democrazia attuale, equivale a non esserci.

    “fuori dal Parlamento per mantenere la propria identità, organizzarsi e ricostruire la sinistra”

    Ok, da dove cominciamo?
    Con l’obiettivo di arrivarci, in Parlamento, con questa nuova sinistra… dico bene?
    😉

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  15. tasti said

    @Filosoffessa…
    sì, ma più che nuova sinistra io direi che dovrebbe essere la sinistra storica, quella sinistra che è cresciuta, che a volte ha elaborato ed altre ha preso distanze, che ha percorso la storia.
    Si inizia dall’incontrarsi, dal tornare nei movimenti, nelle associazioni, quelle che sono sopravvissute e quelle che si possono recuperare.
    Io ho iniziato dichiarando la mia intenzione di voto e indicando una forma di azione politica possibile: l’astensione.
    E l’obiettivo è tornarci in Parlamento.

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  16. “E l’obiettivo è tornarci in Parlamento.”

    Bene. 🙂

    “sì, ma più che nuova sinistra io direi che dovrebbe essere la sinistra storica”

    La sinistra storica è storia, appunto.
    Si deve ricominciare.

    “Si inizia dall’incontrarsi, dal tornare nei movimenti, nelle associazioni, quelle che sono sopravvissute e quelle che si possono recuperare.”

    E da quelle che si possono fondare.
    E da Internet.

    Ma che l’astensione sia una forma di azione politica non mi convince. Scusami.

    Un caro saluto.

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  17. tasti said

    @Filosofessa….

    Che il non voto sia una forma di espressione politica non lo dico io, lo dicono movimenti e realtà politiche che da anni lo professano (anarchici e lotta comunista,ad esempio) ma lo dicono anche analisi e teorie più recenti.

    Ti riporto quello più neutrale che sono riuscita a trovare il più velocemente possibile, se ti interessa posso segnalartene altri:

    http://www.istat.it/istat/eventi/2006/partecipazione_politica_2006/partecipazionepolitica.pdf
    si tratta di uno studio che analizza l’andamento della partecipazione politica,
    ti riporto in copia ed incolla:

    […]
    4) un astensionismo di sfiducia- protesta, che ha coinciso con l’ultimo periodo della storia elettorale del nostro paese, contribuendo al superamento della cosiddetta prima repubblica.
    […]
    assume a riferimento la domanda ed individua nella
    figura dell’elettore il vero protagonista della scelta di voto. In questa ottica, l’astensione è
    un’azione consapevole che si carica di connotati politici ed è finalizzata a trasmettere un
    messaggio preciso al sistema. La “protesta” può riflettere sia la caduta di senso e di
    efficacia dello strumento di voto, vieppiù assoggettato agli usi e alle strumentalizzazioni da
    parte delle forze politiche, sia la disaffezione all’offerta partitica, considerata inadeguata e
    distante dalle vere istanze della società civile
    Tralasciando le prime due componenti […] pag.35
    […]
    Gli elettori hanno imparato ad affrancarsi dalla dipendenza dai partiti, votano con
    maggiore razionalità e soppesano l’offerta politica, alzando il livello della richiesta in
    termini di conquista della loro fiducia. E quando i partiti non meritano la fiducia degli
    elettori, questi ultimi hanno imparato ad usare l’arma del non voto come mezzo ulteriore
    per esprimere il loro giudizio. L’astensionismo può essere quindi “sanzionatorio”: si sceglie
    di non votare ad una elezione per inviare un segnale al proprio partito di riferimento, se
    non all’intero sistema dei partiti. Si usa il non voto, in altre parole, così come ieri si usava
    solo il voto.
    […] pag.44

    Queste cose sono risapute dai politici, per questo l’astensione è quello che temono di più. NOn credo mi stancherò mai di ripeterlo.

    Poi, che io carichi l’astensionismo di una battaglia per recuperare i valori della sinistra può essere criticabile, che tu non condivida la mia zione politica è leggittimo, però permettimi di non scusarti se vuoi negarmi di star facendo azione politica scegliendo consapevolmente di non recarmi alle urne.

    🙂

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  18. Ani-sama said

    Io andrò a votare! Fammi ancora decidere che sinistra scegliere, però…

    Ovviamente non posso dirmi d’accordo sull’astensionismo però riconosco che nel tuo caso si tratta di una decisione ben ponderata (per molte altre persone non credo lo sia). 🙂 Se vado a votare, la ragione è semplice: si tratta dell’unica maniera che ho per esercitare attivamente i miei diritti di cittadino. E poi c’è sempre la speranza che, in caso di vittoria, qualcosa di buono venga fuori comunque. Non credo certo nei miracoli per quanto concerne la politica, però non mi sento nemmeno di essere totalmente disilluso. Un saluto!

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  19. Cara tasti,

    personalmente trovo le posizioni di anarchici e lotta comunista alquanto velleitarie.

    Per quanto riguarda lo studio che citi, e che ti prometto leggerò, da quel che vedo nel tuo estratto è un’analisi dei comportamenti elettorali, non una dimostrazione dell’utilità e della validità di questi comportamenti.

    L’astensionismo è stato strumentalizzato dai partiti, specie in occasione dei referendum, ma non credo sia un fenomeno che temono in particolar modo. Forse di più la sinistra, perché è difficile che un elettore di sinistra deluso da Prodi lo “punisca” votando Berlusconi. Piuttosto si astiene.

    Mi sembra del tutto condivisibile la tua “battaglia per recuperare i valori della sinistra”, quello che non posso condividere è la tua decisione di non andare a votare, che sia una scelta consapevole o meno.

    Ma ciò non significa che non ho rispetto per te e per le tue idee. Siamo qui per discutere, se no che gusto c’è?
    😉

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  20. tasti said

    @Ani-sama… (che prima o poi spiegherai cosa significa, vero?)
    Hai ragione sulla mia disillusione rispetto questa politica e questi politici, se non ci fosse questo di fondo credo che sarei andata alle urne e avrei votato PD alla fine, per senso di responsabilità, non per il piacere di farlo.
    E voi ggiovani due parole e ci liquidate, eh?
    😉

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  21. tasti said

    @Filosoffessa… (d’accordo su anarchici e lotta comunista, era per dire che il non voto è azione politica)

    Non condividere non è solo leggittimo, è persino il mio problema perché non sono totalemente d’accordo con me, come quasi sempre accade a chi fa una scelta che non è nella sua consuetudine, scelta difficile, persino dolorosa.

    E non mettevo in dubbio il rispetto che è reciproco.

    E per tornare alla discussione:
    dare all’astensione la proprietà di azione politica non è un dettaglio, se è azione politica è praticabile ed ha dignità tanto quanto il voto dato.
    se viene rilevato dall’istat un astensionismo che ha fini sanzonatori la politica dovrà tenerne conto. Ma questo dipende dai modi dell’astensione e credo che la forte discussione che c’è nel web possa dirglielo chiaramente che non è disaffezione alla politica ma necessità di rinnovamento della politica.
    organizzarsi anche in rete, non restare singole voci ovviamente non può che far bene.

    Il problema però forse non è solo della sinistra, mi pare di capire che anche a destra ci siano problemucci non da poco: sono andati qualche grado troppo a destra e il Partito delle Libertà Loro sta perdendo al centro, queste elezioni ne daranno parecchie di sorprese.

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  22. “questo dipende dai modi dell’astensione e credo che la forte discussione che c’è nel web possa dirglielo chiaramente che non è disaffezione alla politica ma necessità di rinnovamento della politica.
    organizzarsi anche in rete, non restare singole voci ovviamente non può che far bene.”

    Concordo al 100%.
    E’ che putroppo questo appuntamento con le urne è imminente.
    Un processo così richiede tempi più lunghi. Magari ne caviamo qualcosa per la tornata elettorale successiva.

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  23. Mariottola said

    Qui ci vedo tante chiacchiere e pochi fatti.
    In una democrazia come la nostra l’esercizio del diritto avviene tramite il parlamento. Questo significa che chi non va a votare abdica a un diritto, quello di determinare le sorti del paese, e a un dovere, quello di andare a votare. il dovere non è più sanzionabile, penalmente.
    Ma il diritto si.
    Questo per dire che se non si va a votare poi non si ha il diritto di dire una parola su come andrà questo paese nei prossimi anni.

    Io non credo che QUESTA sinistra sia bene, non credo che farà scelte di sinistra e non credo sia nemmeno tanto di sinistra. Ma credo che farà scelte meno dissennate della destra, anzi di una precisa destra. Credo che se sopravviveremo, finanziariamente parlando, non sarà con la destra. Credo che intanto che questa sinistra governerà in modo forse inadatto, forse pusillanime, avremo modo, tempo e soldi per riorganizzarci.
    Tasti, con il ciclostile e il megafono di questi tempi non si fa nulla, e soprattutto non si incide sulle sorti di un paese di diversi milioni di abitanti. Con la destra al potere soldi per i movimenti non ne vedremo più nemmeno mezzo.

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  24. tasti said

    @Filosoffessa…processo già avviato.
    😀

    @Mariotttola…
    ne sono consapevole: infatti non voglio dare il mio diritto di parola a chi credo non porterebbe le mie parole in Parlamento.
    E vorrà dire che inseguo sogni irrealizzabili.
    Sulle disgrazie derivanti dalla vittoria della destra hai ragione, ma non credo che il PD ne farà molte di meno. In ogni caso, come dico dall’inizio, non intendo continuare a votare il male minore che tanto minore non è.
    Ci sono due modi per tentare di cambiare le cose: fuoriuscendo dagli ingranaggi e agendo dall’esterno o restandoci dentro. Per quanto mi riguarda ho sempre dato pari dignità ad entrambi.

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  25. […] Perché non voterò a sinistra del PD spero che non si apra un’altra diatriba, in ogni caso… nel tentativo di capire come comportarmi per le elezioni in arrivo, continuo il mio sproloquio. […]

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