Crisalidi


Bella parola. Vien fuori da uno dei bei momenti dell’isola, notte, due donne, sigarette e sguardi e spirali di fumo, luci negli occhi come stelle, sorrisi, parole che sono battiti di cuore ed emozioni, vita che corre e noi che corriamo con lei, un po’ incazzandoci ed un po’ ridendo della sfida.

E pensare che è per entrambe un momento non da poco e non un momento, sono giorni che sono mesi e alle volte sono pesi, sono cambiamenti, sono state cadute e paure e lacrime, però poi si ritorna all’isola, di notte o di giorno, con il prezzemolo che fa resistenza al gelo e i merli che non mostrano rimorsi, le palme che palmeggiano… sì a Verona, palme all’isola e se no che isola sarebbe? le palme che palmeggiano e la nonna che sonnecchia in attesa della primavera. I fiori evidentemente fioreggiano.

E come tutte le storie stiamo volgendo al termine, mentalmente elaboro il trasloco che mi porterà nella mia Isola, un rientro diverso da quello che immaginavo, di nuovo reinventarmi, di nuovo in attesa di vedere di che colore saranno le mie ali.

Cercando di non restare prigioniera del mio personaggio, sembra facile non costruire personaggi ed invece è difficile, anche qui, su un blog, il rischio è sempre quello di plasmare la propria maschera e non riuscire più a togliersela. Il rischio ancora più grande è quello di lasciare che la maschera te la plasmi qualcun altro e te la schiaffi in faccia senza il tuo permesso.

Io non so chi sarò lasciando l’isola, so che non sarò più crisalide, so che è stato bozzolo, che è stato ciò che doveva essere per ricominciare il cammino, so che la quarta casa non ci sarà o forse c’è stata ma non ci sono andata, so che è arrivato e ci sono ancora due mesi perché un portico reciti il suo ruolo o resti solo un portico.

L’isola che non c’è ha fatto le magie che doveva fare e se la fortuna volesse farmi visita tanto per vedere che faccia ho forse questi due mesi trascorreranno, in un modo o nell’altro. Ma due mesi per la sfiga sono un casino di tempo, quindi meglio che tenga ancora le dita incrociate.

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2 commenti »

  1. mononoke said

    questo giro mi fai proprio piangere… scriverò da me… è qualche giorno che mi frullano per la testa pensieri simili… senza che neanche ce lo siamo dette… l’isola senza te cosa sarà? è come se rifiutassi di pensarci, perchè fa male. so che è un pezzo, tuo, un pezzo mio e che non si torna indietro ( a noi piace tanto guardare al passato, al presente e anche avanti) ed è giusto, nel senso ampio e bello. ma senza di te è come se anche io nn sarò più crisalide

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  2. tasti said

    @Mononoke… farfalle. farfalle che dall’isola che non c’è attraversano mari, prati e città; farfalle dalle ali colorate, non volano dritte, le farfalle, volano.
    Abbiamo ridato all’isola la sua magia, io ne sono fiera, nessuna bacchetta magica eppure… colore! Calore.
    sarà splendido continuare la storia, un’altra avventura sta per iniziare, io vado avanti… ma ero pure arrivata prima: ti tocca scontare la pena per intero! E regalare l’isola a chi ci arriverà dopo di noi.

    Ti abbraccio forte, Mononoke.

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