Astensione totale


L’astensionismo atteso è attorno al 18%
Nel 2006 ha raggiunto il 16%.

Grazie alle listarelle dell’ultimo minuto (a cui si deve perdonare le cose fatte in fretta) l’astensionismo non sarà delle misure epocali cui si poteva sperare.

Grazie a quelle listarelle che non faranno altro che prendersi i rimborsi elettorali e mandare in parlamento un totale di pochissime persone che saranno costate carissime ai cittadini italiani…

l’astensionismo non avrà il posto che meritava avere.

In Europa, ad esempio, sapete che bei titoloni ci potevano essere e che analisi dei perché e percome un paese come l’Italia si trovava a fronteggiare un astensionismo esploso a bomba?

le analisi degli osservatori internazionali.

L’Italia al voto non vota
Astensionismo italiano
Il vaffanculo Italiano non va alle urne

Bello. Peccato. Grazie ai figli di una lista minore.

Ma se proprio dovete votare, se non potete fare a meno di votare ché altrimenti vi spuntano i brufoli del rimoso civile… per favore, spendete bene i soldi dei cittadini italiani, non date il voto a chi vi ha convinto che siete incapaci di liberarvi dai condizionamenti sociali!

Partecipazione politica e astensionismo
secondo un approccio di genere

Ministero PariOpportunutà – ricerca ISTAT

L’astensionismo diventa quindi una risposta naturale, quasi fisiologica, ad una situazione
complessa e il più delle volte incomprensibile, relativa allo stato dei partiti. Ma
l’astensionismo non è necessariamente sintomo di sfiducia totale, né rifiuto aperto e
categorico, esso può anche rappresentare un’attesa per un successivo riallineamento.
Gli elettori hanno imparato ad affrancarsi dalla dipendenza dai partiti, votano con
maggiore razionalità e soppesano l’offerta politica, alzando il livello della richiesta in
termini di conquista della loro fiducia. E quando i partiti non meritano la fiducia degli
elettori, questi ultimi hanno imparato ad usare l’arma del non voto come mezzo ulteriore
per esprimere il loro giudizio. L’astensionismo può essere quindi “sanzionatorio”: si sceglie
di non votare ad una elezione per inviare un segnale al proprio partito di riferimento, se
non all’intero sistema dei partiti. Si usa il non voto, in altre parole, così come ieri si usava
solo il voto.”

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