In Autobus


Salgo sull’autobus prima della mamma che è intralciata dal bambino, ci incontriamo spesso, non solo alla fermata, capita anche in centro perché Verona in realtà è quattro strade e due piazze. Conosco questa mamma e questo splendido monello da quasi tre anni, il piccolo ha esattamente quasi tre anni.

Chiacchere, persino sul tempo, racconti di piccole quotidianità, nessun reportage insomma, solo chiacchere in attesa dell’autobus.

Saliamo sull’autobus, generalmente ognuna cerca il proprio spazio con le esigenze diverse: io vado verso l’autista, come al solito non ci sono posti a sedere e quasi nemmeno in piedi, la signora col suo bimbo qualche volta ottiene un posto, ma raramente, sta quasi sempre in fondo.

Questa volta l’autobus è troppo pieno per andare oltre la pedana d’ingresso, io avanti, lei dietro, il monello sempre sorridente tra le sue braccia.

Di buono c’è che per riflesso atavico si scansano in molti, si inclinano proprio verso la direzione opposta alla nostra, così respiriamo meglio. Una ragazza molto normale, nessun eccesso da nessuna parte, un pò come me insomma, anonima figura in anonima massa, gentilmente comincia a mandare segnali in codice al mio indirizzo.

Tardo a comprendere, la ragazza insiste a segnalare, le faccio cenno di messaggio ricevuto e di star serena, ma non si rasserena e avvia un corto passaparola, mi arrivano le parole dalla faccia imperturpabile dell’interposta persona: attenzione alla borsa.

“E’ mia amica .”

Mi volto, faccio le linguacce al monello che al solito apre il suo sorriso che apre il mondo, la signora mostra di non aver capito ma se anche avesse capito… a noi non ce ne frega proprio niente.

(a forza di essere vento)
Khorakhanè: tribù rom di provenienza serbo-montenegrina

Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento

porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
un diamante nascosto nel pane

per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare
Il cuore rallenta e la testa cammina
in un buio di giostre in disuso

qualche rom si è fermato italiano
come un rame a imbrunire su un muro
saper leggere il libro del mondo
con parole cangianti e nessuna scrittura

nei sentieri costretti in un palmo di mano
i segreti che fanno paura
finché un uomo ti incontra e non si riconosce
e ogni terra si accende e si arrende la pace

i figli cadevano dal calendario
Yugoslavia Polonia Ungheria
i soldati prendevano tutti
e tutti buttavano via

e poi Mirka a San Giorgio di maggio
tra le fiamme dei fiori a ridere a bere
e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi
e dagli occhi cadere

ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare

e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e sfortuna
allo specchio di questa kampina
ai miei occhi limpidi come un addio

lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio

Cvava sero po tute
i kerava
jek sano ot mori
i taha jek jak kon kasta

Poserò la testa sulla tua spalla
e farò
un sogno di mare
e domani un fuoco di legna

vasu ti baro nebo
avi ker
kon ovla so mutavia
kon ovla

perché l’aria azzurra
diventi casa
chi sarà a raccontare
chi sarà

ovla kon ascovi
me gava palan ladi
me gava
palan bura ot croiuti

sarà chi rimane
io seguirò questo migrare
seguirò
questa corrente di ali

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8 commenti »

  1. http500 said

    Buona giornata! Srivi benissimo.

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  2. http500 said

    scrivi, opssss! 😀

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  3. tasti said

    @http500… merçi… ma soprattutto…. scrivo taaaaaaaaaaanto!
    :mrgreen:

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  4. Roberto said

    Dunque devo credere a quel fascioleghista di Tosi.
    Verona non è totalmente fascista.

    Grazie della rinnovata speranza.

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  5. Grazie per aver riportato le parole di Faber
    Posso immaginare il sorriso “monello” del figlio della tua amica
    Un saluto

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  6. tasti said

    @Roberto… interessantissimo blog, bello, bravo!
    eeeeee…. no, non è totalmente fascioleghista, come ogni realtà ha le sue contraddizioni e ci sono esempi splendidi di solidarietà, di integrazione. Si può e si deve sperare sempre. Giovedì nuova manifestazione dei migrantiiiii!!!!!

    @Capitanmongozo… De André è uno dei pochi che ha capito la ricchezza di un popolo che ancora si vuole cancellare. Ma poi… i monelli sono solo monelli, qualunque sia la mamma che li ha partoriti!
    un abbraccio mio capitano!
    😀

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  7. Mariottola said

    🙂 questa è la mia patrina!
    ti dico solo che martedi ho rischiato di perdere l’ultimo treno per casa perché mi sono fermata in stazione con una signora nordafricana con 3 valigie che non trovava nessuno che le spiegasse dove prendere il suo treno…cos’e pazz.
    resistere resistere resistere

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  8. tasti said

    @Mariottola… e questa è la mia figghiozza!
    resistere resistere resist….
    … mmmmhhhh
    ….
    :mrgreen:
    …. attaccareeeeeee!!!!!!!!!

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