Parola di Vito A. Campanella


Dobbiamo arrenderci all’evidenza, lo avessi letto prima non avrei fatto tutto ‘sto cancan, ma meglio tardi che mai: Porto Empedocle è il miglior sito AL MONDO dove costruire un rigassificatore. Parola di Vito Aurelio Campanella.

 

La Sicilia

Rigassifcatore: Sondaggi ok»
Porto Empedocle. Secondo Nuove Energie il sito si conferma ideale
Porto EMPEDOCLE. Promossa a pieni voti. E’ la zona sulla quale dovrebbe sorgere l’impianto di rigassificazione che la società Nuove Energie ha proposto nei mesi scorsi e che è in attesa di ottenere le necessarie autorizzazioni. Si tratta del riempimento a mare a circa 2 chilometri dal centro abitato che una ditta di Favara ha scandagliato, trivellato e sondato nei mesi scorsi, fino ad alcuni giorni fa. A stilare la pagella è l’ingegnere Vito Aurelio Campanella, papà del progetto dell’impianto sul quale si continuano a registrare pareri abbastanza variegati sulla reale fattibilità dell’opera. «Sapevamo che il sito era il migliore che potessimo individuare a livello non solo nazionale, ma mondiale. Qui ci sono argille durissime che offrono una straordinaria area di ubicazione per i recipienti interrati che andremmo a realizzare. Siamo anzi convinti di avere ottenuto ulteriori elementi confortanti sulla consistenza ideale dei sito. Nelle prossime settimane – sottolinea Campanella – illustreremo i risultati di questa campagna di sondaggi all’opinione pubblica, per far capire la cura con la quale stiamo lavorando. Abbiamo già incontrato in maniera informale l’amministrazione comunale appena insediata e siamo in attesa che a Roma riprenda l’attività di valutazione dei nostro progetto, giunto già a un ottimo livello».
F.D.M. 

da provinciadiagrigento.it (agosto 2006) al link: http://www.provincia.agrigento.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1406

Ora mi informerò con attenzione perché a me che si costruisca un rigassificatore sull’argilla non è che mi faccia fare i salti di gioia come a Campanella, nelle nostre parti non ci costruisci una casetta sull’argilla, (le mie parti sono le stesse del rigassificatore, poi) perché ti scivola via una casetta costruita sull’argilla… No, ma m’informo eh? Ed eventualmente cominciamo a costruire su argille da oggi in poi. Se ci fanno su i rigassificatori…

 altri post su Vito Aurelio Campanella:

https://tasti.wordpress.com/2008/05/20/nuove-energie-srl-chi-lha-vista/

https://tasti.wordpress.com/2008/05/12/non-rigassifichiamo-la-valle-3/

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10 commenti »

  1. Le argille molto dure, possono essere un elemento positivo ai fini dell’interramento dei serbatoi. Va comunque evidenziato, che i serbatoi verrebbero realizzati in un’area di riempimento con terreni di riporto. I fondali del porto, oltre ad essere difficilmente dragabili proprio per la durezza delle argille. E’ necessario ricordare che anche la vicenda delle navi da crociera è solo una grande menzogna, posto che il ministero ha vietato esplicitamente il dragaggio dei fondali interni del porto.
    http://www.lavalledeitempli.net/ambiente/rigassificatore/rigassificatore-porto-empedocle-agrigento/le-grandi-navi-da-crociera/?searchterm=navi%20da%20crociera
    Ai fattori di rischio conosciuti ed evidenziati, bisogna aggiungere la presenza di una secca rocciosa a circa 3 miglia dalla costa, i cui picchi arrivano in alcuni punti a circa 5 metri dalla superficie. Proviamo a pensare a cosa potrebbe accadere se una metaniera a causa di avversità meteo o di avaria, dovesse incagliarsi sulla secca. Cosa accadrebbe?
    Forse quanto temuto da Piero Angela?
    http://www.lavalledeitempli.net/ambiente/rigassificatore/cose-un-rigassificatore/a-cosa-serve-e-quali-sono-i-rischi/?searchterm=piero%20angela

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  2. tasti said

    @Gian… aspetta: nella dichiarazione di Campanella leggo “argille durissime in cui verranno interratii serbatoi” non “terre di riporto”.

    Ho toppato d’ignoranza: effettivamente le argille durissime sono ottime per le costruzioni.

    I primi al mondo ad essere interrati.

    “Il gas liquido sarà immagazzinato in due serbatoi da 160.000 m3, interrati e a doppio contenimento totale: ognuno di questi sarà caratterizzato infatti da un contenitore d’acciaio speciale al nichel, rivestito a sua volta da un involucro esterno in cemento armato. Ciò renderà impossibile qualsiasi fuoriuscita di liquido o gas. ” (dal sito dell’enel)

    “Occorre anche considerare che l’impianto di Porto Empedocle è l’unico al mondo con i serbatoi interrati;” Fulvio Conti, AD Enel, dal resoconto stenografico della COMMISSIONE X -ATTIVITÀ PRODUTTIVE, COMMERCIO E TURISMO
    – INDAGINE CONOSCITIVA – Seduta di mercoledì 5 dicembre 2007

    No, solo per discutere, sia chiaro: le argille superdure si spezzano se sottoposte a sollecitazioni di sovrappeso.

    Proprio accanto alla Valle il primo esempio al mondo?

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  3. L’Area di Sviluppo Industriale, nella quale dovrebbe sorgere il rigassificatore, venne realizzata con un riempimento a mare (ecco perchè terreni da riporto) e andrebbe completata cun una ulteriore colmata. Le argille a cui si riferisce Campanella, sono quelle dei fondali del porto. Se è pur vero, che tutti gli studi seri fatti in materia di sicurezza, danno come “IMPROBABILE” il rischio di un’esplosione, nessuno ha mai sostenuto che sia “IMPOSSIBILE”. I serbatoi interrati, in un caso del genere, aumenterebbero i danni prodotti. Infatti, chiunque abbia un minimo di conoscenza in materia di esplosivi, sà benissimo che il potere detonante, aumenta con la compressione. Un gas o qualsiasi altro composto chimico, se all’aperto possono dar luogo a violente fiammate, una volta racchiusi in un involucro resistente, danno luogo ad esplosioni. Esempio: la polvere da sparo contenuta in una comune cartuccia calibro 12 (1,60 – 1,90 grammi) se accesa all’aperto s’incendia senza produrre un’esplosione. Nella cartuccia, all’interno della camera di scoppio del fucile, genera invece pressioni che possono andare oltre 900 bar. La stessa cosa, accade con la dinamite. Anche sotto questo profilo, andrebbe realmente analizzato il problema della sicurezza. Fai quindi bene a chiederti perchè mai il primo impianto al mondo di questo genere, venga realizzato e sperimentato accanto la Valle dei Templi e a circa 800 metri da 17.000 abitanti.

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  4. non conosco il problema ma dico la mia,
    visto i tempi in cui viviamo siamo costretti ad accettare tutto quello che può fare qualcosa di bene
    conosco la valle come sai, ma pensi che questo potrebbe rovinare si tanto ben di dio?
    scusa se ho capito male l’argomento…

    buon week end 🙂

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  5. cucuc settitiiiii 🙂
    buona pomeriggio monamur
    finalmente ci siamo week arrivato lol
    come al solito io la trascorero tra i giovaniii :D:D
    tu che programmi hai?? non mi dire che hai intenzioni di mettere un letto davanti all’ingresso della valle 😀
    amiro molto per come tieni alla vale
    fai bene a dare sfogo alla tua voce lo dovremo fare tutti se crediamo fermamente in qualcosa
    dai vado monamur faccio qualche giretto visto che ho trovato uno spiraglio di tempo libero
    un bacetto per te 🙂

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  6. tasti said

    @Gian… sempre grazie per le spiegazioni e ti chiedo di continuare a spiegarmi: i terreni di riporto allora non garantiscono la stabilità di cui avrebbero necessità i serbatoi, quella che garantirebbe -con un bel forse – un’argilla dura. Ci sono altri esempi a sostegno, altre costruzioni che possono essere paragonate?
    Mi chiedo infatti se dei serbatoi di queste dimensioni e a peso variabile (se ben capisco potrebbero passare da pieno a vuoto e viceversa nelle varie fasi della lavorazione) non comportino sollecitazioni tali da determinare schiacciamenti che cambierebbero la base di appoggio dei serbatoi stessi.
    Mi aveva tranquillizzata, relativamente, l’aver letto che le argille dure sostengono i grattacieli, che il rischio è la rottura ma che la rottura non è così facile come sembra.
    Ma se invece si tratta di terre compresse (cioè riempimenti) si torna ai problemi di deformabilità. Insomma oltre al rischio di potenziare un eventuale esplosione (eventualità remota ma non impossibile) il rischio maggiore potrebbe essere un inclinazione dei serbatoi tale da rendere necessaria la chiusura del sito.
    Come probabilità la vedo più simile al nostro modo di gestire le cose: crei qualcosa che non ha lunga vita, è la storia agrigentina.

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  7. tasti said

    @Irish… ovviamente conoscere bene il sito avvantaggia per avere un’idea dei danni reali che potrebbero derivare dalla realizzazione di un rigassificatore.
    Di certo c’è l’indirizzo politico dello sviluppo del territorio circostante: mettere un rigassificatore non agevola lo sviluppo turistico del luogo.

    Il presidente della commissione italiana dell’Unesco, Puglisi, prima di uno strano dietro front, aveva lanciato un’appello al buon senso e paventato la possibilità dell’esclusione del sito dalla lista dell’Unesco stessa. Significa, in termini molto concreti, una diminuizione del 30% del turismo (fisiologicamente determinato dall’appartenenza alla lista unesco) e l’esclusione dall’accesso a finanziamenti di conservazione e promozione del sito.

    Un altro degli effetti della costruzione del molo di attracco delle navi cisterna è la perdita di chilometri di spiagge, altra cosa che inciderà sugli afflussi turistici.

    Non se ne parla ma io chiederei anche cosa sarà della sagra del mandorlo in Fiore, fiore all’occhiello di Agrigento, immagino che non sarà una pubblicità positiva avere un rigassificatore accanto alla Valle.Argomento secondario, certo, ma da sempre fa parte dell’economia della città.

    Altro punto critico è la viabilità, anche di questo non si parla: la Valle determina un tipo di viabilità, i collegamenti tra Porto Empedocle e l’entroterra sono altamente condizionati dalla presenza della Valle. Il fatto che oltre al rigassificatore siano previsti, in provincia, la realizzazione di un termovalorizzatore e di una maxidiscarica può darti l’idea di quale siano i piani di sviluppo e quale la viabilità che dovrà essere realizzata. e a cosa servirà il nuovo porto.
    Una Valle dei Templi circondata da strade a traffico industriale tu come la vedi?

    Non è solo il rigassificatore, che di per sé basterebbe a porre quesiti di piani di sviluppo.

    Da quando ho cominciato ad affrontare il problema ho continuato a chiedermi perché non spostare il sito, i porti ci sono,o si possono costruire, la costa agrigentina ha un’estensione non di un paio di chilometri, significa aumentare gli investimenti di realizzazione, vero, e significa non avere tutte le condizioni che hanno permesso l’ottenimento di tutte le autorizzazioni, dal sindaco di Porto Empedocle che è un impiegato enel, al Sindaco di Agrigento intimo di Cuffaro, a tutti gli allacci e inciucetti che portano al risultato finale: sono tutti per il sì.

    Io riporto le parole di Puglisi: si tratta di buon senso, ma soprattutto non si tratta di una vicenda siciliana: i templi sono testimonianza di una civiltà, di un tempo che non tornerà mai più, appartengono a tutti, abbiamo sacrificato lo sviluppo della città, delle possibilità, abbiamo sacrificato per decenni qualunque cosa e per decenni si sono scagliati contro gli agrigentini come MOSTRI che non capivano il valore della Valle e che NON era solo loro… a bè, caz**, adesso dobbiamo accettare che venga dilaniata?
    La lezione l’abbiamo imparata: non appartiene solo a noi.

    (e… scusa ma io e la sintesi non ci siamo mai incontrate… 😉 )
    un abbraccio

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  8. tasti said

    @Aby… mon amour, ultimi giorni a verona e quindi ultimi giri di saluti, sarà un week end di lacrimuccie, lascio tanti tanti affetti importanti, e prendo prenotazioni: voglio che vengano tutti a trovarmi in Sicilia!!!!
    Ci vediamo anche noi due alla valle, ti aspetto!!!
    baciuzz
    😀

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  9. Sulle sollecitazioni alle quali sarebbe sottoposta la base di appoggio dei serbatoi, non abbiamo dato alcuno che ci consenta di poter chiedere maggiori delucidazioni a bravi professionisti. Dobbiamo attenerci a quanto dichiarato dai progettisti e a seguito di quanto accaduto, non è che ci sia da stare molto allegri…
    La tua analisi sulle prospettive di sviluppo economico, sono corrette. Non ci vuole molto a capire che l’indirizzo che si prospetta, è ben diverso da quello turistico. Puglisi e la Mozzoni Crespi, in un primo momento avevano reagito con veemenza alla prospettiva di realizzare industrie pesanti in prossimità del Parco. Cosa sia accaduto dopo, non è dato di sapere. Riguardo all’erosione costiera, esistono due teorie:
    La prima, che è quella più accreditata e universalmente riconosciuta, è quella che vuole che questa tipologia di opere, alterando le correnti marine, causi o accentui i fenomeni erosivi.
    La seconda, quella dei progettisti dell’impianto, vuole che il prolungamento del molo, faciliti il passaggio di sedimenti provenienti dal lato ovest, in direzione di S. Leone,ad est del porto.
    Se anche così fosse, il risultato, non sarebbe certamente quello del rinascimento delle spiagge, poiché i sedimenti trasportati dalle correnti, si fermerebbero in quella trappola detritica che è il braccio del porticciolo turistico di S: Leone, contribuendo così all’insabbiamento della foce del fiume Akragas e trasformandolo di conseguenza in uno stagno che riceve le acque fognarie, in parte non depurate della città di Agrigento. Per capire questo ed immaginarne le conseguenze, non occorre essere dei geni. Bisogna tener presente, che è in atto un rinascimento delle spiagge a spese del Comune di Agrigento, che verrebbe così vanificato con notevoli danni ambientali ed erariali. Ma anche di questo, nessuno ne parla. Riguardo la viabilità, prova solo ad immaginare 400 mezzi pesanti carichi di spazzatura, che circolano sulle nostre strade. Non è neppure il caso di commentare… Altro punto critico: le vie di fuga da Porto Empedocle. Per te che conosci il paese, è facile immaginare cosa accadrebbe in caso di pericolo. Porto Empedocle si trasformerebbe in un cul de sac catastrofico. Nessuno ha mai avvisato i cittadini che dovranno conoscere i piani di evacuazione e che gli stessi saranno esposti ovunque. Per timore che la gente capisca, si evita di informarla. Al Consiglio Comunale di Porto Empedocle, a seguito di un mio intervento, il Presidente del Consiglio ha paragonato il rigassificatore a una pasticceria, dicendo che anche lì possono accadere gli incidenti. Esplosione di cassate o di caz..te? Anche questo è stato messo a verbale.

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  10. Interessante documento di Marco Pagani:
    Forse è ora di dire con una certa enfasi quello che pochi hanno l’onestà intellettuale di affermare: costruire rigassificatori in Italia è un’opera sostanzialmente inutile.
    http://www.lavalledeitempli.net/ambiente/rigassificatore/rigassificatori
    Sia chiaro: inutile per i cittadini, inutile per lo Stato, inutile per l’ambiente; ma per le aziende? Per il progettista? Per quei politici che perorano con tutte le proprie forze la necessità di costruirlo? Quali sono i “veri” interessi?

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