Fili


Uno di quei momenti in cui occorre ridefinire ogni cosa… in effetti è da giorni che vorrei scrivere un post dal titolo “Tengo famiglia” non ho pensato al contenuto, mi divertiva il titolo perché effettivamente sintetizza quello che è successo alla mia vita trasferendomi da Verona ad Agrigento. Adesso tengo famiglia. Non ho più un lavoro e quindi metà del tempo se ne va in ricerca dello stesso e da queste parti non è che lo trovi dietro l’angolo… l’intera giornata la trascorro ripetendomi di non farmi prendere dall’ansia, la scelta è fatta, adesso devo arrangiarmi.

Di positivo c’è tanto, ma è un altra vita e non meglio o peggio di quella che avevo solo pochi mesi fa, è un’altra cosa, di certo non ho più a mia completa disposizione il tempo, devo cederne un poco per ciascuno dei miei affetti. Quindi, ad esempio e purtroppo, ogni mattina si deve andare al mare con i bimbi per un paio d’ore, eeehhh… son sacrifici, cosa credete!!!!

Non è facilissimo e non è difficilissimo,  perdi alcune cose e ne guadagni altre, la vita continua il suo corso fregandosene come al solito dei miei progetti e va bene, a me va bene anche così, tanto qualcosa per cui vale la pena me lo trovo sempre…

Da qualche parte scaccio i pensierini neri che ovvio qualcuno arriva a tradimento, magari un attimo di stanchezza, dormiveglia e tacchete! ecco che spunta una voce negativa in bilancio, quelle cose che “poteva andare diversamente” ed invece no, è proprio andata così e non c’è né colpa né onore, pensiamo al presente.

Il presente. Ho la sindrome del “al nord è tutta un’altra cosa” e poi non lo penso, non amo il paragone, eppure mi sfugge. M’è sfuggita quando dopo aver messo il mio bel parchimetro… un posteggiatore abusivo m’è venuto a chiedere i soldi per “taliarimi la machina”… ho tentato la protesta, giuro che ho tentato di ribellarmi spiagando che avevo già versato l’obolo al Comune ma niente da fare, ostinato e quasi mendicando il tizio ha insistito, al punto che ho ceduto. Vergognandomi per non aver adempiuto al mio dovere di cittadina: chiamare un vigile e denunciare l’abuso. Per una settimana ho dovuto discutere con chiunque perché “in fondo si tratta di un padre di famiglia”… Così ho pensato che potrei farlo anch’io: mi metto in una via con le strisce blu e chiedo un euro a macchina, al limite potrei dire che sono una zia di famiglia e non avete idea di quanto costi essere una zia di famiglia ai giorni d’oggi!

E’ così strano sentire la solidarietà, respirare la presenza dell’altro, non sentirsi al pari di un arredo urbano, cogliere sguardi, sorrisi, propensione al reciproco aiuto e poi… poi un sottile senso di regole non scritte e l’arroganza del potere. Vorrei darvi la bellezza di questa terra perchè è bella, perchè commuove e strugge e allaga il cuore e poi invece… qui a raccontarvi solo le brutture. Ma è come vedere una splendida donna maltrattata, umiliata, non si riesce a cantarne la bellezza, vien voglia di battersi per riscattarla.  E questo nulla toglie alla bellezza ed alla ricchezza di questi luoghi.

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7 commenti »

  1. demone said

    Come una scrittrice di libri gialli che prima immagina il finale e poi ricostruisce a ritroso la trama… non sai quanti volte un titolo è diventato un post e quanti post invece sono orfani di un titolo.

    Il parchimetro mi ha riportato alla mente che fino a pochi anni fa passavo spesso da un semaforo e per quanto mi sbracciassi a dire di no finivo sempre a pagare per avere il parabrezza più sporco di prima… da li è nata la mia teoria de “l’incapacità di dire no” che sto progressivamente mettendo appunto.
    Però non ti ci vedo proprio a guardia delle strisce blu. Ci vuole un aria più cattiva…

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  2. Be’, dato che non l’hai usato tu, il titolo “Tengo famiglia”, forse oggi lo farò io. Tu non hai lavoro, e io sì. Onesto, tanto per ritagliarmi il “mio stipendio”.
    Ma a fine anno dovrò “licenziare” me stessa perché, secondo porche leggi di questo Stato demenziale, non sono congrua… Così, me ne andrò in pensione anticipatamente, facendo gravare anche su di te, cara Tasti, il mio sostentamento. Ma che vuoi fare: tengo famiglia! Al massimo, potrei venire a darti il cambio per estorcere un euro vicino alle strisce bu: fifty-fifty, naturalmente, e in nero…
    Scusa: il commento non c’entra molto col tuo bel post, ma dovevo sfogarmi con un’amica.
    Un abbraccio molto amaro.

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  3. mononoke said

    cara tasti, anelo a leggere di te tutti i giorni… perchè leggerti è diverso che ascoltarti è diverso che immaginarti, a me piace fare tutte queste cose… ma non potendo ascoltarti avendoti a fianco a doro leggerti… vabbeh oggi contorta… sai dei mille pensieri ne scelgo solo uno e dico che quella splendida donna che tu vedi nella Sicilia io vorrei che tu continuassi in eterno a vederla in te! con una potenza oltre sulla quale forse tu non ti soffermi… questo we saremo prese dagli stessi affari… w la rinco zie! solo se Tilli mi chiede… “e An… anche?” io che fo???!!! mononoke e la sua lupo…

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  4. bigbruno said

    Quando ho voglia di leggere un bel post, fatto con gli attributi… ecco che un nome m’appare luminoso: TASTI! Amica mia, sei proprio brava a mettere su carta le tue emozioni, le sensazioni, la rabbia… e anche se spesso scrivi di fatti non proprio idilliaci, è una goduria scorrere le righe… Abbi pazienza e vedrai che la situazione si normalizzerà. Con la tua caparbietà e intelligenza ce la farai anche stavolta! Un bacio grande, bb.

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  5. Io trovo che se la famiglia chiama e tu sei felice di rispondere….va tutto ok. Io lo sto facendo ora in questi giorni. Dopo un certo numero di giorni di crisi, mi sto reinventando la vita, nuova organizzazione e mi sto accorgendo che in fondo mi piace.
    P.S Ti ho nominata per un meme intelligente, ciao a presto giò

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  6. Ci sono più modi di “tengo famiglia”. Bimbi e mare è uno dei più piacevoli. Parcheggiatore abusivo: se non è uno scansafatiche, può essere una necessità. Il modo, a mio giudizio, più brutto, è quando ti viene imposto: paura. Il Comitato “Isola Pulita” di Isola delle Femmine, non c’è più. Sul loro sito si legge il seguente comunicato:
    “Il Comitato Cittadino Isola Pulita a seguito delle gravissime minacce di morte rivolte contro due nostri esponenti ha deliberato l’interruzione immediata di qualsiasi attività politica sul territorio e conseguentemente la chiusura del sito web “Isola Pulita”.
    Le minacce sono state pronunciate pubblicamente nella piazza Umberto I a Isola delle Femmine.
    La decisione è scaturita per una salvaguardia della incolumità fisica dei componenti del Comitato e delle proprie famiglie.
    Ammettiamo pubblicamente di aver fallito la nostra “missione”: parlare di legalità, di ambiente, di amministrazione, di trasparenza, di sviluppo,di territorio, di crescita sociale e culturale della nostra COMUNITA’.
    Il nostro intento: dare un contributo per favorire il dialogo e il confronto civile attraverso la partecipazione di tutti i CITTADINI.
    AVETE LA NOSTRA RESA !”
    Si erano di recente battuti contro l’utilizzo del pet coke da parte della locale cementeria: l’Italcementi. Si, proprio la stessa Italcementi che abbiamo a Porto Empedocle e che continua a bruciare pet coke.
    Ma poi, anche loro tengono famiglia… E come dargli torto? Chi vive di queste esperienze, sà bene cosa significa. Goditi il tuo “tengo famiglia” che è qualcosa di diverso da quello del posteggiatore abusivo o di quello degli amici di Isola.
    By miss

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  7. Mariottola said

    cara Tasti, eccola qui, la mia patrina. quella donna meravigliosa anche io la vedo in te. c’è bisogno che la veda tu, però, per farci smettere di tentare di riscattarti…
    tu tieni famiglia, è vero. ognuno di noi la tiene, solo la tua è forse più numerosa e in questo momento ti cerca e ha bisogno di te.
    ma tieni anche te stessa da accudire e cullare. quando chiederai ufficialmente l’affidamento di te stessa per iniziare a prendertene cura come principale occupazione? potrebbe essere un affido temporaneo, per poi trasformarsi in adozione…le carte te le riempio io se vuoi…a chi si deve fare domanda? ‘bbraccio

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