Made in Sicily


E’ il titolo del cd che sento in macchina, Made in Sicily, da un progetto di Alfredo lo Faro, con le splendide voci di Mara Eli e Anita Vitali

(qui la potete sentire in uno splendido duetto con Bobby McFerrin)

tra le più popolari le più belle, questo è certo, riarrangiate in un modo che… e l’effetto è che le ascolto e le riascolto.

In macchina, per andare nello studio medico, poi dal consulente, poi il caaf, poi prendere gli orari degli autobus per Palermo, poi telefonate quante telefonate interrotte a metà (ma che diavolo succede ai miei cellulariiiii????), poi tutte le persone che non sono riuscita a salutare, quelle che vorrei incontrare, i blog che non leggo e quelli che non commento, e ancora ospedali, nipoti con l’insolazione e i febbroni da cavallo, il vicino che ha deciso di fare una bella stalla accanto alla nostra casa al mare e così raffreddore da fieno, due cavalli che per belli son belli ma magari in un maneggio, mannaggia.

E incontri per caso per strada, incontri di chi ti ricorda, che bello quando qualcuno si ricorda di te e si riprende il discorso interrotto quando…? Tre anni fa, sì, tre anni, all’opera nella valle dei templi, ricordi? Che bello e adesso… ? Come morta, mi dice, Agrigento è come morta, sono anziano (no, che dici?) e ne ho viste ma adesso… non so, ho un progetto che a te piacerebbe ( che bello quando una persona sa qual è il progetto che a te piacerebbe) sentiamoci se sei libera, magari riusciamo di nuovo, ricordi?

E il rigassificatore?

Spallucce. Questa la risposta. Spallucce. Lo faranno. Lo faranno perché gli agrigentini non contano nulla, lo sanno dovunque che gli agrigentini non contano nulla, anche gli uomini politici agrigentini non contano nulla ormai, qualche anno fa ancora-ancora, adesso meno di niente. Ma come? E il Ministro? Sorrisi ironici.

Riesco a prendere gli orari di apertura della mostra dedicata a Pirandello, Luigi caro, chissà come reagiresti al rigassificatore sotto il tuo cielo, chissà, ci vorrebbe il tuo umorismo per raccontare cosa vogliono fare alla nostra città, ci vorresti tu ed un palcoscenico vuoto, il rumore del mare, san Calogero nero che rientra nella sua chiesa sprofondata, un rigassificatore alla sua destra, alle spalle un termovalorizzatore, poi in senso orario una maxidiscarica e infine, sotto il castello di Palma di Montechiaro, sotto lo stemma del Gattopardo, una centrale nucleare. Da destra a sinistra in senso orario, sullo sfondo centinaia di pale eoliche ruotano agitate dal vento africano…

Al centro san Calogero chiede la grazia di tornarsene in Africa mentre un giovane chiude il niente dentro la sua valigia da portare lontano da qui.

Aveva torto don Fabrizio, non dovrà cambiare tutto per far restare tutto com’è, non più, qui non cambierà più nulla mentre tutto attorno cambia, paesaggi, aria, serre, incidenza dei tumori e… non posso farci nulla, poi a me turbano le piccole cose: dove sono finiti  i pipistrelli? perchè non c’è più nemmeno un solo pipistrello?

E lo so che dovrei rispondere ai commenti, ma se rispondo ai commenti non riesco a scrivere e raccontarvi di me, ho pochissimo tempo a mia disposizione… Mariottola… è che ci sono momenti in cui è necessario pensare agli altri e momenti in cui si può pensare a se stessi, ma poi… c’è che quest’altri in realtà sono me ed io sono loro. C’è una sola cosa che mi dispiace è non essere divisibile per due (potendo poi anche per tre o quattro) , non essere lì e qui, potendo poi sarei anche là e qua… porc come si fa a farsi bastare una vita???!!!!!

Nemmeno il tempo di aggiungere il link di un nuovo amico, di parlare con mia madre! (eppure viviamo nella stessa casa adesso), di scrivere alle sorelle geograficamente lontane, ancora ospedali nella voce priorità per il momento. E questo post per raccontarvi di me e chiedere scusa a tutti per tutte le assenze.

Vi abbraccio.

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2 commenti »

  1. Mariottola said

    Piccola grande cara Tasti. Sei sempre stupenda. E questo “Al centro san Calogero chiede la grazia di tornarsene in Africa mentre un giovane chiude il niente dentro la sua valigia da portare lontano da qui.” è poesia, pura poesia. ‘bbraccio

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  2. http://www.iloveagrigento.it/pirmo-maggio-a-raffadali-si-esibira-orchestra-made-in-sicily/

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