Comunicare


Dev’essere l’anno della comunicazione… o almeno lo è per me: oltre al corso di Lingua Italiana dei Segni ho iniziato con le lezioni di Inglese… che volete farci: disoccupata, mica inattiva!

Il corso di LIS (Lingua Italiana di Segni, perl’appunto) va alla grande: dopo un solo mese sono in grado di comunicare con un sordomuto paziente e volenteroso (è che insomma l’equivalente sarebbe che ancora balbetto ed invento segni alla moda maccheronica…) però sono BBBRAVA (me lo dico da me che se aspetto i complimenti dagli altri sto fresca!) e… è bello. E’ bello rompere una barriera, tipo picconate ad un muro invisibile (che si sa sono i più difficili da abbattere) è bello riuscire a dirsi qualcosa in più di “mio nome è….”  che poi in realtà non è il mio nome, ma il nome segno perché nella lingua dei segni tutto va per segno, anche il nome e quindi io ho un bel nome segno derivato dal mio cognome…

Mio nipote, 6 anni, impara anche più velocemente di me no, non fa il corso con me, sono io che arrivo a casa e lo torturo ripetendo i vocaboli segnati… lui ne sta già trovando l’aspetto ludico e ha trasformato i segni in coreografie per canzoni rap… che secondo me è il massimo. Ve lo rispiego: prendi una rincozia che fa un corso Lis, prendi un bambino sveglio che viene torturato dalla rinco zia, ottieni una canzone rap segnata!

Per il resto il corso è come ogni corso… seeeeeeee, vi pare a voi: invece no. Sede: scuola media ché già solo questo ha scatenato nel mio mondo onirico tutti i ricordi e le varianti degli anni che furono; età dei corsisti da 18 a 48 e l’errore è aver scritto corsisti perché invece – ma solo per la serie un uomo manco per sbaglio – la classe è costituita esclusivamente da donne!

Sempre, che noia, splendide donne. Donne. Che ognuna di loro è un romanzo, sono impegni da incastrare, sono sogni da ricordare ed altri da elaborare, sono sorrisi aperti, scommesse con la vita, voglia di iniziare, continuare, insistere, non  mollare.

E piano piano, senza fretta, rinasco.

Vi abbraccio.

 

E’ col telefono che continuo ad avere un pessimo rapporto, dovrei fare psiacanalisi e capire la causa del blocco, ieri una docente ha tentato di contattarmi per tutta la sera ed io ho visto le chiamate… il giorno dopo. Ho un problema, lo so.

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2 commenti »

  1. Pepenero said

    Vabbè ma tu consapevolmente non rispondi o semplicemente non lo senti? Nel primo caso, in effetti, c’è da ragionarci su, nel secondo, bhé, stai facendo pure il corso!!!

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  2. tasti said

    No, no… è che consapevolmente lo metto distante da me, magari con la suoneria bassa bassa… se vedo le telefonate rispondo… ma faccio di tutto per non vederle!
    :mrgreen:
    non mi piace che si debba essere sempre reperibili, come se non avessimo più la capacità di darci i giusti tempi; non mi piace che non esistano più orari dedicati alle comunicazioni di lavoro; non mi piacciono i rapporti amicali da “resoconto della giornata”… la sera amo stare con me, chiudere la porta al mondo, godermi il mio contesto familiare (lo era anche a Verona “contesto familiare”)
    In effetti il mio difetto… lo difendo con i denti!
    un caro saluto, peperino!
    😀

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