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http://www.messinanews.com/cultura-societa/le-lobbyes-del-farmaco-costruttrici-di-allarmismi/

Lobbyes del farmaco ed allarmismi infondati

2 dicembre 2008 | Di Domenico Majorana | Categoria: Cultura e Società, Focus

<!– –>Fino ad un paio di anni fa l’HPV (Human papilloma virus) era una patologia semi sconosciuta alla maggioranza della popolazione; ma dal 2007, guarda caso dal periodo in cui è stato messo in commercio dalla Merck un vaccino anti HPV, è cominciata una vera e propria campagna informativa di massa sui rischi del papilloma virus. Il contagio di questo patogeno avviene attraverso i rapporti sessuali non protetti e, secondo alcuni studiosi, questo virus potrebbe essere responsabile di buona parte dei tumori al collo dell’utero.

Negli ultimi tempi si è detto molto sulla pericolosità di questo virus e sui danni che esso può causare sia nella donna che nell’uomo. La campagna informativa creata attorno all’HPV consiglia di vaccinare tutti i soggetti a rischio, per evitare la possibilità di contrarre l’ agente patogeno, in alcuni casi creando dei veri e propri allarmismi. A seguito di ciò in Canada il governo conservatore di Stephen Harper ha annunciato lo stanziamento di 300 milioni di dollari per una vaccinazione di massa a tutte le ragazze in età compresa tra i 9 e i 13 anni (età in cui ancora il virus non dovrebbe essere stato contratto) nonostante le parecchie perplessità che lo stesso Gardasil (vaccino prodotto dalla Merck ndr) aveva fatto evidenziare nel 2007 negli States, con i gravi effetti avversi registrati nei 20 Stati in cui era stata portata avanti la campagna di vaccinazione, “le reazioni vanno dalla perdita della coscienza al collasso” riporta The Washington Time. “Alcune bambine hanno accusato gravi mal di testa, capogiri, nausea, febbre e perdita temporanea della vista…”, “segnalati 13 casi di sindrome di Guillan Barrè”. Il National Vaccine Information Center segnala 5 morti, 51 invalide e 1.358 ricoverate d’urgenza.

Dopo aver causato tutti i sovra citati effetti collaterali è chiaro che l’attuale vaccino anti HPV sia poco sicuro. Nonostante ciò in diversi stati (anche in Europa) si sta attuando una campagna di vaccinazione di massa “gratuita” per tutti i soggetti “a rischio”, ma con i soldi dei contribuenti, perché è lo stato che di fatto compra questi vaccini dall’unico fornitore che attualmente è la Merck. In realtà esiste un vaccino HPV concorrente, il Cervarix della Glaxo Smith Kline, ma non sarà disponibile prima del gennaio 2008. Questo significa che mentre più bambini saranno vaccinati col Gardasil, ne rimarranno sempre meno che potranno ricevere il richiamo da un vaccino concorrente incompatibile, la Merck sta quindi tentando di catturare la quota maggiore di mercato possibile, intascando milioni di dollari dei contribuenti, grazie probabilmente alla compiacenza di alcuni esponenti politici.

In Italia non vogliamo essere da meno, infatti l’ex Ministro della Salute Livia Turco ha avviato dal gennaio 2008, in gran parte delle regioni tra cui anche la Sicilia, un programma di vaccinazione gratuito per le ragazze di 12 anni che saranno chiamate dalla propria ASL a vaccinarsi, la quale ha dichiarato con orgoglio che «Siamo stati il primo paese in Europa
– disse ai tempi l’ex ministro – ad offrire gratuitamente tramite il servizio sanitario pubblico questo vaccino”. I finanziamenti in Italia ammontano a circa 100 milioni di euro, denaro che sicuramente fa gola a molti.

C’è da dire che l’infezione da HPV è asintomatica nella maggior parte dei casi e solo una piccola parte di queste infezioni è destinata, se non trattata, a causare un cancro. I tipi di virus del papilloma umano che possono infettare le mucose genitali possono venir suddivisi in HPV a basso rischio (5 ceppi) e HPV ad alto rischio (15 ceppi). Si calcola che oltre il 70% delle donne contragga un’infezione genitale da HPV nel corso della propria vita, ma la grande maggioranza di queste infezioni é destinata a scomparire spontaneamente nel corso di pochi mesi. Solo in caso di persistenza nel tempo di infezioni da HPV ad alto rischio oncogenico è possibile, in una minoranza dei casi, lo sviluppo di un tumore maligno del collo uterino. In alcuni casi invece, l’infezione si può manifestare con condilomi in sede genitale. E’ da evidenziare che l’attuale vaccino, composto da virus vivi ma geneticamente modificati per non indurre la malattia, copre solo verso due dei 15 ceppi potenzialmente cancerogeni.

Ma è davvero necessario, alla luce dei gravi effetti collaterali, inoculare a delle dodicenni, che non corrono alcun rischio in quanto non attive sessualmente, inoculare un vaccino potenzialmente pericoloso che garantisce solo una protezione quinquennale? O è una furba azione di marketing da parte dell’Industria farmaceutica per esagerare questa malattia e creare dei falsi bisogni allo scopo di giustificare l’acquisto del suo farmaco al fine di bruciare le altre concorrenti sul tempo ed assicurarsi una grossa fetta di mercato anche per gli anni a venire?

Sarebbe opportuno che lo stato finanziasse invece una campagna informativa per ricordare che per ridurre le possibilità di contagio di tutte le malattie sessualmente trasmissibili (anche per quanto riguarda l’HPV) sarebbe sufficiente usare il preservativo, finchè non si avrà a disposizione un vaccino realmente sicuro. Nel frattempo si permette alle lobbyes del farmaco di lucrare sulla pelle dei cittadini.

Fonti Maggiori:

  • lifesitenews.com
  • laleva.org
  • ministerosalute.it
  •  

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