La sentenza


Queste sono le cose che mi piacciono😦

 Mettete un articolo da un giornale online locale, tipo il giornale di Vicenza, che vi informa di una sentenza che entra nel merito scientifico di una disputa…

http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/199060/

Mettete che avete un interesse maniacale per quell’argomento e volete leggervi la sentenza …. Impossibile.

Allora andate sul sito della Regione Veneto e trovate  il decreto n° 57 del 23 marzo 2009 che autorizza a resistere in giudizio…

http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/SommarioDecreti.aspx

il dettagli decreto

http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioDecreto.aspx?id=214243

 

Allora  fate un altra ricerca quasi veloce e trovate che la Regione Veneto si è costituita in giudizio nel ricorso di cui quella sentenza… http://89.96.55.13:5656/Odg%20Giunta%20Regionale/44)%20O.d.g.%20numerato%20e%20delibere%20del%2030%20marzo%202009/ordine%20del%20giorno%20numerato.pdf

 

Insomma prendo il BUR e leggo :

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE

n. 57 del 23 marzo 2009

Autorizzazione a resistere in giudizio nel ricorso proposto

avanti il Tar Veneto da GlaxoSmithKline Spa c/

Regione Veneto.

[Affari legali e contenzioso]

Galan

Va bene, adesso so esattamente quanto ne sapevo prima sulla sentenza…

 

Vaccino Hpv, il Tar boccia
la gara gestita dall’Ulss 6

SANITÀ. I giudici accolgono il ricorso della GlaxoSmithKline ed entrano nel merito: sospeso l’appalto vinto dalla parigina Sanofi Pasteur Msd

Fantuz:«Mai successo» La fornitura era regionale Scorte garantite però per la campagna vicentina

·         15/04/2009

·     Vicenza. Niente stop alle vaccinazioni obbligatorie contro il papilloma virus, l’infezione che provoca il 70 per cento dei casi di tumore al collo dell’utero. Tutto resta come prima. Almeno per il momento.
La decisione, con cui il Tar ha accolto il ricorso della GlaxoSmithKline dichiarando nulla per illegittimità la gara regionale che aveva visto la Sanofi Pasteur Msd vincitrice dell’appalto per la fornitura del vaccino anti-cancro, non blocca il programma dell’Ulss 6.
Nei 4 distretti di residenza si continuerà a somministrare gratuitamente il siero alle bambine di 12 anni sulla base del calendario stilato dal responsabile dell’ufficio vaccinazioni Andrea Todescato. La Regione, dopo la sentenza-shock (“non era mai successo – commenta il ds dell’Ulss Eugenio Fantuz – che il Tar entrasse nel merito scientifico”), si è presa qualche giorno di riflessione e poi ha sciolto la riserva. «Ci ha fatto sapere – spiega Todescato – che si potrà andare avanti con il Gardasil della Sanofi. Unico suggerimento: usare prudenza negli acquisti. Niente grandi numeri. Dovremo comprare solo i quantitativi che servono per la campagna in corso».
In effetti la lotta a colpi di carte bollate fra i due giganti farmaceutici – la Sanofi multinazionale parigina che produce il Gardasil e in Europa è l’unica a dedicarsi esclusivamente alla produzione di vaccini, e la GlaxoSmithKline multinazionale con sede italiana a Verona che produce il Cervarix e vanta un fatturato da secondo posto nel mondo – è appena iniziata. Ora, dopo il primo round vinto dalla Gsk, è atteso il ricorso al Consiglio di Stato da parte dei francesi, e lo stesso potrebbe fare la Regione per difendere il proprio provvedimento. La partita, dunque, è ancora tutta da giocare per garantirsi la commessa d’oro. L’anti-Hpv è, infatti, uno dei vaccini più cari in assoluto, e la posta in palio è molto alta. Basti pensare che il Gardasil costa al pubblico 188,15 euro per dose, per cui il ciclo completo delle tre dosi da assumere in 6 mesi viene a costare 564,45 euro, anche se poi l’Ulss è riuscita a spuntare un prezzo di 95 euro e per un ciclo intero paga 285 euro, conto meno salato ma che resta gruzzolo da far gola. Il Cervarix costa, invece, 156,79 euro per dose, 470,37 per un ciclo completo.
Ma non è stato il costo più soft a far pendere dalla parte di Gsk la bilancia dei giudici del Tar, che hanno sconfessato, appunto, nei parametri scientifici, l’appalto bandito – a nome della Regione e sulla base di criteri qualità-prezzo stabiliti da una commissione tecnica veneziana – proprio da Vicenza, come azienda capofila per tutto il Veneto. «E questo – dice Fantuz – ci ha fatto trasecolare, perché normalmente la loro valutazione si limita alla procedure».
Vicenza, comunque, si era messa al riparo da sorprese: «In magazzino – dice ancora il direttore sanitario -abbiamo una scorta di 2 mila dosi. Comprandone altre mille riusciamo a coprire tutte le esigenze. Completeremo il ciclo delle dodicenni che hanno già fatto la prima dose e inizieremo il nuovo.
No, l’annullamento del Tar non ci stravolge nulla».

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