Scuole Agrigento: volontari sì volontari no


Succede anche questo.
Succede che non essendo avviato il servizio di assistenza scolastica e domiciliare per i disabili sensoriali della Provincia di Agrigento le associazioni si sono attrezzate con il volontariato.
E succede che un paio di dirigenti scolastici non ritengano necessario la volenterosa attività dei volontari.
cosa volete mai che sia qualche mese di ritardo?
Io un sospetto ce lo avrei.
Piccolo.
Niente di serio.
Ma.
Ma non è che questi illuminati dirigenti non capiscano nulla di disabilità, programmazione, assistenza scolastica, assistenza domiciliare e quindi inutile tentare di parlare di inclusione, integrazione, apprendimento cooperativo, sviluppo delle potenzialità, ICF?
No, perché altrimenti non mi spiego come mai abbia dovuto fare il palo a questi dirigenti scolastici manager della super scuola dell’autonomia in cui l’unica autonomia non considerata è quella dei ragazzi con disabilità sensoriali.
Ops, scusate… per disabilità sensoriale si intendono, per onor di esattezza, bambini ciechi, bambini sordi, ragazze e ragazzi ciechi e ragazze e ragazze sorde.

Per i quali, stando ai loro dirigenti scolastici, un paio di mesi di sano isolamento dal gruppo classe e dal contesto didattico non può che far bene! Suvvia, signori, c’è mica qualcuno che prende sul serio la possibilità che i disabili sensoriali abbiano un percorso scolastico serio, reale, efficace ed efficiente (quanto piacciono queste vuote parole!)?
Per i ragazzi che non vedono e non sentono come gli altri sino alle medie ci sono gli insegnanti accondiscendenti e dopo per tutti il differenziato è servito!

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4 commenti »

  1. Beccarebecca said

    Cara amica..mi viene da fare una battuta..che vista la situazione ci sta!…”Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire!..e in questo caso non mi riferisco ai sordi, sordi…ma coloro che come il “tuo” Dirigente scolastico…(che la D maiuscola la lasciarei solo per apostrofarlo!)..
    Hai detto bene nel dire che di inclusione sociale, ICF..e quant’altro si parli per l’integrazione dei disabili, poco se ne sa..sono parole troppo importanti per alcuni che si professano fare bene che poi di bene poco se ne fa…magari si commuovono quando vedono un disabile bambino che non vede o che non sente, e poi???….quando è l’ora di aiutare e concretizzare con strumenti (il volontariato in questione) che non sono neanche suoi…non se ne fa niente!… mi viene in mente un famoso ritornello…. e qui comando io…e questa è casa mia!….purtroppo spesso …questo capita alle famiglie che di pensieri nella testa oltre ad avere in famiglia disabilità ne hanno tanti…figuriamoci poi se riescono anche a pensare che un preside sta facendo qualcosa di sbagliato a non accettare il “volontario”che per un mese possa anticipare il servizio della provincia e alleviare le difficoltà scolastiche (per non parlare poi delle ore decurtate al sostegno con la Gelmini) ai disabili sensoriali tutto GRATUITAMENTE!…e sapete perché??

    Perche…si considera la solidarietà più come una concessione clientelare che come un diritto.
    “A mio avviso quello che purtroppo manca ancora è spesso la percezione del servizio come diritto, cioè come qualcosa che ci spetta in quanto cittadini. Ciò contrapposto al favore-privilegio che ricade su di noi in quanto meritato in base a personali rapporti di do ut des.

    Comunque sottolinea al tuo dirigente scolastico che: La solidarietà è un sentimento sociale , rivoluzione del terzo millennio, proprio come l’aver compreso che la giustizia è un sentimento sociale che si esprime con la legge è importante conquista fatta alla fine del secondo millennio. Cara amica …adesso stupisciti un po’ di meno…e abituati..il mondo sociale non è sociale per come avevi pensato! Bye… Beccarebecca.

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  2. tasti said

    @Beccarebecca…
    solidarietà come sentimento sociale, vero, che si diffonde, che mette radici, che trasforma le persone in cittadini. Perché essere cittadini dovrebbe essere proprio essere solidali l’uno con l’altro.
    Quello che stupisce è che ci sono i numeri del volontariato, è una realtà che è cresciuta, si è modificata e professionalizzata e che venga contrastata fa pensare… fa pensare sempre male quando non si accetta che qualcuno svolga un attività gratuitamente…. se qualcuno proponesse a me di farmi da volontario per qualche disbrigo pratiche o per una robusta potatura al mio ormai boscoso giardino… io lo accetterei!
    Perché ci sono Dirigenti scolastici che hanno rifiutato?

    Da un lato c’è l’ignoranza, il non comprendere il ruolo dell’assistente alla comunicazione all’interno della classe, nel senso che mi è stato proprio chiesto “ma a che serve? c’è già l’insegnante di sostegno”
    L’ignoranza va perdonata solo se non sei pagato per essere competente…
    dall’altro forse il non volere intrusi nel proprio territorio…
    in entrambi i casi il danno lo subiscono i bambini solo come primo evidente impatto, perché il vero danno lo procurano a noi tutti in quanto membri di una società.
    Beccarebecca… mi piace non abituarmi, il giorno in cui mi abituerò all’ignoranza e all’arroganza smetterò di far volontariato… è una promessa!|

    😉

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  3. antonella said

    .. è chiaro che leggendo questo articolo i sentimenti a riguardo possono essere tanti..per quanto mi riguarda provo un po’ di tristezza.. mi sento triste a pensare che ci siano bambini bisognosi di un servizio e che ne vengono privati per motivi che nn sono giustificabili sotto nessun punto di vista.. io credo che con le parole tutti vogliono aiutare chi ha bisogno..ma che nei fatti pochi agiscono concretamente con amore e sensibilità..
    io l’ho fatto sono stata volontaria.. e servizievole nei confront di chi ha avuto bisogno e lotterò fino alla fine affinchè.. qualcuno senta e capisca che una società è civile quando trasforma le parole in fatti valorizzando e non perdendo di vista i valori!
    .. combattiamo e combattiamo sempre per quello in cui crediamo… DEVONO SENTIRE..

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  4. tasti said

    @Antonella… dici bene: tristezza, ma che sia usato come carburante per lottare contro le ignoranze e gli opportunismi.

    Il mondo delle disabilità soffre di tutti i meccanismi contorti del resto del mondo, ma fanno più male, lasciano ferite insanabili, negano futuro a chi non avrà poi la capacità di andare avanti lo stesso, di recuperare il tempo perduto.

    Oggi mi hanno chiesto perché faccio volontariato e cosa ne traggo, rispondere è facile e difficiele allo stesso tempo. Facile perché per me è connaturato, fa parte del mio stile di vita, lo faccio da sempre e credo che continuerò a farlo sin tanto che avrò le forze per dedicarmi alla società, alla socità in cui vivo.
    Credo che il punto sia questo: il volontariato non è la scelta di fare altro, di dedicarsi ad altri, è il modo per intervenire sulla qualità della propria vita, non degli altri.
    “Devono sentire”, dici bene, perché se non sentono non c’è niente da fare, non capiranno mai che discriminare qualcuno è un danno che si ritorce contro noi tutti.
    un caro saluto.

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