Agrigento: per le famiglie dei disabili nuovi ricatti.


Lo so, martello. d’altra parte aperto il calciomercato delle Assistenti alla Comunicazione è ovvio che si sarebbe aperto anche quello delle famiglie. Ma sin tanto che si fanno offerte di servizi aggiuntivi e migliorativi bene, chi dice nulla, le famiglie sono in grado di comprendere se poi verranno davvero offerti o se si tratta della solita promessa su carta.

Avevo promesso il post sulla libertà di scelta delle famiglie rispetto alla Cooperativa Sociale accreditata. Eccoci.

Le solite dovute premesse:
il sistema di accreditamento è stato introdotto ad Agrigento da pochi anni, prima si procedeva per gara di appalto, ma dietro ricorso vinto dalle cooperative sociali la Provincia ha optato per un sistema di accreditamento di cui ancora non è chiara la leggittimità.
Funziona così: la Provincia Regionale di Agrigento ogni anno mette a disposizione delle famiglie dei disabili sensoriali un elenco di cooperative sociali che hanno ottenuto l’accreditamento presso la Provincia stessa, le famiglie quindi si recano all’Assessorato per le Politiche Sociali e, dopo aver letto le Carte dei Servizi di ciascuna, scelgono.

Alcune famiglie vociferano che non c’è una vera libertà di scelta, che sono costrette a scegliere alcune cooperative seppure poi non c’è il riscontro della qualità dei servizi.
Sino ad oggi non mi era chiaro come mai questo vociferare.

Finalmente però ho capito.

Ponete, ad esempio, che per un anno abbiate scelto una cooperativa piuttosto che un altra. Ponete che vostro figlio abbia avuto una terapia logopedica da parte di un logopedista. Ponete che poi, l’anno successivo, per motivi non attinenti alla terapia logopedica decidiate di scegliere un altra cooperativa. E che la logopedista vi informi che ha un “contratto di esclusiva” con la cooperativa che volete lasciare.

A questo punto il dilemma è serio: cambiate cooperativa e logopedista o restate con la cooperativa e almeno avete la stessa logopedista?

Dilemma uguale si è presentato a quelle famiglie che hanno ricevuto dall’assistente alla comunicazione la stessa regola: io resto con la cooperativa dello scorso anno, se tu ne scegli un altra non ti seguo.

Tutto ciò perché non ci sono regole chiare, da nessuna parte la si guardi.

Quello che questo sistema ha creato è una totale assenza di regole, l’apoteosi del clientelismo e della politica della concessione di favori.

Tutte le parti più debili prese dalla morsa di chi dovrebbe garantire diritti e servizi.

L’ex Assessore alle Politiche Sociali (non facciamo finta di dimenticare chi ha ben lavorato) aveva avviato un confronto serio con tutte le parti in causa, la Vecchia Delibera da lui proposta non era certo il meglio a cui si poteva pervenire, ma aveva quanto meno tentato di avviare una fase sperimentale ed un monitoraggio serio. Nella fretta e nel continuo assalto di tutte le parti coinvolte aveva comunque iniziato un percorso per l’ottimizzazione delle risorse.

Se vogliamo niente di particolarmente eccezionale, un primo passo, ma almeno verso la direzione giusta.

Adesso nel silenzio delle Istituzioni e nella rinnovata lontananza con tutte le parti in causa si sguinzagliano i ben guidati operatori per attivare le procedure di limitazione della libertà di scelta delle famiglie: contratti di esclusiva.

Non so se sia lecito, le famiglie non hanno intenzione di denunciare pubblicamente questi fatti gravissimi, immagino che però da qualche parte ci sia una normativa che impedisca i “contratti di esclusiva” per gli operatori “prestati” alle cooperative.
Non si dovrebbe dimenticare, infatti, che l’assistenza ai disabili è di competenza dell’Ente Provincia che si avvale della collaborazione delle Cooperative sociali, ma che dovrebbe rispondere in prima persona dell’applicazione delle politiche dell’inclusione. La terapia logopedica rientra nei servizi migliorativi che le Cooperative offrono all’utenza, ma è chiaro che si tratta di uno dei punti di forza in quanto, trattandosi di disabilità sensoriali, è fondamentale per i bambini.

Per quanto riguarda l’assistente alla comunicazione la famiglia, grazie ad una sentenza del Consiglio di Stato che riconosce la continuità educativa rispetto all’assistente alla comunicazione, potrebbe mettere con le spalle al muro la cooperativa che decidesse di dare un nuovo assitente per “contrasti” sopraggiunti con il precedente. (sentenza di cui, però, le famiglie non sono informate)
Ma per la logopedia?

E’ lecito che ci siano operatori delle politiche per l’inclusione che dichiarano di avere contratti in esclusiva?

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