Lingua dei Segni – Alla Camera esame e rinvio


Ieri esame e rinvio alla XII Commissione della Camera dei Deputati per l’approvazione del ddl

Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva e riconoscimento della lingua dei segni italiana.
C. 4207 approvato, in un testo unificato, dalla 1a Commissione permanente del Senato, C. 286 Sereni, C. 351 De Poli, C. 941 D’Ippolito Vitale, C. 1088 Romano, C. 2342 Lorenzin, C. 2528 Rampelli, C. 2734 Carlucci e C. 3490 Miglioli.

 

Mercoledì 13 aprile 2011. – Presidenza del vicepresidente Gero GRASSI – Interviene il sottosegretario di Stato per la salute Francesca Martini.

Carmelo PORCU (PdL) ricorda come le associazioni dei sordi attendano da lungo tempo l’approvazione di questo provvedimento. Condivide, pertanto, l’auspicio del presidente per una rapida approvazione del progetto di legge in esame, nello stesso spirito di ampia condivisione che ne ha caratterizzato l’approvazione da parte del Senato.

Luciana PEDOTO (PD), premesso di intervenire a titolo personale, dichiara, innanzitutto, di condividere e di voler sottoscrivere la proposta di legge n. 286 Sereni. Auspica, quindi, che l’esame del provvedimento in Commissione consenta di valorizzare il grande lavoro di mediazione che ha consentito, al Senato, di giungere all’approvazione unanime di un testo equilibrato, sottolineando come tale risultato sia stato possibile anche grazie al contributo dei senatori del suo partito. […]
Osserva, quindi, che il testo trasmesso dal Senato tiene conto delle diverse sensibilità esistenti sul tema e, in particolare, della contrapposizione tra fautori della lingua dei segni e sostenitori dell’oralismo. Tale contrapposizione, all’interno come all’esterno dell’Unione europea, è stata culturalmente superata mediante l’adozione di un approccio globale alla sordità e alla disabilità in generale: la necessità, cioè, di garantire tutti gli strumenti educativi, linguistici e formativi in grado di consentire la piena inclusione sociale delle persone sorde, tenendo conto di tutte le sfumature di questa complessa disabilità sensoriale.[…]Tale testo prevede, infatti, che la Repubblica riconosce la lingua dei segni e ne promuove l’acquisizione e l’uso, ma, nel corso dell’esame al Senato, è stato aggiunto che ciò avviene promuovendo altresì l’acquisizione e l’uso da parte delle persone sorde della lingua orale e scritta, da perseguire anche attraverso l’impiego delle tecnologie disponibili per l’informazione e la comunicazione. […] In conclusione, segnala che già la legislazione attuale prevede la lingua dei segni e che evitare di regolamentarla significa lasciare che i servizi vengano erogati da interpreti o assistenti alla comunicazione di cui nessuno ha verificato la preparazione, che hanno frequentato corsi di formazione disomogenei per durata, natura e obiettivi, senza un profilo professionale e un percorso formativo standardizzato e in grado di garantire livelli di qualità elevati ed omogenei. Auspica, per tutte queste ragioni, una rapida approvazione del provvedimento.

Ileana ARGENTIN (PD), dopo aver sottolineato l’importanza del provvedimento in esame, osserva, anche in qualità di responsabile nazionale del partito democratico per i diritti dell’handicap, che sarebbe preferibile parlare di riconoscimento della tecnica, piuttosto che della lingua dei segni, perché questo approccio consentirebbe di far convivere le diverse sensibilità esistenti in materia, compresa quella degli oralisti. […] Da questo punto di vista, il testo trasmesso dal Senato appare restrittivo ed esprime un approccio culturale sbagliato e limitativo, riscontrabile anche nell’attenzione esclusiva che la pubblica amministrazione già oggi rivolge alla lingua dei segni come strumento di comunicazione a disposizione delle persone non udenti

Anna Margherita MIOTTO (PD) ritiene che le proposte di legge in esame meritino senz’altro di essere sostenute, in quanto perseguono una finalità del tutto condivisibile, ma che esse possano e debbano essere migliorate, anche attraverso il confronto con le associazioni rappresentative dei disabili. Il testo trasmesso dal Senato, in particolare, crea profonde divisioni nell’associazionismo dei non udenti e, non essendo accompagnato da alcuno stanziamento di risorse, è destinato a non incidere affatto sulla reale situazione dei disabili, i quali, nella legislatura in corso, hanno già subito gli effetti negativi della sensibile riduzione delle risorse destinate all’assistenza sociale

Lucio BARANI (PdL) giudica incomprensibile l’atteggiamento assunto dal gruppo del partito democratico, che, come ha ricordato la collega Pedoto, al Senato ha contribuito alla definizione del testo approvato. Ritiene che il provvedimento in esame debba essere approvato rapidamente, adottando come testo base il progetto di legge trasmesso dal Senato e valutando, altresì, l’opportunità del trasferimento alla sede legislativa. Tale progetto di legge, infatti, è stato oggetto di condivisione unanime presso la 12a Commissione permanente del Senato e non esclude affatto il riconoscimento di tecniche diverse dalla lingua italiana dei segni.

Gero GRASSI, presidente e relatore, avverte che sono già pervenute richieste di audizione da parte di alcune associazioni. In proposito, ritiene che lo svolgimento di audizioni sia sempre utile al fine di acquisire elementi di conoscenza e valutazioni sui progetti di legge, ferma restando l’autonomia della Commissione nel dare seguito a quanto emerso nel corso delle audizioni.

Carla CASTELLANI (PdL), sottolineata l’importanza del provvedimento in esame, ritiene che sia opportuno procedere allo svolgimento di audizioni, senza che questo rallenti eccessivamente l’esame del provvedimento.

Gero GRASSI, presidente e relatore, essendo prossima la ripresa dei lavori in Assemblea, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.50.

Il Partito Democratico si spacca sulla questione del riconoscimento della Lingua dei Segni, se in Senato approva, alla Camera preferirebbe si riconoscessero le tecniche
L’Onorevole Ileana ARGENTIN dovrebbe spigare a noi poveri mortali che diavolo significa riconoscere la tecnica
facciamo una legge per riconoscere una tecnica?

Purtroppo l’indirizzo sembra questo, si gioca al ribasso, si toglie lo status di lingua alla Lingua dei Segni e cominciamo ad abituarci: Tecnica dei Segni. Nessuna Comunità dei Sordi, nessuna minoranza linguistica, nessuna Lingua dei Segni.

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2 commenti »

  1. […] e il resoconto del 14 aprile 2011 nel post  Lingua dei Segni – Alla Camera esame e rinvio […]

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  2. […] 13 aprile Discussione alla Camera del Ddl Lingua dei Segni […]

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