Sconfiggere il popolo Sordo.


Tutti i Sordi d’Italia.

Dicono siano davvero tanti.

Poi quando comincia a vederli scopri che ci sono sempre stati, attorno a te, ma eri tu che non li vedevi.

Noi non avevamo possibilità di comunicare e quindi incontro, incrocio e via, nemmeno sfiorandosi, ognuno per la sua strada senza sapere dell’altro. Succede con tante persone indifferentemente da qualunque caratteristica ma… ma perché non avevo mai scambiato due parole con un sordo in tutta la mia vita? Perché da quando conosco (male, ammetto) la Lingua dei Segni… la città si è riempita di sordi?

Io non sono un Interprete della Lingua dei Segni ma un Assistente alla Comunicazione.

Amo il mio lavoro seppure non utilizzo la Lingua dei Segni con la studentessa che seguo. Però anche lei ha voluto impararla, senza averne bisogno, solo perché è una bella lingua e ti permette di comunicare con altre persone che altrimenti scivolerebbero via.

Che venga riconosciutala Lingua dei Segni come lingua di una minoranza linguistica probabilmente farebbe ridiscutere l’impianto delle previdenze e delle assistenze. Perché di questo si tratta. Per questo l’ENS non c’è proprio adesso che doveva esserci, perché in fondo l’ENS non vuole questo riconoscimento.

L’ENS.

Non i giovani Sordi. I giovani Sordi hanno creduto alla favola dell’identità Sorda. Una favola, niente di più, un modo per sentirsi al passo con le nazioni ma poi a casa propria… abbiamo le indennità, le pensioni, i posti riservati… sicuri sicuri di voler rischiare di rinunciare a tutto?

Ha ragione l’on. Farina Coscioni “La proposta di legge trasmessa dal Senato, al contrario, produce una forma di discriminazione a scapito dei soggetti non udenti e finisce per dividere il mondo associativo tra quanti considerano quello uditivo un deficit e quanti lo considerano, invece, alla stregua di uno status.”

… come se non fosse già così, come se non fossero già presenti due tipologie di sordità tra le mille facce delle sordità: gli oralisti e i Sordi.

Gli oralisti che trascorrono anni tra logopedie e terapie e si sentono normalizzati e i Sordi che fanno comunità, che dividono il mondo con noi e hanno bisogno di una società inclusiva, che conosca la loro lingua, che rispetti le loro scelte.

I Sordi non normalizzati dalla logopedia e dagli impianti cocleari.

I Sordi da costringere ad ammettere che hanno torto, che un mondo silenzioso non è possibile, i Sordi da combattere con tutti i mezzi perché ricordano agli altri, agli oralisti, da cosa fuggono.

Care mamme e papà di bambini educati all’oralismo… cosa vi cambia se lasciate spazio anche a chi non la pensa come voi? Cosa viene leso all’interno delle vostre convinzioni morali, cosa ci vedete di osceno?

Qualcuno informi l’onorevole: il mondo associativo è già diviso tra chi considera la sordità uno status e chi considera la sordità un deficit.

Continua, l’arguta, “ se si accede alla logica della proposta di legge in esame bisognerebbe, per logica conseguenza, farsi carico delle difficoltà comunicative delle persone non sorde, che si trovino a dover interloquire con i soggetti non udenti.”

Pausa.

In effetti farsi carico delle difficoltà comunicative delle persone non sorde, che si trovino in difficoltà a dover interloquire con i soggetti non udenti è ciò a cui tende la legge, solo cambia la prospettiva…  come posso spiegarmi… se c’è un non sordo che vuole comunicare con un sordo basta un interprete della Lingua dei Segni, ha presente? Ma magari se lo paga l’udente se proprio proprio gli scappa di aver bisogno di un sordo.

O se all’interno di un nucleo genitoriale sordo nasce un bambino udente dovrebbe esserci l’intervento logico teso a garantire il diritto alla genitorialità piena delle persone sorde.

Pausa.

Ma di queste cose non dovremmo occuparci affatto se imponessimo per legge l’impianto cocleare a tutti i nuovi nati sordi: finalmente sconfitto il popolo dei Sordi Italiani. (NOTA BENE: questa è una frase IRONICA)

15 commenti »

  1. Raoul said

    Ogni famiglia decide il percorso riabilitativo … siamo nel 2011 e ancora oggi si mette in discussione questo fatto.

    Chi NON è sordo deve chiudere la bocca. Ma quando si tratta di interessi economici se ne sparano di fregnacce…

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  2. tasti said

    @Raoul… alla faccia della democrazia!
    Perché pensi che che ci sia qualcuno che deve chiudere la bocca?

    a) questo è il mio blog, creato per aprire la mia bocca e dire le mie parole sugli argomenti che mi interessano

    b) Tu credi davvero che la sordità interessi solo le persone sorde? Spero di no, spero la tua sia stata solo una provocazione…

    c) e basta buttarla sempre sull’interesse economico! ma ancora????

    Sull’unico argomento di discussione che hai proposto: sono d’accordo con te, la scelta alle famiglie, che devono poter avere possibilità di scelta: centri di impianto e/o riabilitazione per la scelta oralista, società inclusive per chi fa la scelta del bilinguismo e/o Lingua Italiana dei Segni.

    Per poter fare una scelta devono esserci almeno due opzioni… quindi che lo Stato Italiano si sbrighi a riconoscere la LIS!!!

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  3. Raoul said

    Lo dice lei stessa “la sordità interessi solo le persone sorde?”.

    Ben venga il riconoscimento di servizi di interpretariato per chi ne ha bisogno, sono sempre stato favorevole perchè ho anche amici segnanti. Ma questi servizi devono essere AD-HOC. Quindi tranquilizzo gli amici sordi pro-LIS sul fatto che la Commissione sta lavorando per una vera inclusione sociale di tutti i sordi. Non si può immaginare di imporrere la LIS nelle scuole, ad esempio.

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  4. tasti said

    @Raoul… “Tu credi davvero che la sordità interessi solo le persone sorde? ” la risposta è no, la sordità interessa tutta la società, fatta di persone sorde e di persone udenti.

    Su questo mi pare siamo d’accordo…
    Per la Commissione invece no, non siamo d’accordo: io non credo stia facendo un buon lavoro.

    E non siamo d’accordo neanche sul non immaginare di imporre la LIS nelle scuole, in effetti io lo immagino. E mi pare lo abbiano immaginato anche alle Nazioni Unite quando hanno redatto la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità: art. 24, sull’educazione

    ” ,,,gli Stati Parti adottano misure adeguate, in particolare al fine di
    (b) agevolare l’apprendimento della lingua dei segni e la promozione dell’identità linguistica della comunità dei sordi;
    (c) garantire che le persone cieche, sorde o sordocieche, ed in particolare i minori, ricevano un’istruzione impartita nei linguaggi, nelle modalità e con i mezzi di comunicazione più adeguati per ciascuno ed in ambienti che ottimizzino il progresso scolastico e la socializzazione.
    4. Allo scopo di facilitare l’esercizio di tale diritto, gli Stati Parti adottano misure adeguate nell’impiegare insegnanti, ivi compresi insegnanti con disabilità, che siano qualificati nella lingua dei segni o nel Braille e per formare i dirigenti ed il personale che lavora a tutti i livelli del sistema educativo.”

    Lo Stato Italiano ha dimenticato la Legge 18 di ratifica della Convenzione?
    Ha dimenticato che ha sottoscritto il Protocollo della Convenzione che impone il rispetto della Convenzione?

    Mi spieghi (non per polemica, chiedo davvero un parere): se un sordo segnante può avere la possibilità di studiare nella sua lingua a lei cosa le viene tolto?

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  5. Raoul said

    La realtà italiana è evoluta, cara signora.

    In Italia non c’è solo la comunita sorda della cultura sorda ma anche un cultura oralista di sordi oralisti, che deve essere rispettata🙂

    Poi lei è un assistente alla comunicazione, quindi deve avere una plurispecializzazione per garantire vari servizi appropriati, a seconda della scelta fatta dai genirori, che può essere 1)oralismo, 2) segnismo 3) bimodale.

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  6. tasti said

    @Raolu….

    e bilinguismo.

    sarei felice se mi segnalasse siti della comunità dei sordi oralisti che diffondono la cultura dei sordi oralisti, ammetto di non conoscerne.
    Mi piacerebbe perché potrei capire in che senso si definiscono comunità e quale sia il senso di appartenenza e identità culturale e quale la produzione culturale originale.

    Effettivamente garantisco servizi appropriati allo studente che mi viene affidato, come ogni assistente alla comunicazione.
    Ma anche sulle plurispecializzazioni rischia di avere ragione…😉

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  7. Raoul said

    C’è una ragione sul fatto che non ci siano siti sull’oralismo, vede per una semplicissima ragione: i sordi oralisti (la maggioranza) non si sente facente parte di una vera e propria comunità, ma comunque esprimono delle opinioni personati nella vita di tutti i giorni. Manca quel fanatismo di comunità.

    Per gli udenti (la maggioranza), è difficile credere che un sordo (profondo) possa comunicare oralmente come tutti. Ovviamente non tutti hanno avuto genitori in gamba e hanno avuto servizi di qualità.

    Saluti e buon lavoro.

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  8. tasti said

    @Raoul…
    c’è dunque una comunità sorda segnante mentre non c’è una comunità sorda oralista anche secondo lei, un altra cosa sulla quale siamo d’accordo!

    Non so quale maggioranza frequenti lei, per quanto mi riguarda penso che i sordi profondi possano comunicare oralmente come tutti (altra cosa sulla quale siamo d’accordo).

    Temo dunque che l’unico punto di dissenso, tra noi, sia sulle libertà ed i diritti delle persone Sorde segnanti.

    buon lavoro anche a lei…

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  9. Raoul said

    Lei ama giocare con le parole.

    Il DDL sta per essere modificato in modo che sia più equilibrato mentre prima prendeva in considerazione fondalmentamente la LIS, come se fosse indispensabile per la vita di tutti i sordi, ma non è cosi. Invece bisogna garantire servizi a tutti. Il DDL deve difendere i diritti dei sordi e non di chi ha interessi economici🙂

    Ciao.

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  10. tasti said

    @Raoul…
    No, le assicuro, non gioco con le parole. cerco di dipanare una matassa in cui nessuno dice davvero la verità, in cui tutti nascondono qualcosa, oralisti e segnanti, in cui tutti difendono benefici acquisiti.
    Se fosse come dice Lei, che la proposta di legge deve difendere tutti i sordi allora dovrebbe difendere la LIS in quanto appartiene a una parte dei sordi. Parla di servizi: questo il vero centro della discussione, ma fin tanto che non ci sarà un confronto vero il rischio è diperdere tempo e fare del male ad ogni bambino e ragazzo e adulto sordo. Oralista o segnante che sia.
    Un caro saluto

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  11. Raoul said

    Per garantire servizi non è necessario mettere tutti i sordi in una minoranza linguistica (o addirittura come qualcuno propone: scuole Cossato in tutta italia).

    Ovviamente devono essere garantiti dei servizi ai segnanti. Garantire servizi e non imporrere l’equazione “sordo = LIS+oralismo”.

    Semplice. Siamo disabili che hanno bisogno di servizi diversi, a seconda delle proprie necessità. Purtroppo ci sono gli stupidi che insistono sulla minoranza linguistica. No, grazie: sono cittadino italiano come tutti.

    Ciao

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  12. tasti said

    @Gentile Raoul…
    però così continuiamo a girare in tondo…

    sto provando a capire perché lei non abbia intenzione alcuna di riconoscere che la comunità sorda esiste e che si esprima con una propria lingua; non ne fa parte, non vuole essere identificato con loro ma non capisco chi la stia minacciando del contrario.

    Può dare dello stupido quanto le pare ma temo lo debba dare non solo a me ma anche alle Nazioni Unite e chiedere allo Stato Italiano l’immediato stralcio della ratifica della Convenzione ONU sulle p.c.d.

    Mi piacerebbe si fosse tutti meno ipocriti e si dicesse chiaramente che nessuno in Italia ha intenzione di affrontare la questione di diritto che l’esistenza della lingua dei segni pone.

    E no, riconoscere la Comunità dei Sordi come minoranza linguistica non significherebbe negare la cittadinanza italiana a nessuno. ma lei non ne farebbe parte più di quanto non ne potrei far parte io, l’appartenenza e l’identità non si improvvisa per legge…
    🙂

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  13. Peppe said

    fa impressione leggere ancora nel 2011 questa roba…non esiste nessuna comunità sorda, esistono sordi che non hanno risolto il problema della sordità, e per sentirsi un pò meno soli si sono costruiti una comunità artificiale. Consiglio,per chiarirsi le idee, farsi quattro chiacchiere con quei sordi che hanno risolto il loro problema, si sono staccati dalla comunità sorda, e si sono inseriti nel mondo.

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  14. tasti said

    @Peppe…
    impressioniamoci vicendevolmente…
    perché che in Italia ci si scontri ancora sulla Lingua dei Segni è solo segno di un arretratezza culturale profonda e radicata. La mia speranza è che, a questo punto, le organizzazioni internazionali intervengano nel merito del discorso.

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  15. Gregorio said

    Vi segnalo io un bel link oralista
    http://www.fiaddaumbria.it/materiali/eppure%20sentire%2002.pdf

    “Bello” perché nella sezione delle testimonianze (da pag. 9) si vede come l’impiantato non viva le relazioni in parità (“Per esempio quando non ho capito qualcosa e chiedo cosa hanno detto e come risposta ricevo “Niente niente, lascia perdere” mi prende il nervoso”) come invece si vivono in una comunità con una lingua comune e completa come la LIS.
    A qualcuno sembra che la tecnologia brilli di miracolo.
    Ma quanti non sanno che non tutte le situazioni di sordità profonda sono compatibiil con un impianto cocleare? Ci sono sordi che la tecnologia non può trasformare in udenti. Cosa fare di loro senza LIS?

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