Osservatorio Nazionale Disabilità e Lingua dei Segni – per una lettera aperta


Ecco… io scriverei così:

Alla Cortese attenzione                     
               Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità

E per conoscenza 
                  Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
                  Segretario Generale delle Nazioni Unite
                 Comitato sui diritti delle persone con disabilità

    E in particolare         Gr. Uff. Ida Collu
                (Componente dell’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità)

Visto che l’Osservatorio Nazionale(nota 1) sulla Condizione delle persone con disabilità e’ organismo consultivo e di supporto tecnico-scientifico per l’elaborazione delle politiche nazionali in materia di disabilita’ (nota 2)

SI CHIEDE

di porre attenzione a quanto sta accadendo all’interno della XII Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati e richiamare al rispetto

– dei principi sanciti  dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità circa l’art. 21 lettera e, art. 24 lettera b, art. 30 comma 4.

– degli impegni derivanti dalla sottoscrizione e dalla ratifica della stessa Convenzione.

In particolare si chiede venga ricordato, nell’ambito della discussione in Commissione Affari Sociali, che la Convenzione distingue chiaramente e senza possibilità di equivoco tra comunicazione e linguaggio(nota 3), intendendo come comunicazione lingue, visualizzazioni di testi, Braille, comunicazione tattile, stampa a grandi caratteri, le fonti multimediali accessibili così come scritti, audio, linguaggio semplice, il lettore umano, le modalità, i mezzi ed i formati comunicativi alternativi e accrescitivi,comprese le tecnologie accessibili della comunicazione e dell’informazione; e come “linguaggio” le lingue parlate ed il linguaggio dei segni, come pure altre forme di espressione non verbale;

per tale motivo sarebbe non rispettare quanto ratificato dallo Stato italiano se venisse approvata una legge in cui la Lingua dei Segni venisse posta tra gli elementi della comunicazione piuttosto che tra gli elementi del linguaggio.

Il linguaggio mimico-gestuale a cui ci si appella in Commissione Affari Sociali rientra infatti a pieno diritto tra i mezzi della comunicazione e non ha nulla a che vedere con la Lingua dei Segni utilizzata dai sordi.

Si ricordano inoltre gli articoli in cui esplicitamente e anche qui senza ombra di equivoco si chiede agli Stati Parti il riconoscimento e la tutela e la promozione della lingua dei segni e dell’identità linguistica della comunità dei non udenti:

Art. 21 Libertà di espressione e opinione e accesso all’informazione[…] A questo fine gli Stati Parti:
(e) riconoscono e promuovono l’uso del linguaggio dei segni

Art. 24 Istruzione[…]
2. Nel realizzare tale diritto, gli Stati Parti dovranno assicurare che:
[…]
(b) Agevolare l’apprendimento del linguaggio dei segni e la promozione dell’identità linguistica della comunità dei non udenti;

Articolo 30 Partecipazione alla vita culturale, alla ricreazione, al tempo libero e allo sport[…]
4 – Le persone con disabilità dovranno essere titolari, in condizioni di parità con gli altri, del riconoscimento e sostegno alla loro specifica identità culturale e linguistica, ivi compresi la lingua dei segni e la cultura dei non udenti.

        Certa di Vs gentile riscontro ecc ecc                                                                                                                                Tasti – Blogger

Note
1Legge 3 marzo 2009, n. 18, articolo 5 – L’Osservatorio ha i seguenti compiti: a) promuovere l’attuazione della Convenzione di cui all’articolo 1 ed elaborare il rapporto dettagliato sulle misure adottate di cui all’articolo 35 della stessa Convenzione, in raccordo con il Comitato interministeriale dei diritti umani; […]
2Decreto 6 luglio 2010, n. 167 del Ministero Del Lavoro E Delle Politiche Sociali, Regolamento recante disciplina dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilita’, ai sensi dell’articolo 3 della legge 3 marzo 2009, n. 18. art. 1. L’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilita’, di seguito denominato «Osservatorio», e’ organismo consultivo e di supporto tecnico-scientifico per l’elaborazione delle politiche nazionali in materia di disabilita’, istituito ai sensi dell’articolo 3 della legge 3 marzo 2009, n. 18. 2.
3Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilita’ Articolo 2 – Definizioni

L’unica nota positiva è che alla Gr. Uff. Ida Collu si può consegnare breve mano alla manifestazione del 25 maggio…

3 commenti »

  1. Gregorio said

    Perché scrivi “linguaggio dei segni” anche dove la convenzione parla di “lingua dei segni”?

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  2. tasti said

    @Gregorio… solo perché nella copia della convenzione che ho scaricato da internet si usa “linguaggio” e non “lingua”… ma hai perfettamente ragione: ho controllato anche sul sito http://www.governo.it/backoffice/allegati/42085-5202.pdf e si usa correttamente Lingua dei segni.

    A mia discolpa: nella premessa della convenzione si legge
    “… come “linguaggio” le lingue parlate ed il linguaggio dei segni” … mi era sembrato coerente.

    qui il link della Convenzione da cui ho fatto copia e incolla (e dove si usa linguaggio al posto di lingua) : http://www.unric.org/html/italian/pdf/Convenzione-disabili-ONU.pdf

    La tua notazione è comunque importante ed esatta, ti ringrazio per averlo rilevato.
    (p.s. mi sono accorta solo adesso che hai linkato il tuo nome ad un altra copia della convenzione sempre sul sito del Governo: ancora grazie)

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  3. Gregorio said

    Di niente!
    Visto che la conoscenza è un’arma, vi riporto da Wikipedia questa distinzione:

    Il linguaggio è inteso come facoltà umana di comunicare per mezzo di sistemi verbali. La lingua è la manifestazione concreta con cui le potenzialità verbali di un individuo (o di un gruppo) si realizzano in un certo contesto storico, geografico, sociale.

    Quindi “linguaggio” è più generico, “lingua” è più specifico.
    In inglese purtroppo c’è solo “language” che ha entrambe le accezioni.

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