Fuoco a tiro incrociato sull’ENS e sulla Comunità Sorda


Lettera aperta sulle vicende dell’ENS
e
Le persone sorde non possono essere una minoranza linguistica

Adesso, prima di dire qualunque cosa mi verrebbe voglia di dire io….

…. mi prenderei un giorno o due per leggere, rileggere, smaltire certe rabbie che spontanee mi sorgono e poi tornerò a dire la mia.

9 commenti »

  1. Raoul said

    Fuoco incociato sull’ENS????

    Leggi bene.

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  2. tasti said

    @Raoul… in effetti volevo dedicare alla lettura qualche ora di riflessione, ma visto che si discute il titolo del post…
    a me pare proprio fuoco incrociato, da un lato il Partito Radicale (di cui l’on. Farina Coscioni e Giovanni Polidoro sono espressione) dall’altro il noto avv.to Nocera.
    Ovviamente partendo dal presupposto che Giovanni Polidoro stia sparando da sinistra verso destra e l’avv.to Nocera da destra verso sinistra.

    Scherzi a parte: io ci leggo un bell’attacco all’ENS ponendo che l’ENS sia il baluardo a difesa della Lingua dei Segni e della minoranza linguistica. Nell’articolo di Polidoro leggo che Farina Coscioni è a favore della proposta di legge ma nei resoconti non mi era parso, mi pareva di aver letto che per Farina Coscioni la LIS è una tecnica comunicativa, non una lingua.
    SE parto dal presupposto che l’ENS difenda la Lingua dei Segni e la minoranza linguistica allora l’articolo di Polidori è uno sparo all’ENS.
    L’avv, Nocera è sulla stessa linea.

    Il mio problema più serio però è riuscire a capire perché la legge sul riconoscimento della lingua dei segni (per altro titolo originale della legge) si stia pian piano trasformando nel più potente disconoscimento della Lingua dei Segni.E come mai la dirigenza dei sordi segnanti italiani lo stiano permettendo. A questa domanda non ho ancora avuto risposta. Però un idea me la sono fatta da tempo.

    Domani leggo tutto con più attenzione, promesso.😉

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  3. Gregorio said

    Io non li interpreto comunque come tiri a raffica, quanto come tiri di precisione in punti ben precisi e anche dolenti.
    In genere più i tiri sono precisi più è difficile difendersi appellandosi a principi generali. Se operi in laparoscopia il corpo ne risente meno. Vabe’ basta con le metafore.
    L’articolo sull’ENS dice che l’ENS ha bisogno di una situazione chiara alla presidenza. Be’ è vero e basta. Il fatto che se ne parli ora non è una tattica, se proprio la Collu ha scelto questo periodo per impuntarsi sul suo doppio ruolo. E la Collu non è difendibile appellandosi al riconoscimento LIS, sono temi completamente diversi.
    L’articolo di Nocera invece punta coerentemente sui problemi di una parte della legge LIS che non proviene dalla convenzione ONU, non proviene dall’Unione Europea, non è necessaria per il riconoscimento della LIS come lingua e identità culturale, non è neanche richiesta dai segnanti http://www.ens.it/articolo.asp?ID=4081. E’ un’aggiunta gratuita che crea problemi amministrativi e di legalità. Che bisogno c’era di invischiare la LIS con le minoranze linguistiche? Probabilmente senza il riferimento alle minoranze linguistiche, la legge sarebbe già sulla Gazzetta Ufficiale e la LIS sarebbe chiamata Lingua. Probabilmente ora non possono lasciare la parola “Lingua” proprio per quello…

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  4. tasti said

    @Gregorio… perdono, ma davvero non ho granché tempo per approfondire l’argomento.

    Leggendo il tuo commento però mi colpisce che tu affermi che l’ENS non voglia il riconoscimento di minoranza linguistica.

    Devo proprio rimettermi seriamente a studiare e capire dove mi si è creato l’equivoco! Che abbia equivocato io, poi, niente di grave… ma l’idiota che lo ha inserito nella proposta di legge????
    E fare un bel comunicato stampa a chiare lettere per denunciare questa aggiunta gratuita sbucata dal cilindro?

    Per la cronaca: a me Ida Collu non sta particolarmente simpatica, non la conosco ma certe arroganze mi disturbano per natura… e sulla situazione interna dell’ENS credo abbia veramente gestito male, meglio se si fosse fatta da parte (sono dell’idea che gli indispensabili non esistino in nessun luogo).

    Quello che mi interessa è l’approvazione della LIS… e nemmeno per fini personali, tanto io lavoro comunque, ma per questioni di dirittti negati … poi però mi sono solo fatta affascinare da tutte queste straordinarie schizofrenie.

    a con più calma🙂

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  5. Gregorio said

    Ah ah ah… infatti anche a me interessa principalmente per questioni di diritti negati.🙂
    In effetti un’obiezione degli oralisti è che non vogliono far parte per legge di una minoranza di cui a tutti gli effetti non fanno parte. Riconoscere semplicemente la LIS non implica questo.

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  6. Raoul said

    E’ scontato il fatto che il sordi non sono una minoranza linguistica. Non c’era bisogna che Nocera sprecasse energia per scrivere un bel papirone.

    Ciao a tutti.

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  7. tasti said

    @Gregorio…
    penso che tutto si sia ingarbugliato nel tentativo di arrivare a compromessi, perché comunque in Italia c’è un preconcetto di fondo sulla comunità sorda segnante.
    Se ben ricordi la legge era partita solo per il riconoscimento della lingua dei segni e per la comuntà sorda, era quello, cioè, che adesso chiedono gli oppositori.
    Non andava bene perché si escludevano tutti i sordi oralisti.
    Allora è stato aggiunto tutela dei sordi… tecnologie… acquisizione della lingua parlata e scritta… ecc… ed ora i sordi oralisti si lamentano perché verrebbero inclusi nella categoria dei sordi…
    e richiedono la separazione dei due tronconi di legge, rimandando al Senato la pare relativa alla Lingua dei Segni…
    Parlavamo di schizofrenia ma qui siamo alla diabolica genialità.

    Secondo me i sordi oralisti (con tutto il rispetto) si dovrebbero dare una bella calmata e schiarirsi le idee, decidere da che parte stare e se vogliono essere esclusi dal computo dei sordi che utilizzano la Lingua dei Segni per legge va bene, che si istituisca un albo dei sordi oralisti e un albo dei Sordi segnanti (la maiuscola, mi hanno insegnato, definisce i sordi della comunità sorda).
    Per i meticci si godano il fantastico mondo di mezzo destinato a chiunque viva una condizione di meticciato. L’iscrizione verrà fatta alla nascita, su indicazione dei genitori, con revisione a 18 anni su richiesta dell’interessato.

    Riconoscere la Lingua dei Segni come minoranza linguistica ha una logica intrinseca difficilmente contestabile: c’è una lingua ergo c’è una comunità ergo c’è una minoranza linguistica.
    Poi possiamo giocare a mai finire, ma la logica è logica, non c’è scampo.
    Tanto non c’è scampo che non si contesta il fatto in sé, ma:
    – l’esistenza della lingua (vedi LMG)
    – l’onere economico che deriverebbe
    – l’utilità della LIS a fronte delle politiche per l’integrazione e le tecnologie moderne.

    I Sordi si rassegnino a non esistere di fronte allo Stato Italiano. Si rassegnino alle linee guida sulla sordità di nuova generazione (e che l’impianto cocleare diventi un percorso indicato dalla legge non mi sembra poi un ipotesi lontana come qualche giorno fa). Si rassegnino ad essere cittadini del mondo, ma non dell’Italia.

    I diritti assegnati ai sordi oralisti in quanto disabili sono sufficienti al loro inserimento sociale, non vedo perché dovrebbero ottenere una nuova legge dedicata (in questo modo, poi!) ci sono anche altre disabilità a cui guardare.

    I diritti negati ai sordi segnanti sono altra cosa, non si parla di disabilità ma di comunità. Va da sé che andrebbe rivisto poi l’impianto previdenziale perché un paio di previdenze ti vengono meno se devo costruirti attorno una società inclusiva, credo che sia questo il piccolo particolare abbia fatto retrocedere dalla richiesta di minoranza linguistica da parte della dirigenza ammutinata ENS.

    buona giornata della LIS!🙂

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  8. tasti said

    @Raoul…

    http://www.ens.firenze.it/lis.php?lang=ita&pag=33
    Obiettivi dei corsi di LIS:

    Apprendere la struttura grammaticale di una lingua “straniera” che permette l’interazione e la comunicazione tra le persone sorde e udenti, la conoscenza della loro storia, lingua, cultura e vita sociale, in particolare:

    o acquisire conoscenze sulla sordità e sullo status della persona sorda;
    o accostarsi alla LIS e, a seconda del livello di corso, approfondirne la conoscenza
    o comprendere:

    § il significato di “sordità” come fattore socio-culturale-linguistico in un contesto più ampio di percorso riabilitativo;
    § il significato di minoranza culturale e linguistica;
    § il significato di canale comunicativo diverso

    o apprendere le basi per stimolare e sfruttare la memoria visiva;
    o avere informazioni per possibili sbocchi professionali e/o ulteriori titoli specialistici con percorsi successivi (Operatori Tecnici della Comunicazione in LIS, Assistenti alla Comunicazione e Interpreti di Lingua dei Segni).


    Quand’è che è iniziata la stagione degli sconti?

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  9. Gregorio said

    @Raoul
    Primo: Nocera non ha scritto che i sordi non sono una minoranza linguistica. Non è entrato nel merito se lo sono o non lo sono, ha solo spiegato perché è meglio che non siano definiti come minoranza linguistica dal punto amministrativo e legale.
    Secondo: quindi leggi prima di commentare. Sono molti i papironi da leggere per farsi un’opinione rispettabile su questo argomento.
    Terzo: di scontato c’è solo la tua cafonaggine di persona che non sente il bisogno di spiegare le sue idee, vuole solo calpestare quelle degli altri. E sulla base di cosa poi, della conoscenza superficiale che hai dimostrato.

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