Commissione Europea Multilinguismo


L’Europa: un continente con molti linguaggi dei segni

I linguaggi dei segni sono parte importante della diversità linguistica dell’Europa. Basati sui movimenti delle mani anziché sui suoni, tali linguaggi sono altrettanto ricchi delle lingue parlate in quanto a strutture grammaticali, sintassi e lessico. In pratica, ogni lingua parlata ha un linguaggio dei segni corrispondente.

Diffusione dei linguaggi dei segni

Non vi sono statistiche dettagliate su quante persone utilizzano i linguaggi dei segni nell’Unione europea, ma un sondaggio Eurobarometro effettuato nel 2001 ha rilevato che lo 0,2% degli intervistati conosceva un linguaggio dei segni. Estrapolando questa cifra sul totale della popolazione dell’UE, si tratterebbe di circa 900 000 persone, anche se occorre una certa prudenza a causa delle ridotte dimensioni del campione. Altre stime suggeriscono che nell’UE una persona su mille utilizzi un linguaggio dei segni nazionale come prima lingua, vale a dire circa mezzo milione di persone. Fra gli utilizzatori di linguaggi dei segni troviamo i non udenti, per i quali tali linguaggi fungono spesso da lingua materna, gli ipoacusici e i loro amici e parenti, nonché altre persone che usano un linguaggio dei segni come seconda o terza lingua.

Status giuridici diversi

Lo status ufficiale dei linguaggi dei segni cambia da un paese all’altro dell’UE. Tre paesi riconoscono il linguaggio dei segni nazionale nella loro Costituzione:

  • Austria (dal 2005)
  • Finlandia (dal 1995)
  • Portogallo (dal 1997)

Altri Stati membri sono ricorsi ad altri provvedimenti per dare uno status ufficiale al linguaggio dei segni: si tratta della Comunità fiamminga (di lingua olandese) e della Comunità di lingua francese del Belgio, nonché di Danimarca, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Norvegia, Slovenia, Svezia e Regno Unito.

Tali provvedimenti hanno il sostegno del Parlamento europeo, che nel 1988 ha adottato una risoluzione sui linguaggi dei segni (poi rinnovata nel 1998). La risoluzione invita la Commissione europea e gli Stati membri a promuovere il linguaggio dei segni e a garantire ai non udenti la possibilità di lavorare e studiare nella lingua di loro scelta. Dal 1996 al 1997, la Commissione ha sostenuto un progetto di vasta portata volto a promuovere il riconoscimento dei linguaggi dei segni, coordinato dall’Unione europea dei sordi (EUD), vale a dire la federazione europea che rappresenta le associazioni nazionali dei non udenti.

da

Commissione Europea Multilinguismo

http://ec.europa.eu/education/languages/languages-of-europe/doc189_it.htm

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