Se avessi un figlio sordo. Post emotivo.


Potrebbe capitare a me come a ciascuno di noi udenti, in misura maggiore che a un sordo. Nel senso che la maggior parte dei bambini sordi ha genitori udenti.

Poniamo quindi che mi nasce un figlio sordo. Come prima cosa vedo se è possibile curare la sordità. Non è la seconda opzione, è proprio la prima, e per curare si intende ogni possibilità che offre la scianza e la medicina. Ivi incluso l’impianto cocleare.

Il caso perfetto è che nasce un bimbo  sordo che viene immediatamete diagnosticato e immediatamente protesizzato. POI inizia il calvario della terapia, ma lasciamo stare, si fa di tutto per il recupero della normalità.

Certo che se, per un qualunque motivo, non potesse essere protesizzato… magari in quel caso se un medico mi fornisse l’opzione della lingua dei segni mi sentirei rinfrancata, non sentirà mai la musica ma apprenderà ed avrà uno sviluppo cognitivo normale (ed io in ultima analisi perseguo ancora il residuo di normalità che posso perseguire…) invece mi offre la logopedia:  che il bambino deve diventare normale ad ogni costo e parlare con una voce che non sentirà mai, lui, ma gli altri sì. Le ore dedicate alla produzione dei fenomeni  sonori (per noi) potrebbero essere dedicate ad altre attività ma no, noi vogliamo la bambola parlante.

Mi incaponisco e decido lo stesso per la Lingua dei Segni, decido di fare di una disabilità un punto di partenza, decido di considerare il mio bambino normale anche se ha 4 sensi invece che 5. Perseguo tutte le strade per la normalizzazione, come ho già detto, quindi se per il mio bambino è impossibile sentire faccio che non sia impossibile acquisire una forma di comunicazione a lui congeniale.

Ma c’è un problema: per far diventare il mio bambino un sordo segnante mi conviene inserirlo in un istituto perché nella scuola pubblica non si è attrezzati, i programmi non sono tarati sui bambini  segnanti.

Certo, ci fosse una legge che riconosce la lingua dei segni come L1 il mio bimbo avrebbe una chance di farcela. Ma la LIS non è prevista, è un ausilio, uno strumento abbastanza misterioso, in ogni caso deve imparare a pensare in Lingua dei Segni e scrivere in italiano, che è la L1 anche per il mio bambino sordo che ha acquisito la LIS come prima lingua…

Non mi tornano i conti… devo aver sbagliato da qualche parte. Ci riprovo.

Mi nasce un bambino sordo che non può essere impiantato. FAccio qualunque cosa per fargli acquisire la LIS perché tra l’oralismo silenzioso e la comunicazione in Lingua dei Segni mi sacrifico io e divento io segnante e lui resta bambino (perseguo la sua normalità non potendo ottenere altro) scopro che la lingua madre del mio bambino non è idonea a fargli seguire un percorso scolastico normale.

Allora mi incazzo (post emotivo) e sogno che nella scuola pubblica sia passata una circolare che impone ai docenti di ogni materia di considerare il mio bambino segnante un bambino che si esprime con la sua lingua e che ogni attività didattica dovrà tenerne conto, tenedo conto che questa sua bellissima lingua viaggia su un canale diverso, quello visivo gestuale e va rispettata, va sostenuta, attraverso quella lingua e quel canale dovranno fare del mio bambino un individuo.

Per i dettagli pratici lasciamo stare, lui probabilmente imparerà la labiolettura, e  i compagnetti impareranno la lingua dei segni, uno sforzo comune per comunicare.

E  forse da grande si innamorerà di una giovane sorda, perché alle volte l’amore,  la necessità di una comunicazione profonda, di un riconoscersi. E queste sono favole che non piacciono e che fanno arrabbiare, che provocano scandalo ma sono le storie di tutti i giorni, storie di mani che segnano, che si abbracciano, che si riconoscono, di voci che non servono, che  trovano altre vie d’accesso per arrivare al cuore. O si innamorerà di una giovane udente a cui insegnerà l’amore senza parole.

Come ieri voi due. Vi abbraccio forte.

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4 commenti »

  1. Raoul said

    Se non può essere protesizzato o impiantato il genitore udente sceglierà la LIS.
    E’ giusto che sia cosi.

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  2. […] Link al post originale. […]

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  3. tasti said

    @Diemme… quando si scrive col cuore…

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  4. tasti said

    @Raoul… ed è il motivo per cui è necessario che la LIS sia riconosciuta come lingua, per tutti i bambini che altrimenti non avrebbero mai un vero accesso all’istruzione.
    😉

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