Per chi ha paura.


Ho ricevuto dei complimenti importanti per quest’ossessionante campagna a favore della Lingua dei Segni.
Allora giù con un altro post dove spiego una cosa che mi sta molto a cuore: gli udenti che amano la LIS.

Siamo centinaia di migliaia ormai.

Eppure sono davvero pochi quelli che si stanno impegnando a favore del riconoscimento della Lingua dei Segni.

Uno dei motivi più seri è la paura. Non sono tutti ma sono proprio quelli che lavorano con i sordi a star di fatto dichiarando la loro paura di esporsi.
Perché c’è sempre un accusa pronta a scattare da tutte le parti: lo facciamo per denaro.
Se io avessi prestato la mia opera di assistente alla comunicazione sempre per denaro sarei più ricca di quanto non sono…
Lo faccio gratis il più delle volte; non sono un interprete ma un assistente alla comunicazione ma alle volte è stato necessario dare un paio di mani ed una voce a qualche giovane sordo in difficoltà.

Non sempre le persone sorde hanno amici o interpreti disponibili (anche a pagarli) mentre sempre le persone sorde hanno bisogno di un portavoce, perché… perché gli atti quotidiani sono costellati di situazioni in cui occorre comunicare con impiegati, addetti, funzionari ecc.

Da quando conosco la lingua dei Segni ho un grande rispetto per le persone sorde. La prima volta che ho capito di aver cambiato qualcosa nel mio modo di vedere è stato quando ho pensato al mio docente sordo di LIS: chi avrebbe mai avuto il coraggio di dargli dell’handicappato??? Un omone tutto cuore e cervello, colto, preparato, autonomo ma segnante. Come un inglese che non conosce l’italiano. Con i soldi non ti paghi un interprete per tutte le volte che occorre. Nè lo scopo del riconoscimento della LIS è quello di far trovare gli interpreti in ogni angolo di strada e pagati dallo Stato.

C’è un sogno più grande: il bilinguismo degli udenti. Non tutti, sia chiaro, ma molti potrebbero seguire un corso LIS sin dalle elementari, acquisire i rudimenti della LIS così come dell’inglese e diventare adulti con i quali è possibile … scambiare due segni.

Ogni udente che conosce la lingua dei segni sa quanto sia entusiasmante studiarla, come in qualche modo cambi la prospettiva, come ti ritrovi per strada a pensare, vedendo qualcuno lontano “se conoscesse la lingua dei segni non dovrei nemmeno alzare la voce!”

Ma interpreti e assistenti alla comunicazione sono bistrattati da tutte le parti. Gli altri udenti non comprendono. I sordi hanno un bisogno che spesso inquina i rapporti. Basta poco. Un equivoco e ritorna la diffidenza.

Come se dovessimo vergognarci per il lavoro che abbiamo scelto di fare. Io ne sono fiera. Per questo non ho paura di mettere la faccia in questa battaglia per il riconoscimento di un diritto essenziale delle persone sorde. Perché conosco le difficoltà dentro le scuole e dentro gli uffici. Conosco la gioia dei giovani sordi quando scoprono che conosci i segni. Conosco la gioia degli anziani sordi segnanti quando possono dirti di loro, della loro vita.

Per questo quest’ossessione in questo blog. Perché c’è troppa paura di esporsi, troppa paura di perdere la fiducia di chi quasi mai si fida fino in fondo di te.

Questi articoli sono diretti agli udenti, perché i siti dei sordi si sono giustamente resi inaccessibili a chi non conosce la lingua dei segni, ricambiano con la stessa moneta e in fondo non li biasimo perché al di là della vendetta (che pure c’è, si avverte) c’è il tentativo di diffondere una lingua, esattamente come fece la televisione di stato per il popolo italiano dei dialetti.

Ma gli udenti da chi possono prendere notizie? Questo blog sta tentando di spiegare che c’è in atto una rivolta culturale, che ci sono leggi all’avanguardia che hano permesso questa nuova realtà e resistenze terribili perché si torni indietro, per amputare le mani ai sordi e renderli di nuovo handicappati.

La lingua dei Segni e il popolo che con essa si esprime è di una bellezza straordinaria. Chiunque, tra noi udenti, ne sia venuto a contatto ne è rimasto affascinato, sedotto, comprendendo quante difficoltà in meno avrebbero i sordi se la nostra fosse davvero, e non solo sulla carta, una società inclusiva.

Per questo il mio appello è verso tutti gli interpreti e le assistenti alla comunicazione: svegliateviiiiiiiiiiiiii

Smettetela di avere paura di essere accusate di farlo per denaro, c’è qualcosa di più importante del nostro orgoglio e del nostro lavoro da difendere, ci sono bambini e adulti e anziani che soffrono nel peggiore dei silenzi: il nostro, la loro voce.

2 commenti »

  1. Maita said

    Carissima, ti seguo sempre ma oggi proprio non resisto a commentare! Condivido ogni parola ed ogni pensiero di quello che dici!!!! Condivido con tutta me stessa!!! Io sono una volontaria che affianca i sordi da oltre 8 anni attivamente. Nonostante il lavoro e la famiglia, vivo attivamente con i sordi le loro battaglie. Sono impiegata regionale. Ho imparato la LIS da un mio collega sordo. Una persona molto speciale, Presidente Provinciale, che si sacrifica molto per mandare avanti la sezione e lottare per i diritti dei sordi. Nonostante tutti i sacrifici, a volte ho sofferto per la diffidenza dei sordi. Io li amo tanto ed ho sempre la pazienza di aspettare che da soli si ricredano ogni volta che fraintendono qualcosa. Ciò che ho rilevato, (e su questo mi piacerebbe confrontarmi con te) è che a volte i peggiori nemici dei sordi sono gli stessi sordi … io lo vedo tra le nostre Province, Non immagini ciò che succede! Va a finire che le istituzioni poi, non li prendono sul serio…. beh, è troppo lungo da spiegare…. Ora sto facendo di tutto affinchè si facciano dei corsi LIS per dipendenti regionali. Mi sto esponendo a “destra” e a “sinistra” perchè sinceramente credo che i diritti dei sordi non hanno colore politico. Sto rompendo le scatole a mezzo mondo. Mi piacerebbe però, avere un po’ di aiuto per fare le cose per bene ed in meno tempo. Se conosci il mondo dei sordi però saprai certamente come sono lunghi i tempi all’interno dell’ENS. Spero solo che il prossimo Direttivo Nazionale si possa riempire di giovani sordi, che si possa riguardare un po’ lo Statuto che frena troppo con inutili lungaggini … Io confido molto nei giovani sordi. Così come nel mondo degli udenti, le vecchie cariatidi devono lasciare il posto ai giovani che devono lavorare per il futuro che vogliono. …
    Ci sarebbero tante, tantissime altre cose da dire ancora perchè ho il cuore gonfio. Per ora mi piace condividere con te quest’amore preofondo per i sordi e la LIS e mi piacerebbe contaggiare più persone con la mia passione. In bocca al lupo a te, a me e a tutti quelli come noi sinceri amici dei sordi! Un abbraccio!
    Buon lavoro.
    M.ta P.

    Mi piace

  2. tasti said

    @Maita…
    benvenutaaaaaaa
    so, attraverso gli strumenti del blog, che in molti leggono i miei post di approfondimento, informazione e riflessione. Va bene anche senza commentare, purché si riesca a smuovere la coscienza di chi con i sordi ci convive e li rispetta.
    Però fa piacere ogni tanto un riscontro…
    la mia esperienza è molto diversa dalla tua, io arrivo dal mondo della formazione, la donna che mi ha trasmesso la conoscenza e il rispetto per i sordi è una donna a cui sarò per sempre debitrice perché vive e trasmette tutta la sua passione per questa splendida lingua e per la comunità che con essa si asprime.
    l’Ens, io, lo conosco appena, purtroppo. Per mille motivi e tra questi mille motivi c’è una certa aria di mura fortificate, di difficoltà di accesso. Che comprendo perché conosciamo bene, noi udenti, i preconcetti e le meschinerie di cui spesso i sordi sono vittime, iniziando nell’età più delicata, sin da bambini.
    Però è il momento di buttare giù queste mura e fidarsi. Tutti possiamo sbagliare, quel che conta è che non ci sia la volontà di ferire, tutti possiamo essere distratti, stanchi, delusi, ma è necessario uno sforzo comune per comprendersi.
    C’è il problema della lingua. Alle volte mi chiedo se i sordi segnanti comprendano che il problema della lingua c’è anche da questa parte. Per questo la LIS andrebbe insegnata ai bambini udenti sin da piccoli, cervello sveglio e recettivo…
    C’è il problema del monopolio e del potere, altro problema serio all’ENS. Solo i giovani armati di piccone possono salvare l’ENS, giovani che aprono le porte e cominciano a fare aule a cielo aperto, che si dedicano anche loro a titolo di volontariato per la diffusione della LIS. Perché no? Perché non devono farlo? Senza titoli da conferire, senza esami, solo per stare insieme. Sono certa che nessuna associazione, nessuna scuola e nessun ente direbbe no grazie a corsi gratuiti di prima conoscenza della LIS. Tutto dipende da quello che si vuole davvero e forse all’ENS le cose non sono più chiarissime.

    Se l’ENS non comprende che non è più il 1900 ma il 2000 è destinato ad essere soppiantato da una costellazione di enti e associazioni che faranno quello che non ha saputo fare l’ENS: integrazione. Fiducia. Amicizia. Condivisione. Lo faranno i giovani sordi, lo stanno già facendo, il seme è piantato.

    Sai quando ho capito che ero arrivata a un buon punto di equilibrio tra il mio voler aiutare e il mio dover farmi rispettare? quando sono riuscita a mandare a quel paese un disabile senza provare il benché minimo senso di rimorso. E’ successo parecchi anni fa e da allora di vaff ne ho detti molti, credo che sia il miglior modo per mostrare rispetto ad una qualunque persona, disabile e non.

    Per altro continueremo a far battaglie, che ai nostri amici sordi piaccia o no, perché avere idee diverse è umano, pensare in modi diversi, volere cose diverse. Il mio sogno, come il tuo, è una società in cui i sordi siano autonomi e liberi di esprimersi con la loro lingua, con sempre più udenti che li rispettino. Se non per gli adulti per i giovani e per i bambini.
    ti abbraccio forte e in bocca al lupo per le tue battaglie!
    🙂

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