Legge 4207. Emendamento n.1


Giorno 14 in Aula per discutere il nuovo testo di legge ex riconoscimento della Lingua dei Segni, oggi “Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita colletiva” 

Chi sono i sordi?
Partiamo da qui.

Legge 381/70 La sordità ai sensi della legge n. 381/70 Secondo quanto previsto dal nuovo articolo 1, comma 2, della legge n. 381 del 1970, si considera “sordo” colui che abbia una perdita uditiva dalla nascita o acquisita durante l’età evolutiva, che gli abbia “compromesso” il normale apprendimento del linguaggio parlato, purchè la sordità non abbia avuto origine esclusivamente psichica o per causa di guerra, lavoro o servizio.

Sordo si nasce o lo si diventa da infante. Per questo la nuova legge, nel disporre alla piena partecipazione dei sordi alla vita collettiva fa un affondo: diagnosi precoce, protesizzazione, logopedia, scrivere e parlare.

In effetti così non diamo le disposizioni per la piena partecipazione alla vita collettiva dei sordi ma andiamo a legiferare per far scomparire la sordità. Attacchiamo entro il 12° anno, età evolutiva, e vediamo chi resta sordo…
Allora propongo un emendamento:
si cambi il titolo della legge da
“Disposizioni… ecc”
a
“Norme dello Stato Italiano per la prevenzione e cura della sordità e inserimento sociale degli audiolesi”.
Avrebbe più senso e coerenza.

In questo caso avrebbe anche senso il riconoscimento della lingua dei segni e altra tecnica

b) determinano le modalità di utilizzo della LIS e delle altre tecniche, anche informatiche, idonee a favorire la comunicazione delle persone sorde in ambito scolastico e universitario,

la premessa del testo di legge è infatti un tantino in contrasto con il contenuto del medesimo testo di legge:

la Repubblica promuove la rimozione delle barriere che limitano la partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva

e

garantisce ogni forma di prevenzione, diagnosi anche precoce e cura della sordità.

sulla seconda parte del periodo ci siamo, la legge prevede il prevedibile… seppure si fa una precisa scelta oralista, ma va bene, sempre una scelta è… magari un poco in controtendenza rispetto alla Convenzione ONU sui diritti delle Persone con Disabilità.
ma per la rimozione delle barriere?

cosa sono le barriere?

Nel rispetto della definizione della persona sorda le barriere sono tutto ciò che impedisce l’apprendimento e la comunicazione, da cui deriva il resto.

La sordità è l’impedimento? Così si ragionava prima dell’ICF e prima della Convenzione ONU.
Adesso invece l’impedimento che determina la condizione fisica è dato da una serie di fattori, in cui il dato organico ricopre ruolo marginale.

Nel senso che se un disabile su carrozzina non può salire le scale NON è che gli trapiantiamo delle gambe nuove, ma mettiamo degli scivoli in modo che, in autonomia, possa andare dove portano le scale e lo scivolo… se poi volesse il trapianto di gambe gli deve essere garantito l’accesso alle strutture sanitarie e riabilitative che gli permetteranno di fuoriuscire dalla sua disabilità ed entrare in una nuova condizione di disabilità momentanea o inferiore o di sanità ritrovata (dipende dalla riuscita dell’intervento, dalla riabilitazione, dal cambiamento delle sue possibilità di movimento senza ausili e/o protesi o con ausili e/o protesi di diverso tipo)

Il senso di questo testo di legge invece è proprio questo: i sordi sono sordi perché non ci sentono, ogni loro impedimento deriva da questo fatto.
Quindi si adeguino: facciano quanto più possibile, assistiti e supportati dallo Stato italiano, per essere più uguali agli uditonormodotati.

In evidente violazione alla Convenzione ONU e alla Classificazione Internazionale del Funzionamento.

5 commenti »

  1. SanX said

    Riporto un link interessante, di come distorcono le informazioni…

    http://www.noisyvision.com/2011/07/03/i-sordomuti-non-esistono-o-sei-sordo-o-sei-ipoacusico-alcune-precisazioni/

    “4- I sordomuti non esistono più nemmeno di fatto: oggi le persone sorde profonde bilaterali preverbali possono tutte acquisire la lingua. Certo, non udranno mai, certo avranno sempre bisogno della lettura labiale per capire, ma potranno parlare, capire, comunicare e non c’è vittoria maggiore di questa.”

    di Valentina Paoli – psicologa
    (sorda o non udente: a voi la scelta)

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  2. tasti said

    @SanX… tratto dal congresso del 1880?
    io non sono “espertissima” nel campo delle sordità, lavoro ogni giorno con bambini sordi e vedo cosa ha fatto a molti di loro l’accanimento dei genitori per l’acquisizione della lingua parlata, ma dovrei avere titoli accademici per sostenere la mia tesi che a molti bambini si sarebbe garantito uno sviluppo più sano optando per la lingua dei segni. Mi fido di quello che leggo in giro, mi sono fidata dell’ENS, che ha avuto il merito di promuovere l’uso e la diffusione della lingua dei segni e vorrei continuare a fidarmi di chi, sulla propria pelle, può difendere questa scelta. Devono essere i genitori a portare la loro esperienza, per dare parola ai loro bambini e dovete essere voi adulti a continuare a pretendere il riconoscimento dei vostri, sanciti e riconosciuti, diritti. Non scendete a compromessi, se potete.
    Un caro, caro abbraccio.

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  3. babi said

    salve

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  4. babi said

    salve sono ipoacusiaco bilaterale con acufeni fastidiosi non voglio operarmi ho paura.lavoro in banca mi sono dovuto arrendere all’evidenza mi hanno cambiato manzione dalla cassa. chex me era faticosissimo ad addetto commerciale dove riesco a comunicare meglio essendo comunque costretto sempre a dire al cliente che ho questo problema.e alcune volte se non ce’il cassiere devo sostituirlo io. secondo voi un consiglio mi posso rifiutare. ? premetto che l’ufficio del personale è a conoscenza della mia situazione con certificati medici che spiegano la gravità del mio stato. grazie

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  5. tasti said

    @Babi… non sei l’unico: mi è capitato di incontrare sordi non oralisti agli sportelli a contatto con il pubblico. Meglio se ti rivolgi ad un avvocato, occorre avere tutti gli elementi per poter dare una risposta al tuo problema, ad es: come sei stato assunto? con quali mansioni e quale contratto? Quando è insorto il problema fisico, che livello di difficoltà comporta ecc…
    l’ENS della tua città dovrebbe darti consulenza gratuita, no?
    Buina fortuna.

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