Lingua dei Segni & Lobbies


«Sulla Lis è in atto una guerra di lobbies»

Giovedì 14 Luglio 2011 14:35 Ivan Mazzoletti

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Il deputato del Pd: occorre approvare la proposta di legge sul riconoscimento della Lingua dei Segni. Migliaia di persone la chiedono ogni giorno

Sul riconoscimento della “Lingua dei segni” si è scatenata una vera e propria guerra delle lobby. Come spesso accade in Italia, dietro ogni iniziativa di carattere sociale, culturale o politico si nascondono sempre degli interessi economici. E anche il mondo dei non udenti negli ultimi mesi è stato attraversato da una vera e propria battaglia sferrata contro chi si sta impegnando per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva. Ne abbiamo parlato con il deputato del Pd Gero Grassi, relatore del provvedimento, che lo scorso 5 luglio in commissione Affari Sociali a Montecitorio ha proposto di far adottare il nuovo testo della proposta di legge. Le prime reazioni non sono state positive: il provvedimento è stato criticato perché stravolgerebbe e metterebbe in un angolo il riconoscimento della Lis, la sua promozione, le garanzie per l’integrazione scolastica e la formazione degli operatori.

Onorevole Grassi, al Senato il 16 marzo scorso è stato approvato all’unanimità, in commissione Affari istituzionali, il riconoscimento della lingua dei segni. Poi la palla è passata alla Camera. Tra gli “addetti ai lavori” e sui social network, però, è scoppiata la bagarre. Che cosa sta accadendo?

È vero, appena la proposta di legge è arrivata a Montecitorio è scoppiato il caos. Un “tutti contro tutti”. Una bagarre non solo politica ma anche interna alle stesse associazioni “di categoria”. Si sono formati due partiti: quelli che vogliono la Lis e quelli che non la vogliono.

In che modo vi siete posti di fronte al dilemma?

Abbiamo fatto centinaia di audizioni in Commissione ma a un certo punto abbiamo dovuto interrompere tutto perché non si poteva più continuare.

Quali erano i motivi sui quali non si riusciva a trovare un accordo?

Secondo me nella legge del Senato c’erano oggettivamente delle forzature che non avrebbero reso un servizio a coloro che sostengono la Lis.

Cioè?

A Palazzo Madama il testo equiparava la lingua dei segni a una minoranza linguistica che normalmente ha come caratteristica il legame con un territorio. Nel nostro caso non c’entra la territorialità. Quindi si è scatenato nelle audizioni il parere contrario alla Lis da parte di coloro che parlano di ghettizzazione perché al giorno d’oggi ci sono gli strumenti informatici o tecnologici che consentono ai non udenti di evitare la lingua dei segni.

E dall’altra parte chi c’era?

Dall’altra parte ci sono coloro che, come me, si sono preoccupati di fare un’operazione di un altro tipo: non dobbiamo esaltare la Lis e diminuire la potenzialità delle altre tecniche bensì equiparare tutte le “soluzioni”. Noi con la legge dobbiamo dare la possibilità a chi vuole usare la Lis di non avere problemi. Chi non la vuole usare, non la usi. In piena libertà.

Oggi in Commissione scadono gli emendamenti. Qual è l’atmosfera?

Politicamente c’è intesa. Qualche malumore c’è negli ambienti della Lega che non vuole la Lis. Così come anche nel Pd che preparerà qualche emendamento legato alla neutralità finanziaria. Comunque, l’importante è riconoscere la lingua dei segni. Ma non dandole qualcosa in più o di meglio rispetto alle altre possibilità che i non udenti già hanno. Mi sono confrontato con migliaia di persone e tantissime associazioni. Mi hanno letteralmente braccato. Se c’è la richiesta di un sistema aggiuntivo perché negarlo?

Ma allora chi è contro la Lis?

I medici.

I medici?

Perché “impiantano” gli “apparecchi”.

Ecco, salta fuori la lobby…

Molti di loro mi hanno parlato della Lis come di un qualcosa di obsoleto, degli anni ’40, ghettizzante. Una posizione che fa “spaccare” anche il mondo dei non udenti che si dividono in quelli che vogliono la Lis e quelli che si oppongono.

1 commento »

  1. dieta said

    …..Il deputato del Pd occorre approvare la proposta di legge sul riconoscimento della Lingua dei Segni. Migliaia di persone la chiedono ogni giorno Sul riconoscimento della Lingua dei segni si e scatenata una vera e propria guerra delle lobby. Onorevole Grassi al Senato il 16 marzo scorso e stato approvato all unanimita in commissione Affari istituzionali il riconoscimento della lingua dei segni.

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