Lingua dei Segni. Considerazioni sparse…


In Commissione Affari Sociali gran bagarre e il testo rimane quell’orrore partorito dal Comitato Ristretto….

Il relatore, on. Gero Grassi, era riuscito a far ritirare tutti gli emendamenti (compresi quelli non ritirati… evidentemente…) e a far passare che lui, invece, potesse presentare emendamenti… a cui si potevano poi applicare subemendamenti…

😦

così in aula si sono ribellati e lo hanno mandato a fare qualcos’altro e ci sarebbe andato, se non fosse che il Presidente di Commissione ha puntalizzato che è il solo che, al limite, potrebbe mandarcelo…

insomma alla fine della fiera il testo che rimane in vigore è il 4207 rivisto e riscritto dal Comitato Ristretto, testo che con il precedente, 4207  liquidato dal Senato, non ha in comune che un unica cosa: la numerazione.

Per il resto il nulla.

Il testo del Senato era per la promozione della lingua dei Segni, questo per la promozione dell’apprendimento della lingua orale e scritta.

Che vogliamo di più?

Gli sforzi di equilibrio del Relatore, on. Gero Grassi sono stati enormi, equilibrio tra due sordità, due approcci, due mondi. Tanto enormi che alla fine deve essersi confuso e fortuna che anche i suoi emendamenti sono finiti cassati perché qualcuno non era poi equilibrato-equilibrato…

Al comma 1, dopo la lettera a), aggiungere la seguente:
a-bis) disciplinano le modalità e i tempi per l’organizzazione di corsi gratuiti per l’apprendimento della lingua italiana orale e scritta per giovani e adulti non udenti italiani ed immigrati residenti in Italia;.
2. 101.Il Relatore.

Come volevasi dimostrare… chi si era accorto che il testo di legge, fatto evidentemente da chi di sordità e LIS ne capisce zero, aveva omesso di esplicitare quale lingua orale e scritta si dovesse far imparare ai sordi? Ma l’ITALIANO, ci dice l’emendamento, che qualcuno sia mai capisca che ci si può esprimere e scrivere in Lingua dei Segni che è appunto dei segni, mica della parola o della scrittura!

L’oralismo è esattamente questo, il non voler considerare la Lingua Italiana seconda lingua per le persone sorde segnanti.
Per questo era necessario il riconoscimento della Lis come lingua, tutto il resto, tutto questo battibeccare, non restituirà nulla alle persone sorde segnanti, non certo la dignità che lo spirito del testo liquidato al Senato aveva promesso.

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