ARS: lingua dei segni in aula.


Mentre la proposta di legge 4207 “Disposizioni per la piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva ” (ex legge per il riconoscimento della lingua dei segni) sta acquistando i pareri favorevoli di tutte le Commissioni della Camera dei Deputati, in Sicilia …

Da qualche giorno è ripresa la discussione del disegno di legge 684 “Promozione della Lingua dei Segni” all’Assemblea Regionale Siciliana, discussione accesa ma che vede pochi interessati, tanto che anche per oggi si è concluso con un nulla di fatto a causa della mancanza del numero legale.

Nonostante questo il dibattito è acceso e le controparti agguerrite…

Da notare, però, che, a differenza della discussione alla Camera dei Deputati (Stato Italiano), la discussione all’ARS non vede contrapposte fazioni in campo, non c’è alcun dubbio sul dover approvare un testo di legge per riconoscere la lingua dei segni e con questo posso anche dirmi orgogliosa di essere siciliana (una volta tanto…)

I problemi sono sul testo di legge, uno tra i tanti presentati, tutti con lo stesso intento di dare alla lingua dei segni status e dignità. Quello arrivato in aula è il più leggero, composto da tre articoli, tanto quanto basta per dire: a) riconosco il ruolo degli enti morali che rappresentano i sordi; b) riconosco la lingua dei segni; c) che si faccia un regolamento per applicare la presente legge.

Poche righe ma chiare.

Si può fare di meglio? Si, ma sempre meglio che non fare nulla o, come alla Camera dei Deputati, stravolgere un disegno di legge e farlo diventare l’apologia della cultura oralista.

  (nn. 684-35-279-322-334/A)  RELAZIONE DELLA V COMMISSIONE LEGISLATIVA

Presentata il 3 agosto 2011

Onorevoli colleghi,

con il presente disegno di legge si intende promuovere la lingua dei segni italiana (LIS) come strumento di ausilio e di integrazione delle comunità dei sordi e incentivarne l’acquisizione e l’uso, determinando in particolare, mediante un regolamento, emanato dal Presidente della Regione, le modalità di utilizzo della stessa nell’Amministrazione regionale e in ambito scolastico e universitario, nel rispetto delle rispettive autonomie.

La normativa proposta mira, piuttosto che riconoscere la LIS come strumento aggregativo e di distinzione di una comunità dei sordi – per sua natura assolutamente eterogenea -, a considerare questo linguaggio come uno degli strumenti a disposizione per superare gli ostacoli posti dall’handicap auditivo, nella consapevolezza, peraltro, del pieno diritto di questi soggetti di imparare e scrivere correttamente la lingua italiana. Si intende, cioè, attraverso questa promozione, che rivendica di anticipare, nell’ambito della competenza regionale, le determinazioni che assumerà il legislatore nazionale, rimuovere, in ossequio all’articolo 3 della Costituzione, alcuni degli ostacoli che possono limitare il pieno diritto di cittadinanza dei sordi, fornendo loro un importante strumento di ausilio.

—-O—-

DISEGNO DI LEGGE DELLA V COMMISSIONE

Promozione della lingua dei segni italiana (LIS)

Art. 1.
Finalità

1. La Regione valorizza il ruolo degli organismi associativi riconosciuti con decreto del Presidente della Repubblica come persone giuridiche di diritto privato e come enti morali che esercitano un compito di rappresentanza e tutela degli interessi morali ed economici di soggetti con handicap auditivo.

2. La Regione può stipulare convenzioni, senza oneri a carico del bilancio regionale, oltre che con gli organismi di cui al comma 1, anche con enti rappresentati in ambito regionale per la realizzazione di programmi di intervento in favore dei beneficiari. Gli interventi di cui alla presente legge sono coordinati con quelli previsti all’articolo 3 del DPR 31 marzo 1979.

Art. 2.
Promozione della LIS

1. In attuazione dell’articolo 3 della Costituzione, ed in ottemperanza alle risoluzioni del Parlamento europeo del 17 giugno 1988, pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee C187 del 18 luglio 1988, e del 18 novembre 1998, pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee C379 del 7 dicembre 1998, nonché della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, fatta a New York il 30 marzo 2007, ratificata con la legge 3 marzo 2009, n. 18, la Regione promuove la Lingua dei Segni (LIS) come strumento di ausilio e di integrazione della comunità dei sordi, la sua acquisizione ed il suo uso.

Art. 3.
Regolamento di attuazione

1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con regolamento del Presidente della Giunta regionale, sentiti gli Assessorati competenti, sono adottate le norme di attuazione di quanto previsto dall’articolo 2 della presente legge.
Il regolamento di cui al presente comma:

a) determina le modalità di utilizzo della LIS in ambito scolastico e universitario, nel rispetto delle rispettive autonomie;

b) promuove, nel rispetto dell’autonomia universitaria, sia nell’ambito dei corsi di laurea sia nella formazione post lauream, l’insegnamento e l’uso da parte degli studenti, della LIS e delle altre tecniche, anche informatiche, idonee a favorire la comunicazione delle persone sorde;

c) reca disposizioni volte a promuovere nei rapporti con le amministrazioni pubbliche locali, l’amministrazione regionale e gli enti strumentali della Regione, l’uso effettivo della LIS e di ogni mezzo tecnico, anche informatico, idoneo a favorire la comunicazione delle persone sorde;

d) promuove la diffusione della LIS come strumento e modalità di accesso all’informazione e alla comunicazione, con particolare riferimento alle trasmissioni televisive;

e) dispone circa i metodi di verifica sull’attuazione della presente legge.

Art. 4.
Norma finale

1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione.

2. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.

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