Attendendo la Rivoluzione


A Roma il danno lo fanno i tassisti, in Sicilia si fermassero i tassisti ci metteremmo tutti a ridere: e chi se ne frega? Ti vengo a prendere io, le mando mio cugino…

Per la frutta e verdura, a Verona, mi servivo dal fruttivendolo a cui arrivava, un paio di volte alla settimana, l’approvvigionamento dalla mia Sicilia… per questa settimana niente arance a Verona?

I proclami si sprecano. E’ abbastanza vero che quando gli autotrasportatori siciliani si mettono di traverso… diciamo che si fanno notare.

Fanno un tale danno che proprio è impossibile non sapere, arriva a tutti, proprio a tutti la loro protesta. Si comincia con la corsa al pieno, ogni famiglia cambia programma, le mamme iperattive finalmente saltano l’appuntamento e rinunciano al parrucchiere, i papà sempre stufi di code nel traffico con pazienza si accodano alla pompa di benzina, i bimbi godono dell’aria di festa che deriva dal cambio programma e i ragazzi sognano grandi trasformazioni sociali.

Gli autotrasportatori in protesta è il blocco della circolazione sanguigna, il cuore resta di ghiaccio pompando il nulla, gli occhi si sbarrano come gli scaffali dei supermercati e per qualche giorno, per inerzia, si andrà avanti barcollando… se restano fermi a lungo ci sarà il collasso.

Al momento la preoccupazione qui è resistere per qualche giorno con un pieno di benzina.

La preoccupazione del cittadino comune, intendo, quello che con un pieno di benzina ci fa una settimana. Perché per tutte quelle categorie di lavoratori che un pieno lo rinnovano un pasto sì ed uno no… la preoccupazione è già da infarto. Il calcolo di guadagno mancato ha già cominciato a far sanguinare conti correnti. I primi danni economici sono stati inferti. Niente che non possa essere riparato da un immediata ripresa della circolazione… ma i forconi sembrano decisi a far male.
E poiché i danni maggiori sono tutti per i maggiori utilizzatori degli autotrasporti.. mi pare di capire che come forma di protesta sia anche intelligente: più sei ricco e ti servono i grandi trasporti, più sei nei guai con questo sciopero.
…. Ma lo sciopero non era contro il governo?
Cioè: scioperi danneggiando l’economia perché il governo non fa azioni a favore della ripresa dell’economia. Dettagli, qualcuno deve soffrire, quindi che soffrano i datori di lavoro che boccheggiano… ci sarebbe anche tutto il popolo dei rappresentanti di ogni cosa a soffrire, a patire mancati guadagni, ma dettagli, le rivoluzioni chiedono sempre anche sangue innocente.

I politici, i colpevoli, soffriranno di rimando: con il blocco dell’economia non facciamo belle figure, e sappiamo quanto sia importante fare bella figura all’estero, blocchiamo l’economia, facciamogli fare una figura di merda e finalmente avremo una politica più attenta alle esigenza del popolo italiano…

Non lo so. A me arrivano sempre le puzzette al naso. Sarà la lunga coda e i tubi di scappamento sotto il naso. “Questa manovra finanziaria sta uccidendo il popolo”. “Questa volta arriva la rivoluzione culturale”. I proclami ci sono tutti. Però… non è che Monti sia il peggio che abbiamo avuto in questi anni, anzi, stando in un sistema come il nostro sarebbe persino il meglio. A voler la rivoluzione pensarci prima no, eh? Tutto sommato si poteva stare con il sistema Berlusconi del “fotta chi può”… ovviamente in tutti i sensi. No, le rivoluzioni le facciamo adesso, a festa conclusa, quando c’è da pulire e rimettere in ordine. Dopo aver portato avanti le folli follie, aver cantato l’inno alla vita, aver distrutto ogni possibilità di un sistema alternativo, dopo tutto ciò: rivoluzione culturale. Culturale de che? Qual è la cultura dietro a tutto ciò? Qual è la proposta alternativa, qual è la soluzione che nessuno ha visto?

Il punto di non ritorno del sistema capitalistico è bello che superato, adesso siamo davvero e dichiaratamente al servizio del mercato, a questo punto chi si ferma è perduto, impossibile fare cambi di rotta, si vada avanti e si cerchi di uscire dalla tempesta. L’economia mondiale è come una mandria imbufalita, nessuno riesce più a governarla, si autogoverna, si autoregola, innalza e distrugge con moto proprio. E fermarsi al centro di una mandria imbufalita no, non è proprio il caso.
Monti è altro rispetto al capitalismo? NO, quanto mai, ne è l’anima rigida e ingessata, l’economista dalle regole d’oro. Ma se devi salvarti dalla tempesta nessun comandante meglio di lui. Berlusconi e PDvari ci hanno guidato in tutto questo, ci hanno mandati al macello, il PD con meno allegra strafottenza rispetto a Berlusconi, inseguendo una terza via che mai al mondo c’è stata.

Megli Monti che almeno è un interlocutore intellettualmente onesto. Non le nostre veline della politiche che lo sostengono e gli danno contro contemporaneamente. E in tutto questo i tassisti e gli autotrasportatori siciliani si mettono di traverso per la dare avvio alla rivoluzione culturale

1 commento »

  1. […] non sono d’accordo con i tempi della protesta, questo è un già detto, e  che il movimento della protesta sia alleato alla politica siciliana non mi piace. Che poi […]

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