Fuori dai denti


Da questa mattina ho deciso che sono a favore dell’abolizione del Parlamento Siciliano. Via, piazza pulita, anno nuovo vita nuova e che i nostri rappresentanti siciliani vadano a cercarsi un lavoro. Non posso sciogliere il Parlamento italiano, quantomeno liberarmi dei parassiti siciliani, sì, fatemelo almeno sognare.

Il Parlamento più antico d’Europa…   ricordiamolo per gli antichi fasti.  Un unico grande atto di coraggio e rinunciamo all’autonomia, ché i tempi son cambiati ed è ora di globalizzare. Facciamolo questo sfregio alla Lega: rendiamoci totalmente italiani e magari sconfiggiamo pure la mafia se ci liberiamo della politica…

Ed essendo in vena di cambiamenti vado oltre, volo libero e plano su campi immensi e sconfinati, nessun confine, tutti diversi tutti uguali, prometto di fare persino campagna elettorale a favore di chi si assumerà l’impegno di abolire il Parlamento Siciliano, da qualunque parte stia, destra sinistra centro, (tanto non è che siano proprio differenti-differenti tra loro) vado in apnea, mi tappo naso orecchie e gola e prometto il mio totale appoggio.

Basta con l’autodifesa, con NOI invece di VOI, basta, che ognuno cominci dal pulire dentro casa propria, noi siciliani un popolo di mafiosi? Sì, eccome, altroché. Mafiosi, corrotti e collusi. Confesso. Noi siciliani diversi dagli altri italiani? No, mica tanto, corrotti e collusi ovunque, tra noi italiani, ma la mafia le sue radici le ha tra noi quindi noi siamo i responsabili. Fuori dai denti e smettiamola con le chiacchiere. Che ognuno si assuma la responsabilità della propria vocazione criminale. Le altre regioni? Non mi interessa, ci pensino su e decidano per sé.

Io basta. Stufa di questa sicilianità, di questa vuota illusione di essere un popolo grande… ma quanto mai, ma grande dove e perché? Di nostro, noi, questa mia generazione, di grande e di bello e di utile per il mondo ma che diavolo ha fatto? Prodotto martiri morti ammazzati?  Ah, bè… non me ne vanterei troppo. Non ha prodotto né ricchezza né stato sociale, né arti né mestieri, diciamocelo: le potenzialità le avevamo e le abbiamo ancora ma no, noi no, noi non siamo capaci. Noi siamo sempre pronti a lamentarci e mai a rimboccarci le maniche. Perché “tanto  le cose si sa come vanno”. E “siccome le cose è così che vanno io vado allo stesso modo”.

E’ tempo di tagli e sacrifici che i Siciliani siano almeno capaci del sacrificio più grande, rinuncino ad un organismo ormai divenuto davvero  dannoso.

Inutile stare a rimarcare come le regioni lontane dal centro abbiano diritto ad una certa garanzia di autonomia… lontani da che? Lo teniamo di conto che dire che Roma è lontana significa avere oltre 95 anni, non conoscere internet, avere un impossibilità ad usare un telefono e agli spostamenti in aereo… Lontani dal centro no, per cortesia, era frase valida 50 anni fa.  Meritarsi uno stato centrale no, eh? no, noi ci meritiamo di essere tenuti a distanza, ci pagano per starcene così distanti… ci pagano troppo. In quanto italiana prima che siciliana è ora di fare risparmi seri.

Viva l’Unità d’Italia, abbasso il Parlamento Siciliano.

… e per quest’anno di nemici dovrei essermene fatta a sufficienza.

3 commenti »

  1. Basta che non mi diventi anche tu una martire di questa generazione… che già ne abbiamo avuti abbastanza eh!🙂

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  2. tasti said

    Martire no… troppo occupata a mantenere in equilibrio la mia vita! Ci sono momenti per le lotte e momenti… per la famiglia.
    🙂

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  3. […] questo è un già detto, e  che il movimento della protesta sia alleato alla politica siciliana non mi piace. Che poi siano i fascisti ad aver organizzato (?) bé, al limite onore al merito, non è che una […]

    Mi piace

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