L’urgenza di scrivere.


Ogni tanto mi torna questa urgenza di scrivere. Di dire la mia su qualcosa o qualcuno, consapevole del fatto che questo blog ha avuto e continua ad avere silenziosi ma costanti amici.

Oggi ho l’urgenza di dirne un altra delle mie, quindi un altro “no, non ci sto”.

I soliti “no” di Tasti, uno di quelli che esplode dentro, che non può non essere espresso.

Dunque siccome la mia è una vita scassata da decenni di malpolitica, di politiche clientelari, di sacrifici (miei e della mia famiglia) per non scendere a compromessi… DUNQUE io non sarei degna di spendermi per la mia città????

Il riccio mi si aggroviglia.

Cioè… VOI volete dire che solo chi ha un occupazione e un reddito di quelli consistenti può essere ritenuto degno di fare politica????
E da quando abbiamo deciso che chi produce reddito è meglio di chi non ne produce?

Da quando è cambiato tutto, ma proprio tutto, ed io devo essere misurata con il redditometro???

Una mia carissima amica esclamerebbe “ma siete fuori come gerani!!!”

Cioé:
io non sono scesa a compromessi.
io non ho preso scorciatoie.
io sono emigrata e mi sono fatta sfruttare al nord per poi tornare al sud senza niente, nemmeno i contributi, né risparmi, e sono tornata per prendermi cura dei miei genitori, e, pensate, io rifiuto di lavorare fuori di casa, retribuita, durante le ore della mattina perché, appunto, accudisco la mia famiglia. Quindi la mattina lavoro abbastanza gratuitamente da casa, lavoro per costruirmi un lavoro.
Io, scusate la ripetizione, ho una vita scassata perché ho un livello di onestà piuttosto alto e un livello di solidarietà altrettanto alto e io, scusate nuovamente, sono uguale a parecchi milioni di ex giovani italiani, i quarantenni che negli anni ’80 ci credevano e, come coglio*i, hanno continuato a crederci, anche se in solitaria.

Quindi TU, tu pensi che Io e tutti quelli come me, che non hanno fatto del produrre reddito una ragione di vita, che hanno una vita assolutamente scassata e precaria e flessibile, tutti quelli come me, dai curriculum schizofrenici, la preparazione vasta, la formazione continua e permanente e totalmente a spese proprie, la capacità di analisi altra rispetto alla tua che invece i compromessi li hai fatti (eravamo compagni di banco, ricordalo) TU che sei rimasto mentre io sono andata via… Tu ritieni ME e chi come ME inadatta a occuparsi della città?

Ma fammi il favore!

No, non è che siamo sfigati, noi siamo persone che abbiamo scelto di non starci. Quindi hai ragione a diffidare di quelli come me perché solo quelli come me ti darebbero tanti di quei cambiamenti che ti ritroveresti con il tuo castello di cemento armato distrutto in men che non si dica.

Quelli come me sceglierebbero le persone sulla base delle competenze, non delle affinità politiche. Perché quelli come me si innamorano delle persone da cui possono imparare, è una malattia che ci portiamo addosso, incurabile, noi dalla vita scassata siamo innamorati della nostra vita scassata, ne andiamo persino fieri, e non abbiamo mai paura a dire “Non so di cosa parli. Spiegamelo.”

Quindi andiamoci piano, cari candidati, a dare addosso a tutti i vostri colleghi candidati che non hanno da presentare una vita da professionista affermato, un curriculum strutturato dall’asilo all’ultima consulenza ottenuta dalla pubblica amministrazione, perché quei candidati lì probabilmente hanno avuto più fegato di voi a dire no agli ammiccamenti e alle amicizie comode.

“DISINTERESSATI” perché dalla vita risolta…

Persone che si sacrificano per noi in nome del Bene Comune… restarsene a casa ed evitare, no? Perché tutti questi martiri del Bene Comune non si dedicano alla lettura, vacanze, cinema, sport e quant’altro li possa tenere lontani da questo volersi dedicare al Bene Comune?

Forse non vi è chiaro che avete rovinato l’Italia, vi ci siete messi tutti insieme appassionatamente a rovinare l’Italia, che poteva esserci una soluzione diversa e non era inevitabile avere una classe politica corrotta in pieno stile Luigi XVI. Non era inevitabile, c’erano altre strade e voi, stimati professionisti della politica, non le avete percorse.

Meglio allora quei candidati dalle vite arruffate, malmesse, i cui interessi personali sono dichiarati. Loro, almeno, non si sacrificheranno per il Bene Comune. E forse qualcosa di concreto finalmente la vedremo.

2 commenti »

  1. lucadic67 said

    Bell’articolo.Mi dai uno spunto sulla mia citta’.L’area ambientalista e’ fortemente radicata da anni qui,causa il mostro dell’acciaio Ilva.
    Bene sai chi rappresentera’ questa fetta dell’elettorato?Angelo Bonelli,ex leader dei verdi.Un romano che sbarca a Taranto perche’ i politici veri non ci sono(quelli locali).Pensa te….ciao.

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  2. tasti said

    @Lucadic67… appunto. Perché non sappiamo dire basta. Perché crediamo come tonti alle bugie che ci raccontano. Perché vogliamo cambiamenti e…. non sappiamo cambiare.😦

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