Questa bellissima voglia di vivere.


Oggi giornata intensa: prima la paura che si arrivasse ad assistere ad un suicidio collettivo, poi il sollievo di una battaglia vinta.

Non è la mia battaglia, ma ho fatto quel che ho potuto per costringere quante più persone a guardare a questa battaglia. Che poi non fosse una mia battaglia non è del tutto vero… nel senso che questa battaglia mi riguarda in quanto cittadina italiana, ma anche perché ormai da 4 anni assisto mio padre e condiziono la mia vita alle sue esigenze.

In ogni caso… nel mezzo delle tensioni altissime ci sono stati momenti veramente esilaranti dovuti soprattutto ad una particolarissima caratteristica dei componenti di questo movimento: sono incazzosissimi.

Cosa che non è difficilissima da capire, ma per molti invece pare scateni l’offesa di lesa maestà.

Perché il magico mondo delle disabilità ha colori di ogni gradazione, ma non tutti lo sanno.  E essere disabile incazzato è sacrosanto diritto di chiunque si senta fregato dalla vita o, peggio, molto peggio… dalla società.

Questi sono talmente incazzati con la malattia (la STRONZA) e con il Governo (per parallelo immagino Lo STRONZO) da insospettire,  il sospetto è che in fondo gli piaccia farsi notare, choccare, che stiano inseguendo la notorietà…

Da cui il mio, di sospetto, che la gente sia piccola o grande indipendentemente dal grado di umanità che mostra di avere.

Essere a capo di questa o quella associazione, avere uno, due, tre familiari più o meno funzionanti, niente garantisce che si abbia di fronte persone capaci di andare oltre il proprio naso.

Voglio dire: essere incazzato perché vengono negati i miei diritti fondamentali a me pare abbastanza indicativo di una mente sana.  Arrivare a minacciare di togliersi pubblicamente la vita piuttosto che aspettare in silenzio la propria morte… anche questo non è che mi sembri da malati di mente.  Ce ne fossero di persone così determinate.

Qualcuno chiede di morire. Qualcuno chiede di vivere.

Fa senso eh? Pronti a battersi per le eutanasie, per le dolci morti, ma guai a schierarsi fortemente per la vita.

Questi vogliono vivere. E vorrebbero che i loro familiari fossero aiutati a vivere senza diventare loro schiavi.

Hanno scelto una forma di protesta estrema ma a pensarci bene… la loro è una vita estrema. E se l’hanno posta sul piatto della bilancia devono credere che valga davvero molto.

Alle volte il tempo di discutere non c’è. Alle volte questa vita è bellissima anche da un lettino, mentre si guarda il viso di chi si ama senza sapere se ci sarà un domani. Alle volte capita tutti i giorni, per me da quattro anni, che ogni giorno potrebbe essere l’ultimo da trascorrere insieme.

Se poi lo Stato invece di darti una mano ti toglie la terra da sotto i piedi… t’incazzi.

 

 

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