Lavoratori.


Sono una lavoratrice che fa un lavoro e difendo il mio lavoro per poterlo fare e continuare ad essere lavoratrice…

Grandi discussioni, oggi.

Quelle in cui il povero lavoratore, io, deve capire la contingenza, l’esigenza, l’utenza, la precedenza… poi dovrebbe, il povero lavoratore, io, calare le braghe e stringere mani, mostrando sorrisi felici e promettendo di indirizzare le sue voglie di rivolta verso altri.
Un lavoratore incazzato e indirizzato fa sempre comodo, persino quando non si fa politica…

Lavoratori.

Qualcuno davvero crede che non ci sono più i lavoratori, che tutti siamo qui a tentare la fortuna, a stringere mani e sperare in un osso.

Come un mese fa mi chiedo se cambierò lavoro, se accetterò di attendere l’osso o se farò quello che fa un vero lavoratore: difende il proprio lavoro. La propria dignità. Il proprio ruolo sociale.

Certo che se non si comprendono termini quali “lavoro” “dignità” e “ruolo sociale” non si comprende nulla di quello che scrivo.

Il lavoro è qualcosa che si fa. E’ un attività.
La dignità è un sentimento.
Il ruolo sociale è quello che significhi nella comunità.

Fare.
Sentire.
Significare.

.. e il fatto che la disoccupazione sia strutturale al sistema capitalistico non ha mai fatto sentire bene nessun disoccupato.

Un lungo agosto, quest’anno, un lungo, lungo agosto.

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