Io sono incazzosa o sono gli altri a farmi incazzare?


Va bene, come titolo potevo scegliere di meglio, ma immagino che non siano molti i minorenni che arrivano nel mio blog… e per i maggiorenni chiedo solo scusa per il linguaggio scurrile… ma oggi è il caso.

Com’è possibile che se cerchi lavoro, da nord a sud, badate, da nord a sud… com’è possibile che non ci sia più il limite, la coscienza, la cognizione di causa, l’eleganza, la dignità, l’abc del diritto al lavoro!

No, eh, non è che sono in Sicilia e allora… non ve lo concedo: ho un curriculum di schifezze anche a causa del civile nord, talmente grazioso da aver fatto presto la scelta di tornare al sud dopo il decennio veronese: se devo scendere a compromessi ci scendo a casa mia, lì dove facevo le battaglie, lì dove come un idiota urlavo: “è perché siamo al sud, vedi se al nord cose così le avrebbero permesse”

Altroché.

Permesse, avallate, viste, vissute e toccate.

Coscienze sporche da nord a sud, finalmente un unico popolo.

Ma questo è divagare.

Così di nuovo cerco lavoro e di nuovo il lavoro che trovo, perché lo trovo il lavoro, ha delle simpatiche clausole:

– però l’orario di lavoro effettivo sarebbe il doppio
– però la sede di lavoro non è quella che risulta
… però devi dire a tutti che sei uomo, che hai le tette finte, guarda meglio se dichiari la tua omosessualità, fa figo, potresti evitare di dire che sei cattolica? il tacco, ci vuole il tacco e se ti fa male la schiena dopo 20 ore meglio se te lo tieni per te ché non ci piace licenziare la gente col maldischiena.

Ci sono gradi di compromesso ed ognuno di noi ha un prezzo, duri e puri si può essere quando ha qualcuno che paga per te le bollette… così il mio prezzo è abbastanza alto, i compromessi li raggiungo ma prima contratto:

un paio di straordinari non pagati
passi per le tette finte
non transigo sul mio credo
tacco sì ma un paio di giorni in scarpe da ginnastica

si urla come nei mercati rionali

poi si accetta il prezzo a metà strada.

No, non è che ho trovato lavoro, sono ancora al mercato delle vacche e contratto e urlo.

Le bollette me le paga mia madre, con cui vivo, quindi posso permettermi di alzare la voce fino ad un certo punto, devo comunque pagarmi la benzina da me.

Fa schifo eh?

E lo so.

Qui sono molti i ragazzi figli di professionisti che vanno all’estero in cerca di lavori da operaio, cameriere, muratore… cose che qui non farebbero mai… o forse li farebbero pure se fossero pagati e messi in regola, non lo sapremo mai visto che solo una minima parte sono i lavoratori in regola… e di certo non ragazzini ventenni.

Per questo credo che aver messo a disposizione i tirocini per i laureati sia una di quelle mosse intelligenti: almeno qualcuno resta. E’ tamponare, ma qui si rischia di brutto se non si tampona.

Interventi strutturali? Seeee.

Ora, io torno al mio titolo…. sono io incazzosa o è la gggente che proprio è deficiente????

L’Italiano medio, quello eletto in Parlamento per intenderci, quello che ha in mano la pubblica amministrazione, quello che ha il potere decisionale…

No? Non pensate che sia l’italiano medio? perché a qualcuno risulta che le alte cariche vadano all’italiano preparato? A qualcuno risulta che l’Italia sia uno Stato meritocratico?

Dicevo… l’italiano medio che ha il potere di fare e sfasciare tutto è proprio deficiente o abbiamo qualche speranza che, spiegandoglielo, capisca che deve fare uno sforzo, concentrarsi e tentare di fare il suo lavoro?

Non di più.
Non meglio.

Il suo.

Tipo che la Camera di Commercio facesse la Camera di Commercio.
Che il Comune facesse il Comune.
Che la Provincia facesse la Provincia.
Che l’ente per il Turismo facesse l’Ente per il Turismo.

Che il sindacato facesse il sindacato.
Che il politico facesse il politico.

Che la valletta facesse la valletta.

Ecosìvia

No?
Va bene, sono io incazzosa e quindi stravolgo la realtà.
Le vallette facciano la politica e i politici facciano le vallette.

OOOOOkkei.

Che tutti contunuino a pensare di essere in regola facendo i propri interessi e non quelli della collettività.

OOOOkkei.

Che tutti continuino ad accusare tutti di essere i delinquenti che rovinano l’Italia.

OOOkkei.

Poi chiaramente si evadono le tasse, si salta la fila, si fingono disabilità, si truffa il truffabile e si offrono lavori sottopagati e squalificanti ai giovani

OOOkkei.

_______________________

Io intanto a 45 anni continuo a cercare cosa farò da grande, di non sporcarmi troppo la coscienza accettando l’inaccettabile, di urlare di più, di non proiettare su mio nipote le mie frustrazioni, di incoraggiare i giovani a restare e di dare un sorriso incoraggiante.

_______________________

Mio padre era sotto le bombe nel ’45.
Quando andava bene mangiava le bucce delle patate scartate dai soldati americani.
Aveva fame, mio padre, giovinetto di 12 anni. Si lamentava con sua madre che lo abbracciava e gli diceva “verrà il giorno che non vorrai il pane se dentro non ci metto qualcosa di buono”. “Non ci credo” rispondeva lui piangendo. “Vedrai, quel giorno verrà”.

Adesso ha 80 anni.
Gli preparo la colazione: tazza di orzo con due fette biscottate, due fette di pane spalmate con la marmellata.

Ride come un bambino quando servendolo gli chiedo se gradisce qualcos’altro.

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2 commenti »

  1. ho letto d’un fiato questo post perché è la storia di tutti, le nostre vite si specchiano in uno specchio infinito di delusioni, amarezze, privazioni, vessazioni, carognate, se non sulla nostra pelle, su quella dei nostri figli, che è ancora peggio. Non possiamo che essere solidali. Ciao felice di averti conosciuta!

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  2. tasti said

    Benvenuta e piacere mio! le tue orecchiette al pesto immagino siano una vera delizia..
    http://mariacavallaro.wordpress.com/2013/10/09/contaminando-in-cucina-orecchiette-al-pesto-in-sicilia/

    per il resto, le nostre storie sono tutte uguali… spero solo che le loro, quelle dei nostri figli, dei nostri nipoti… siano diverse. Come la storia di mio padre… quella si che ha un lieto fine!

    😉

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