… e ovviamente l’Hobbit


samug e il tesoro

samug e il tesoro

Impossibile non dire nulla a proposito dell’uscita dell’anno, eravamo tutti trepidanti e chi non ci credeva continua a non crederci e chi ha amato il modo di riproporre Tolkien di Jackson ancora una volta si alza per l’applauso.

Nella precedente trilogia i troppi tagli erano giustificati dal dover fare la trilogia… mi sono sempre chiesta perché mai non avesse optato per 4 film e via, inserisci Tom Bombadil e siamo tutti più felici!

Qui invece si slarga, il romanzo è per bambini, chi lo ha letto lo sa bene che la produzione letteraria di Tolkien è per bambini con lo Hobbit, per ragazzi con il Signore degli Anelli e per fanatici con il Silmarillon …. a cui ha regalato anche spezzoni, lettere, racconti, ritagli ecc…

Al limite aver livellato è il suo più vero tradimento e non oso pesare a come renderebbe il Silmarillon, a questo punto… speriamo non gli venga in mette di metterci mano! Comunque… lo difenderei: è Jackson, non è Tolkien.

L’accusa più feroce da ogni è aver inventato il personaggio dell’Elfa che pare tradisca un innamorato Legolas per un nano.

Legolas ne l’Hobbit di Tolkien non ha rilevanza alcuna, l’intera storia nel libro semplicemente non esiste. Però.

Però non è vero, come asserisce qualcuno, che Tolkien non avrebbe approvato.

Le più belle storie d’amore nei suoi libri sono tutte riferite a amori “interraziali”.
Melian la Maia e Elu Thingol l’Elfo, bloccati per anni nella contemplazione l’uno dell’altra.
Genitori della bella Luthien, mezza Maia e mezza Elfo, che si innamorò di Beren, della stipre degli Uomini, dando vita alla più grande storia d’amore dei tempi antichi. Da loro nacquero i Mezzelfi che potevano scegliere con quale razza -tra elfi e uomini- dividere il destino. Mezzelfo era Arwen, amata da Aragorn, uomo.

Túrin uccide Glaurung

Túrin uccide Glaurung

C’è anche un inconsapevole amore incestuoso ne il Silmarillon, un altra splendida storia, quella di Túrin Turambar e sua sorella Nienor, che morirà suicida quando apprenderà che padre del figlio che porta in grembo è suo fratello.

E Frodo, Hobbit, pazzo di Galadriel, come il Nano, Gimli.

Quindi direi che niente di strano nel vedere un Elfo Silvano attratto da un Nano. Nel mondo tolkieniano gli Elfi sono caratterizzati in modo diverso l’uno dall’altro, non tutti hanno l’aura luminosa… ci sono gran farabutti anche tra gli elfi, e avidi, e sconsiderati. E innamorarsi di un Nano non sarebbe la cosa peggiore che possano fare!

A me pare un inserimento abbastanza coerente, purché non vogliano far evolvere adesso in situazioni che inficerebbero tutto, mi sta bene se Legolas resta, in tutto ciò, comunque poco sviluppato, di sfondo.

Ci sono anche in questo film dei momenti in cui rivedi sullo schermo quanto hai visto nella tua mente mentre leggevi, questa la grandezza di Jackson, la perfetta aderenza di alcune immagini con la fantasia di Tolkien, l’esatta trasposizione dei paesaggi e dei personaggi. Sono così come te li eri immaginati. Poi la cornice no, non è quella di Tolkien ma quella di Jackson e io lo perdono perché comunque è un innesto ben riuscito.

la casa di bilbo

la casa di bilbo

Le illustrazione che ho utilizzato e molte altre le trovate qui, realizzate da vari artisti dei libri di Tolkien.

4 commenti »

  1. Non mi trovi molto d’accordo sta volta zietta… del primo episodio di Lo Hobbit ero rimasto sconvolto dall’obbrobrio e in questo secondo capitolo jacksoniano ancora di più. No, non per la storia d’amore tra l’elfa e il nano, no, quella è a dir poco la parte più bella del film… e infatti secondo me il caro Peter dovrebbe dedicarsi a creare film fantasy invece di fustigare gli spettatori con queste sue non-trasposizioni di opere letterarie. A parte questo, il film è di un’incoerenza interna da mal di pancia: la storia non esiste, i dialoghi drago-Bilbo sembrano la brutta parodia di Gassman legge Dante, le connessioni tra una scena e l’altra non si capiscono: perché Smaug dopo 40 min di rocamboleschi inseguimenti all’interno della montagna decide di punto in bianco di vendicarsi con la gente del lago? (un brutto raccordo in cui si sono infilati per non seguire il libro e poi correggere la trama in modo illogico).
    Nota positiva: se non fosse per la storia infima a cui si presta tutto il film, darei l’oscar come miglior attore maschile a Martin Freeman (il buon Bilbo) per l’intensa recitazione teatrale che trasuda di middle-class british proprio come (a quanto si dice) il buon Tolkien pensava quando creò gli Hobbit!

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  2. tasti said

    @Karma… per me l’hobbit di Jackson non ha nulla a che vedere con Tolkien, fosse solo per il mancato cambio di registro, non è rivolto ad un pubblico diverso mentre il libro di Tolkien lo era. E quindi se avessi voluto dire della trasposizione di Tolkien sul grande schermo da parte di Jackson avrei solo scritto: non riuscito. e basta. Scindo invece i due mondi e parlo di innesto, se nel signore degli anelli dal primo capitolo al terzo è un continuo degradare, nel senso che il primo è più Tolkiniano e poi diventa sempre più Jacksoniano, ne l’Hobbit Tolkien non ha più diritto di parola e basta. Quindi dal primo al secondo almeno si mantiene il registro scelto, che non degrada, piaccia o no è il prodotto maturo di Jackson. Rimangono alcuni paesaggi, questo è l’unico buon sapore che me lo fa comunque apprezzare, i barili nel fiume, la foresta e i suoi ragni, la città sotto la montagna. Ho amato questo jackson anche ne il signore degli anelli, i personaggi sono esteticamente coerenti con quelli dei romanzi, se non perfettamente aderenti nei caratteri. A parte sai… la questione dei quattro arti di Smaug… e su quella Jackson s’è preso una libertà di troppo… i puristi non gliela perdoneranno affatto.
    N.B. Vedrai come cambierò opinione se dovesse azzardarsi a mettere mano al Silmarillion….

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  3. Il fatto è, che secondo me, anche togliendo ogni parola a tolkien, qui il degrado avanza da un capitolo all’altro a una velocità ancora più impressionante del Signore degli Anelli… ed è proprio un degrado cinematografico di PJ secondo me, purtroppo, non più solo di riferimento letterario. -_-
    Ne Il Signore degli Anelli dava ancora una parvenza di epicità alla storia, ma qui sembra un gruppo di personaggi demenzializzati all’ennesima potenza. E’ quasi insopportabile… ovviamente a parer mio e mio gusto!

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  4. tasti said

    @Karma… però non è che ne l’hobbit 1 le cose fossero migliori, eh? l’insopportabilità io l’ho vissuta nel primo episodio, forse ho metabolizzato la rabbia e sono più indulgente, mi appago di qualche pennellata di rimando… per me si tratta del prequel al signore degli anelli di jackson, la demenzialità evidente mi fa solo sorridere delle incapacità di jackson di rendere tolkien… di comprenderlo…. ma anche questa cosa l’avevo già metabolizzata con l’episodio finale della trilogia… credo il voler adattare al gusto moderno (molti sembrano ambienti gotici da videogiochi: immensi e claustrofobici allo stesso tempo) abbia dato il colpo finale!
    Però si tratta di gusti, questo è vero, il primo signore degli anelli io l’ho visto centinaia di volte, lo Hobbit n.1 l’ho visto una sola volta e temo che la stessa fine farà Smaug e la sua desolazione. E la mia indulgenza verso jackson forse è dovuta a quel primo lavoro, a tutte le sere trascorse insieme. E ai paesaggi, quelli ogni tanto sono illustrazioni fedelmente riprodotte.

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