Lo scaffale di psicologia.


La coinquilina era laureata in Lettere Moderne con il pallino della Criminologia e l’iscrizione in Psicologia. Erano i tempi della rivoluzione comportamentista pronta e matura ormai a scalzare la psicanalisi. Ancora non lo sapevo, ero ancora inconsapevolmente freudiana. Avevo però il sentore di questo voler addestrare gli individui come animali da compagnia, come se non esistesse altro oltre alle abitudini, come se ogni individuo potesse essere trattato da ignaro acquirente di aspirapolveri ed enciclopedie. Induci il bisogno, soddisfa il bisogno.

Così dopo esserci reciprocamente colmate le lacune… iniziammo a cercare insieme le novità dello scaffale di psicologia. La selezione era rigida, autore, alette, recensione. Si supera anche la scrittura non scorrevole, non accattivante se si trova rassicurazione e raccomandazione nella triade autore, alette, recensione. Chi sei, cosa hai fatto, chi-dice-di-te-cosa. Per un po’ la cosa sembrò andar bene, ogni tanto si incappava in qualche fregatura, poi ci accorgemmo che le fregature aumentavano sempre più e cominciammo a pesare qualche biografia, qualche recensione. Lo scaffale di psicologia cominciava ad apparire un labirinto pieno di trappole e trabocchetti, formazione orientale, statunitense, disciplina non riconosciuta, scienza non ufficiale. Divenne difficile districarsi nelle zone di confine, eppure per comprendere la rivoluzione che stava scalzando la psicanalisi era necessario andare fino in fondo. Scorgevamo con difficoltà le linee del percorso scientifico attuato, smarriti in rivoli di idioti che scrivevano per dare cornice a nuove tecniche salvifiche di cui si proclamavano fautori e divulgatori. Lo scaffale di psicologia, vicino, troppo vicino allo scaffale di filosofia, cominciava ad essere estremamente pericoloso. Willy Pasini. Anthony de Mello. De Crescenzo. Mentre iniziavano a cercare posto scritti e autori di bioetica, la risposta più imbarazzante che esista alle istanze tardonovecentesche. La Bioetica e il dialogo socratico, l’arte della maieueica modernamente usata per ingravidare e far partorire le proprie convinzioni a recalcitranti intelletti.

Lo scaffale della Psicologia cominciava a ridursi nelle opere solitamente definite “pesanti” e si slargava di prodotti da banco, incrociandosi e fondendosi con le opere da banco filosofiche. Stranamente, contemporaneamente, centinaia di classici improvvisamente venivano svenduti e accatastati nell’ordine esatto dei libri che nessuno s’è filato. Li vedi, nelle librerie, le cataste di libri che nessuno s’è filato, sono quelli che hanno smarrito lo scaffale, che sono accozzati uno sull’altro come in attesa di essere riciclati o lasciati definitivamente ammuffire. I posti più belli dove andare a cercare libri, in effetti… dopo aver sorvolato con nonchalance il bancone novità.

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