La grande Bellezza. (con nota a margine)


😯

Ho staccato al 10:08

Prometto che quando troverò il coraggio di farmi male, ma male male male… lo guarderò. Promesso…

Ho letto le recensioni prima, saputolo candidato all’Oscar minimo leggi qualche recensione…

quindi ero preparata al fatto che forse non lo avrei trovato di mio gusto…

Ho visto tantissimi film che non sono di mio gusto, alcuni poi mi hanno stupita perché invece lo diventavano, mi conquistavano…

Candidato all’Oscar.

Dopo La vita è bella.

Come rovinare un buon ricordo.

Se però non lo vedo, se non mantengo la promessa e non lo vedo magari mi resterà sempre il dubbio che sia un capolavoro dal 10° minuto in poi…

va bene, ho ripreso la visione e all’11:00 minuto ho capito che trattasi di film dell’orrore

ma al 13:30 altra illuminazione:brutta pubblicità della Martini.

Poi le suore perché l’Italia è le suore. 15:21 sartoria italiana, inconfondibile.

16:08, noi non mettiamo password 8 caratteri, ma sonetti, in endecasillabi sciolti.

16:16 libri, a pile, in Italia, libri a pile.

Ma in fondo una tisana al 16:24

e mentre pensi di essere tornata a casa scopri che a casa, nel letto, c’è un vecchio tizio peloso che sogna il mare. Forse è quella l’immagine clou del film, un vecchio logoro peloso uomo italiano. L’Italia! Stacco sul Colosseo. 17:44 Suora, giardini, piedini, bambini.

Lui beve, ma non è Martini, son certa.

Scena nudo di donna velo falce e martello sul pube e spettacolo avanguardistico en plain air. Acquedotto romano. 19:26

Segue scena emo, a ricordo del famoso detto romanesco “facemoci male”. 20:15 Monologo esistenzialista minimalista 20:16 applausi.

20:56 dialogo osceno, ritorno a considerare l’idea di non proseguire la visione.

21:53. Ha detto “fuffa” se lo ripete non continuo.

22:42 nana. Senza nana il film non c’è, o la nana o niente film.

23:27 prepariamoci alla confessione introspettiva spezzata dal tema di attualità: Costa Concordia.

Due luoghi comuni e rituffo in descrizione del personaggio, cornice, libro, soldi, noia.

Isabella Ferrari. 26:36 mi sa che non ce la faccio, io non ce la faccio a proseguire… 27:20. Ma perché parla come un vecchio dandy delle commedie napoletane di de filippo???

“hai cambiato colore dei capelli?”

“(annuisce) In questo periodo mi sento pirandelliana”.

😯

Ok, basta.

C’è un limite all’umana sopportazione, forse nel mondo dei vip non si sono mai visti descritti così, forse si vedono così decadenti, si riconoscono, riconoscono le loro vite.
Ma qui, sul pianeta terra, viene solo il vomito.

La grande bellezza. Deturpata, violentata, sfregiata.

Comincio a capire.
Riprendo la visione.
Non so come prosegue, ma forse un Oscar lo merita.

 

NOTA A MARGINE:

no, l’Oscar no.

 

5 commenti »

  1. Kalika said

    Non lo ho ancora visto, ma temo di non riuscire a concluderne la visione. Alle volte ci si sente in obbligo di vedere cio’ che é piaciuto a molti, ma io finisco sempre per sentirmi fuori dal coro e inadeguata se non mi piace. Forse per quello la mia bevanda preferita é il chinotto….bevo pure fuori dal coro🙂

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  2. tasti said

    @Kalika… lo sto vedendo prendendo fiato, interrompendo, è veramente fastidioso, a tratti disgustoso. Prendi i cinepanettoni ed elevali all’ennesima potenza, non so se ne consiglierò la visione, non so se alla fine si smentirà e no, non c’è una feroce satira dei costumi e della decadenza italiana… non lo so.

    p.s. ADORO IL CHINOTTOOOOOO!!!!!!😀

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  3. tasti said

    uhauhauha… ho capito perché vince premi su premi!!!!
    Consigliato? no, se non siete stupidi vuoti e superficiali, perché è un film che prometta la redenzione a chi ha sprecato la propria vita… uhauhauha… sorrentino castigatore e moralizzatore!!! e lo paragonano a fellini uuuuuuuhauhauha. Ops… ho esagerato?
    Ok, vedetelo pure, superate la nausea e tranquilli: non occorre prendere le distanze: è un film che si distanzia da solo!😉

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  4. L’ho visto questa sera, e… boh, sinceramente non credo di avere alcuna competenza per capirlo né, di conseguenza, per apprezzarlo. Magari gli oscar dopotutto non sono questo granché come punto di riferimento per il valore di un’opera. Oppure continuo a non averne io le competenze…

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  5. tasti said

    @Karma… oppure è una grande cagat* non è che si fa peccato a dirlo! E’ un accumulo di stereotipi, luoghi comuni e citazioni, colte citazioni che fa sempre “figo”… come tradurre “cool” con “figo”, che cosa da fighi… KArma, io invece lo dico, competenze o no, è proprio brutto. E il confronto con Fellini è ovviamente un’offesa, grande.

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