Libertà di scelta e Lingua dei Segni


Oggi in Parlamento un Convegno sulla Lingua dei Segni – mentre in aula si discuteva di legge elettorale e di democrazia, su cui sorvolo per pudore…

Il Convegno è servito, mi pare, per lanciare una nuova proposta di legge su cui si promette fronte compatto. La precedente legge infatti è stata snaturata ed emendamento dopo emendamento è diventata una cosa… informe.

Così si ricomincia da capo ma promettendo battaglia. La Legge è sul riconoscimento della LIS ma con una premessa: libertà di scelta.

Infatti i sordi- e loro familiari –  sono nettamente e duramente divisi in due fazioni: oralisti, coloro che credono nel recupero delle capacità verbali e segnanti, coloro che credono che avere una lingua propria, quella dei segni, dia maggiori possibilità di sviluppo cognitivo. Perché tale è.

Checché ne dicano.

I sordi segnanti- e i loro familiari – sono straconvinti che usare una lingua loro congeniale consenta una maggiore velocità di apprendimento, uno sviluppo cognitivo pari a quello di qualunque udente e che, di contro, il concentrarsi sulla riabilitazione della voce e l’apprendimento di una lingua verbale penalizzi, appunto, lo sviluppo cognitivo. I sordi segnanti sognano un mondo in cui la loro lingua non sia un ghetto.

I sordi oralisti, ma molto più di loro i familiari udenti di sordi oralisti… sono invece convinti che non si possa permettere che passi il messaggio che la riabilitazione alla voce sia una sorta di tortura medioevale inflitta da udenti a figli da rendere sempre meno esteticamente disabili… ed anch’io mi infurierei se mi venisse data quest’immagine di me e di tutti i sacrifici fatti.

Quindi o ci diciamo le verità o restiamo a pensare che si tratta di capricci.

Ci sono buone tesi a sostegno dell’una e dell’altra posizione. L’oralismo paga il pegno di essere stato imposto, così vien facile accusare i sostenitori di essere illiberali. La lingua dei segni per inverso è stata osteggiata, diffamata, bandita e vien facile volerle bene.

La verità però è che entrambe le modalità devono avere strutture e contesti adeguati, cosa che la nuova proposta di legge sembrerebbe voler garantire…  Altrimenti la ragazza oralista deve rinunciare alla Laurea perché non ci sono strumenti per consentirle di seguire le lezioni e la ragazza segnante dovrà rinunciare perché non ha un interprete…. e prima di andare all’università devono entrambe fare un percorso scolastico difficile, frustrante, spessissimo avvilente. I genitori, oralisti e no, si sentiranno vittime e perseguitati e sempre si chiederanno se ci sarà mai un mondo disposto a trattarle da pari a pari.

_____

Onde prevenire:

per la mia professione di assistente scolastico alla comunicazione per sordi,

una delle tante mie non redditizie professioni e

attualmente volontariamente sospesa,

o lingua dei segni o oralista poco importa, comunque io lavorerei e avrei lo stesso identico guadagno… e l’approvazione di questa legge o di una legge di condanna dell’uso della lingua dei segni non cambierebbero di molto le sorti del mio futuro professionale…

1 commento »

  1. […] La proposta di legge a cui si riferisce il Convegno Obiettivo LIS svoltosi oggi, 31 gennaio 2014 a Roma, presso la Camera dei Deputati… non è quello da me indicato nel precedente post. […]

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