Il Finale del tuo libro


Nel post

“DENTRO OGNI COSA SI CELA UN SIGNIFICATO” DI ILARIA ELMO

  c’è un immagine, con una scritta interessante… una domanda curiosa…

ilaria

Di solito non mi attardo nei pensierini, citazioni, frasi di. Ma questa è diversa. Questa pone una domanda che se ci fai caso, se la leggi… ti resta dentro. Magari solo un poco, va bene, non è che sono entrata in una crisi esistenziale, ma un poco ci pensi…

Il Libro della mia vita, per intanto, lo vorrei scrivere io. Non lo farò mai (a questo proposito anticipo che il mio prossimo post avrà il titolo originale di Mai dire mai… )

Largo uso di puntini di sospensione, in effetti. Perché c’è che sarei sospesa, la mia vita, in cui “mia” ha un senso, al momento semplicemente non c’è, dev’essere andata in vacanza, lei, visto che io non posso…

Il Libro della mia vita se fosse scritto da un altro sarebbe sicuramente privo della profondità che invece, e della leggerezza che però. Ma

Ponendo il caso che sì, ci fosse il libro della mia vita scritto ed edito e finisse sul mio comodino… triste luogo attualmente il mio comodino, meglio sarebbe se finisse nel mio pc formato pdf. Il pc ancora funzionante intendo, ché l’amico di vecchia data ha fatto zac.

Quindi, nella cartella ebook mi ritrovo questo libro dal titolo: La mia vita per un sorriso. Che poi sarebbe il mio epitaffio, ma va bene anche come titolo del libro della mia vita.

Di per certo so che alla fine muoio, ma in terra natia, adottiva o straniera?

Adolescente quando incontrai i gialli ammetto che non poche volte andai a sbirciare il colpevole, perché i gialli non è che siano queste gran letture che in molti appassionati credono… sono come snack , appassionanti spesso ma… non cambino l’esistenza ad alcuno, ammettiamolo. (Ad eccezione dell’autore, all’autore la vendita dei suoi gialli fa la differenza)

Quindi sì, io passerei alla fine, qualche rigo sopra l’epitaffio… seppure, in effetti, se questo libro mai venisse scritto mi aspetterei che l’autore un paio di pagine di epilogo le metta… cosa rimane di, chi portò nel cuor il ricordo… sempre che ci sia materiale per due pagine… ma questo dipende dall’autore più che dal materiale, scritto da una che con pochi e confusi pensieri potrebbe scrivere saggi…

La fine. Nessun dubbio. Per sapere quanto mi resta, perché inutile fingere e fingersi, se sapessimo la data le nostre azioni ne sarebbero modificate… ad esempio: ponendo che muoia domani, non resterei qui a scrivere stupidaggini, mi organizzerei una giornata di tutt’altro tipo, no? Sì.

E vivere come se ogni giorno fosse l’ultimo… presente la fatica? Impossibile, meglio vivere pensando che l’ora fatale dista da noi abbastanza da permetterci pigrizia, leggerezza, impulsività e quant’altro sia sostanza dei nostri giorni.

 

 

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