Nuove letture


Riacciuffiamo la vita per la coda.

L’estate agrigentina è in pieno svolgimento e l’estate agrigentina significa appuntamenti letterari e culturali di spessore, in effetti nell’ultima città d’Italia manca tutto ad eccezione della cultura. Ne produciamo a vagonate, per tutti i gusti e per tutte le età. Durante tutto l’anno. Ma il clou è l’estate. L’estate ci si scatena nell’organizzazione degli eventi. Una vera goduria per i culturadipendeti. Insomma: non ci sono discoteche qui. Ma solo perché c’è la spiaggia in pieno stile californiano: si anima la notte, ci sono i chioschi sulla spiaggia (chilometri di spiaggia) uno ogni 500 metri circa… e un fiume di giovanissimi, giovani e nondimostrolamiaetà. Ogni notte sino all’alba.

Insomma nell’ultima città d’Italia restiamo fedeli alla nomea antica: gli agrigentini sono ospiti eccezionali e vivono di piaceri.

In tutto ciò io ho consumato il consumabile in tema di lettur fantasy, urban fantasy, YA etc etc etc.

Ho capito che è un binario morto. Praticamente il genere rosa riadattato ai gusti moderni. L’inghippo è sempre a tre, lui è sempre il buon partito, l’altro ancora una volta il bel tenebroso che nasconde segreti.

Il posto dei pirati l’han preso i vampiri, gli immortali, gli alieni e compagnia bella. Una noia mortale.

Quindi ho optato da qualche mese, complice la tesi di laurea di mia nipote, per i classici greci che praticamente sconosco. Sarà una lunga avventura.

E per rilassarmi…

Non so quando ho sviluppato questo strano meccanismo per cui mi occorrono quotidianamente due tipi di letture, la “pesante” e la “leggera”… credo sia una evoluzione della mia forma di dipendenza dai libri. O piuttosto si tratta di un prendere atto e far sistema di qualcosa che è sempre stato… qualcuno disse che divorar libri non è sinonimo di cultura, di arricchimento (va bene: in effetti non ricordo cosa disse di preciso né chi) e di certo non lo è per me, che rumino libri da quando sono nata. No, no. Son sincera. E’ la differenza tra chi poi cita, sfogia, adopera il proprio bagaglio culturale e me che invece… godo del leggere. Per me un attività di autoerotismo.

Preso conspevolezza di ciò magari inauguro una rubrica di recensione, almeno supero e mi evolvo.

Dicevo dell’accostar letture più di sostanza a letture più di diletto.

Classici greci (con contorno di critica letteraria ché altrimenti il peso potreste non capire dove sta)

e letture agrigentine.

Il ragionamento è il seguente: ma com’è possibile leggere l’universo mondo e non conoscere gli scrittori agrigentini?

Eppure confesso: così è. No, cortesemente, ovvio che Pirandello, Sciascia, certo che Camilleri (che però non mi fa impazzire, non c’è niente d fare, son gusti)

Dico gli scrittori dell’ultimo cinquantennio. Quelli che vendono cento copie. Gli agrigentini con ambizioni.

Quindi d’impulso mi reco dal mio primo spacciatore, colui che non si fece scrupolo alcuno di indurmi alla dipendenza in giovanissima età, che anzi istigò, ferocemente. Il sistema bibliotecario agrigentino. Che è ricco.

La signora mi sorride sorniona… buongiorno. Sa che se vado verso lei piuttosto che verso gli scaffali sto per chiedere qualcosa che, fondamentalmente, la divertirà.

Il divertimento dello spacciatore, sia chiaro, di chi capisce che ha il totale controllo sulla tua vita e sulle tue decisioni. Che può apparecchiarti un banchetto nunziale o farti passare le pene dell’inferno.

“Ho pensato che devo leggere le opere dei miei concittadini, Giovani. Zambito, Burgio, Schembri, per dirne alcuni.”

“Giovani sino a che età intende?”

“Facciamo 40?”

“Allora qualcuno di questi è già fuori”

“Ok, alziamo a 50”

“Bene. Intanto vada sullo scaffale d’ingresso, centrale, ci sono parecchi libri di Biondi. Io cerco cosa abbiamo e cosa possiamo richiedere” [nota 1. scaffale d’ingresso, sezione centrale, dedicata ai vip. Biondi è appena diventato assessore dell’allegra cittadella. Quindi. nota 2. sa che il concetto di biblioteca comunale per me si estende al prestito interbibliotecario]

Me ne esco con tre sorprese. Libro di poesia di Biondi. Libro poliziesco del capo della scentifica di Agrigento. Romanzo verità sul sistema scolastico italiano.

E anche quest’anno per il sottoombrellone abbiam provveduto.

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4 commenti »

  1. Arya said

    L’ estate scorsa, io e il mio consorte , abbiamo avuto un esperienza per noi fantastica. Girando per librerie a Belfast siamo incappati in una piccola libreria in un sobborgo. Entrando siamo stati accolti dal libraio che ci ha offerto il the e noi sbalorditi abbiamo capito che lì era uso chiacchierare di libri, bere il the e passare un po’ di tempo in salottino attorniati da scaffali di libri. Mitico e anche un po’ triste per noi che abbiamo subito paragonato il tutto alle nostre fredde librerie/supermercato dove vai – compri -esci.
    Stiamo sinceramente pensando ad una pensione in Irlanda come gestori di una libreria 🙂

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  2. tasti said

    @Arya… e lì io sarei la vecchia zia che non salta un giorno, arriva al solito orario, uno sguardo rubato allo spazio novità e un sorriso di saluto, poi i pochi convenevoli e subito il libro. Qualche minuto di silenzio per gustare la lettura. Dopo, solo dopo, il momento di scambio di notizie, pettegolezzi letterari e sensazioni. Il tutto con buon tè e biscotti.

    In realtà da circa un anno sto tentando di avviare proprio un attività di questo tipo ma tra la burocrazia e la mia difficilissima situazione familiare… si va piano. Più per la difficile situazione familiare, in effetti. Compenso la lentezza con cui procede la mia vita con il prolungamento dei preparativi: studio i tè… sforno biscotti e dolci tradizionali, provo a scrivere libri… e sogno. E quando il sogno diverrà realtà… sarete mie graditissimi ospiti. Giusto per vedere se poi di presenza sappiamo abbracciarci di gusto davvero!!! Intanto invio i soliti grandi, immensi, abbracci virtuali.

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  3. Mauro said

    Tastiiiiii! A proposito di nuove letture estive: https://senzamargini.wordpress.com/2015/07/28/jukebooks-estate-2015/

    dammi un parere!! 🙂

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  4. tasti said

    @Mauro… scusa il ritardo e.. fatto!

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