Due libri


Poi sono partita e sono pure ritornata con l’idea di regalare le valigie. E’ deciso, si resta. Col sollievo per decisione presa affronto nuovi libri e come sempre molti, troppi non sopravvivono alla lettura del decimo paragrafo. Via, noioso, mal scritto, falso, una perdita di tempo. Invece Tutti gli uomini sono mortali di Simone de Beauvoir  e Numero Zero di Umberto Eco… va bè, gioco facile con Simone e Umberto, ma ogni tanto ci vuole giocare facile…. Il primo è godibilissimo, la scrittura scorre, l immagini scorrono, si attraversano secoli così, scivolando, con il problema del governare e dell’esistere. L’altro invece si legge sorridendo, proprio nel senso che se non sorridi mentre lo leggi c’è una sola spiegazione: non conosci Eco, non conoscendolo non sorridi e non cogli la grandezza del libro. Insomma Eco s’è divertito un sacco a scrivere ‘sto libro, mi sembra che invece di leggere ci sia la sua voce che fa l’imitazione di una macchietta di personaggio, un giornalista dalle belle e perdute speranze. Ti fa riconciliar col mondo leggere libri così, ti fa venir voglia di dire che le cose non vanno poi troppo male.

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