Si cambia vita o almeno… lo si tenta


Sarà difficile? Non lo so, per il momento è divertente.

Ho buttato tutto, ma proprio tutto, all’aria.

Sì, certo, le classiche tre cose me le sono tenute: famiglia, casa, me stessa.

Per il resto tutto via, spazzato con un colpo di spugna.

E se per un quarantennio tutto quello che facevo aveva continuità… adesso no.

Farò la panettiera.

faccina-che-ride

Lo so, quando 10 anni fa ho iniziato questo diario online mai avrei creduto che.

E si cambia.

Assai.

Era il marzo 2007, vivevo a Verona, ero equosolidale sull’isola che non c’è. bimbo002.gif

Ma qualcosa non andava, non mi sentivo me stessa. Il lavoro poco impegnativo, per carità, una casetta bella e delle amiche non fantastiche… di più. Ma qualcosa non andava.

Poi il ritorno in terra natia e l’entusiasmo di una nuova lingua (ci credereste mai?) la Lingua dei Segni Italiana. L’adoravo e l’adoro ancora, dovrebbero studiarla tutti, smuove il cervello e ne modifica le prospettive.

Un nuovo lavoro, assistente alla comunicazione, un nuovo stimolante mondo e tante, tante battaglie. Per lo più perse.

No, non è vero, quelle importanti le ho vinte tutte. Ma quelle che potevano fare la differenza no, le ho proprio perse. Non ce l’ho fatta. E quindi pochi mesi fa ho deciso che non ne avevo più la voglia, seppure ancora di forza ce n’è.

E d’istinto ho deciso di darmi alla panificazione.

faccina-che-ride

Perché nella vita ci si deve anche divertire, altrimenti è una cosa folle.

Ho iniziato già qualche anno fa con la produzione  di biscotti, crostate e pizze. Mi mancava il pane. E quindi… siccome che le cose io le devo studiare….  il corso. Di panificazione.

Un mondo.

Vero, non sono caduta lontana dal pero (o era un melo?) visto che in famiglia il panificio c’è. Se trovo anche i soldi ho già un milionuccio di idee per avviare la nuova era della panificazione.

Mio nonno aveva avuto la stessa idea, comprò un pastificio, lo trasformò in panificio e poi… lo diede in gestione. Avrebbe voluto lavorarci, ma arrivò il posto.

Da mia nonna ho imparato a panificare alla favarese, una panificazione sana, genuina e artistica. Ma mai avrei pensato di diventare panificatrice io stessa.

Adesso probabilmente ci vorrà qualche anno ma… chissà, magari questo è un sogno che si avvererà. Oppure solo un altra esperienza, divertente e impegnativa.

Intanto la mia famiglia ringrazia per questo mio nuovo hobby e se la famiglia è contenta… che vuoi di più dalla vita?

Una fetta di pane!

 

 

 

 

 

 

4 commenti »

  1. Fantastico! Buona avventura… Ho cominciato a seguirti virtualmente per la lingua dei segni e …è bello quando una conoscenza, anche virtuale, stravolge la sua vita in meglio così! Ciao…

    Liked by 1 persona

  2. tasti said

    @Eleonora Ingrassia… la lingua dei segni è un amore che non finisce, continuerò come hobby e l’hobby vediamo di trasformarlo in lavoro… in fondo invertendo i fattori il prodotto… chissà!
    Credo che tornerò di nuovo in questo splendido posto che è il mondo dei blogger, mi è mancato, ma era diventato pesante… in effetti ad essere pesante ormai era la mia vita. Bentornata leggerezza!
    E a te complimenti per il tuo “bello scrivere”. E’ un piacere leggerti.

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  3. Forza di volontà, creatività, curiosità, paura, coraggio. Ho letto questo prima, lo leggo adesso.
    In bocca al lupo.
    Jill scott – the fact Is

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  4. tasti said

    @vagoneidiota… lo prendo come un complimento di bentornato. grazie.

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