Dear past me


Non so per quale strada arrivo ai video “dear future me”, giovanissimi che scrivono al loro io futuro e chiedono come va, se poi è riuscito a farcela, se deve ancora raggungere gli obiettivi. La cosa bella, veramente bella è il tono pieno di comprensione, di amore.

Quindi da un lato io, 48 anni, mi faccio scappare la lacrimuccia di commozione per la bellezza dell’innocenza. Non importa quanto male si dica di loro, sono ggggiovani ed innocenti, in ogni caso.

Non faccio parte di chi giudica male il presente, credo piuttosto nel moto circolare della storia, il che giustifica

un poco il mio facile annoiarmi più che dei fatti delle persone

e molto la mia facile insofferenza a certi atteggiamenti da vecchi nostalgici.

I gggiovani sono sempre gggiovani. In tutte le epoche.  E in tutte le epoche gli adulti insozzano o alleggeriscono l’atmosfera in cui essi vivono, essendo il più delle volte i mandanti o gli esecutori materiali della fine dell’innocenza.

E per la serie  “cosa profondissima” abbiamo dato, si può tornare in argomento.

Comunque sul serio: mi annoio facile, è cominciato dopo i 20 anni. Quindi è alla me prima dei 20 anni a cui dovrei delle spiegazioni…

Dear past me,

lascia che ti spieghi e non saltare subito alle conclusioni. Prima ascolta. Adesso ti dirò una cosa di noi che potrebbe lasciarti perplessa… o farti incazzare, più facile che tu t’incazzi in effetti… Sto tergiversando e lo so che sto tergiversando e che questo ti fa innervosire ma, se ricordo bene, per te le parole sono importanti. Almeno su questo non sarai delusa: ho il pieno possesso delle parole. Oddio, so che ti ci vorranno ancora alcuni anni prima che tu maturi la consapevolezza che si possono dire le stesse cose senza per forza scrivere trattati e che sto svicolando in una maniera vile… ok: NO.

Non ti chiedo se ne sei contenta perché è chiaro che non puoi esserne contenta ma no, mi sono impeganta e niente, non ci sono riuscita ma nemmeno lontanamente, non ho cambiato il mondo di una sola virgola.

Spero ti consoli sapere che su qualche persona ho avuto ascendente positivo non ti consola e lo so che non vuoi influenzare nessuno perchè l’individuo deve maturare la consapevolezza coi suoi tempi cazzo ho dimenticato quanto pignola sei.

Mettiamo in chiaro che tu hai 20 anni e io 48.

Di positivo c’è che non ho più le crisi esistenziali e non vesto più di nero. Leggo sempre, sì, no, nessun libro pubblicato, no, non sono una scrittrice non faccio la giornalista non ho la tessera di nessun partito. No.

Cosa faccio allora? bè… io… faccio un corso di panettiera.

Perchè?

Bella domanda. Ma non ho risposta.

La buona notizia è che non sono un alcolizzata. La brutta è che non lo sono perché ho sviluppato un intolleranza subito dopo i 20 anni. Quindi goditi le ultime Ceres.

Sono sempre io? In tutta sincerità? Sì, sono sempre io, il che potrebbe persino spiegare come mai assomiglio sempre di più a Nonna Papera e sempre di meno a Simone de Beauvoir

Sempre amato Nonna Papera noi.

Ho avuto quei tre o quattro lavori che avrei voluto davvero continuare a fare, mi piacevano, ti sarebbero piaciuti un sacco…  ma per 30 anni circa non c’è stato un solo datore di lavoro che non mi abbia sfruttata e sottopagata. Sai a cosa mi riferisco, ci sei già passata con i datori di lavoro che ti pagano con una torta un mese di lavoro… alla fine mi sono stancata di essere quella che ha una gran testa, un gran cuore e nessun diritto sindacale. A casa la nonna (è ancora viva, sì) ha bisogno di assistenza e papà pure (lo so, non preoccuparti, ci sono io con lui) e mamma è sempre la solita donna speciale, per cui… vivamo bene insieme.

Poi è venuta fuori che ci piace un sacco pasticciare in cucina… anche per avere sempre la casa piena di gente… “gente”: sei nipoti! Fantastici, impagabili.

Uomini? Diciamo che le cose sono andate esattamente come sembrava dovessero andare? Diciamolo pure.  Per uno ho quasi perso la testa, poi è svaporato anche lui ed ora sono in congedo. Forse più in là. Molto più in là. Te la ridi? Fai bene.

Sì sto bene, grazie, gentilissima a chiedermelo dopo il sociale, il lavoro, la famiglia e gli uomini. No, figurati, nessun offesa, notavo.

Ma sai che la gente rimpiange gli anni ’80? Davvero. Non so, credo soffrano di smemoratezza e rivisitazione storica. Probabile che molti siano quelli che facevano incazzare così tanto te in quegli anni… yuppi della prima ora, borghesucci, democristiani, berlusconiani ante litteram. Non è che crescendo siano cambiati molto. E Grillo te lo ricordi? Certo, il comico. Rischiamo di averlo a capo del Governo. Pensavi che avessimo toccato il fondo con Berlusconi? E invece.

In realtà è tutto molto uguale ai nostri tempi: se non sei allineata al pensiero dominante non te la passi bene. Due fazioni in lotta oggi come allora, solo che è una situazione abbastanza paradossale: l’opposizione idiota al Governo dei poteri forti. L’opposizione idiota fa sì che ti trovi come ti troveresti se dovessi scegliere tra la Clinton e Trump. O tra D’Alema e Berlusconi, per capirci meglio. Sai che d’Alema è risorto? Punta ancora a guidare il Paese. Certe cose non cambiano mai.  Qualcosa di diverso? Anche i preti possono sposarsi? Loro ancora no, ma i gay sì.

Tra altri 10 anni ci ritroviamo per un altro succo di frutta, vuoi? E non volermene troppo: magari uno di questi giorni un libro lo scrivo.

 


 

 

 

 

 

 

 

2 commenti »

  1. Non sono certa che riuscirei a dirmi granché, e poi alcune parti di me sono ancora quella me là. Sono poche, e dovrei tenerle più strette, perché sei mai mi parlerò un giorno non riuscirò ad aprire bocca talmente quella mi urla addosso… (Sugli scleri siamo uguali)

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  2. tasti said

    @Eleonora… sono sicura che l’io ventenne non la farebbe passare liscia a nessuno. Non si vive portandosi tutto dietro, qualcosa si deve lasciare, qualcosa si perde, qualcosa te lo rubano e a qualcosa devi dare una regolata per sopravviverti! 😉

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