alle sette

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nientedimportante

Poi ritorno…

non sono sparita…

è che sono al mare e non ho internet….

in ogni caso non ho nemmeno tempo…

praticamente quest’anno nemmeno ferie…

lavoro…

lavoro…

lavoro…

lavoro per costruirmi un lavoro

una nuova identità

mi piace quello che ho trovato ad aspettarmi….

c’è da sudare, sì…

ma mi piace quello che faccio…

scopro ogni giorno qualcosa di nuovo…

mi entusiasmo…

una nuova lingua, un nuovo modo di dire, di fare, di pensare…

nuove battaglie e nuovi amici con cui allearsi…

poi ritorno, pèrò, perché questo posto mi manca…

mi mancano gli amici…

soprattutto mi mancano gli amici.

Vi abbraccio.

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.. un poco stanca..

… effettivamente…

lo so, poi verrà il tempo in cui si vorrebbe fare tanto e non si potrà più, quindi meglio far il più possibile adesso…

questo nulla toglie al fatto che sono un poco stanca… fisicamente e mentalmente

nulla stanca di più del precariato…

si sta come foglie… bei tempi quando si stava come foglie…

adesso più come palline dentro un flipper…

corri, sbatti, rimbalza, leccati le ferite, costruisci nuovi sogni, tampona le delusioni, ricostruisci sogni ritampona le delusioni, ama, fortissimamente ama, dimentica, ricorda, impara disimpara e ricomincia da capo..

basta voglio scendere… bello quando basta voglio scendere, adesso appesi ad un tram, gambe che svolazzano, velocità folli, pali contro il muso e tieniti forte che altrimenti scendi sì, ma prima ti sfracelli…

accidenti se ne prendiamo di badilate sulle gengive e nemmeno più le risate di sottofondo, rimpiango la mia vita ad episodi ed ho questa vita a flash, istantanee, un due tre stella, do’ coglio coglio.

l’impressione della fatica di restare e non volere assolutamente andar via.

le cose belle

le cose meno belle

le persone che vorresti incontrare

quelle che hai già incontrato

i momenti che non ritornano e restano preziosi

la vita che scorre e non voler rinunciare a far parte del flusso

passato

futuro

presente

tilt

 

Altra partita

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Secondo giorno

…. e seconda lezione e vorrei adesso, non doveva accadere ed invece è accaduto perché adesso vorrei che divenisse davvero il mio lavoro.

A me lavorare piace, partiamo da questo.

Sono pochi i lavori che ho fatto e che non ho amato… ovviamente ci sono molti lavori che nemmeno c’ho provato… alcuni invece sì, ho stretto i denti ed ho detto “proviamo”. Poi i solito i lavori che intuivo non facevano per me ed effettivamente … non facevano per me.

Quella volta che ho fatto la rappresentante ed ho regalato tutte le mie provvigioni.

Quella volta che dovevo sistemare il fascicolo delle raccomandazioni…

(Tono Fantozzi) Quella volta della ricostruzione della storia degli ammortamenti di una ditta moooolto grossa…

Insomma a me dovete darmi il sociale, il terzo settore, lì dove non c’è niente da guadagnare. Se un lavoro non produce reddito quello è il mio… e poi so accendere sogni, questo lo so fare, lo vedo negli occhi di chi mi guarda, la stessa mia incosciente sicurezza che si espande e contaggia, questo lo so fare…

la ragazziana tira ancora qualche calcio ma  comincia a capire che c’è un filo logico e se l’acchiappi da qualche parte ti ci porta di sicuro…  ci divertiamo, finalmente, adesso possiamo divertirci a scoprire il significato delle parole a giocarci buttarle in aria e vedere dove vanno a finire…

le signore si riaccendono e vorrebbero fossero vere le parole che dico e per me lo sono, lo sono davvero perché ci credo che ognuno di noi fa la differenza e se lavori con piccole vite che si affidono a te… accidenti se fa la differenza se sei preparata e competente o se non te ne può fregare di meno!

In qualunque settore e anche in questo, la competenza, l’amore per il tuo lavoro, la comprensione del tuo ruolo. Di cosa parlo? Avete ragione, vi ho lasciato indietro… adesso l’avventura è l’assistente alla comunicazione, tha-da,  tirocinio e corso, 6 mesi con la ragazzina che no, non avrà il programma differenziato, ci siamo riusciti, i risultati ci sono stati. Piccoli piccoli, nessun miracolo ché quelli sono solo nei film, risultati raggiunti faticosamente e che quasi non si vedono, movimenti talmente impercettibili… solo standoci lì accanto, gomito a gomito, giorno dopo giorno, solo così senti il cambiamento avvenuto.

E insieme… l’inaspettato: io che vado a far la docente, niente di serio e duraturo, sia chiaro, ma per me è… commovente, non saprei dirlo in altro modo, per me è emozionante che qualcuno mi dia ancora una volta una possibilità.

Io di Babbi Natale ne ho incontrati tanti nella vita, credo di poter dire che se del bene ho fatto mi è stato reso, mi è sempre tornato indietro. Ma a parte questo… insegnare, avere la presunzione di avere qualcosa da insegnare a qualcuno… figuratevi se io difetto di presunzione! E mi diverto. Chi dice che il diritto è una noia mortale? Io mi diverto con la legislazione, la prendo, la spoglio, la giro e la mostro alle ragazze per quella che è: il tuo strumento, la colonna vertebrale della vita sociale. Lo scheletro della tua professione. E quando vedo lo sguardo che si accende, il primo, poi il secondo, poi il terzo… mi diverto.

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Addio a facebook

Inutile, ormai l’intolleranza a facebook è diventata cronica, il più delle volte mi irrita ma troppo spesso mi mette tristezza, leggere tra le righe l’altrui disperazione, il senso di vuoto da colmare, la desolazione di vite che potrebbero essere piene e diventano… cosa? Motti, frasi da bigliettini augurali, la sagra della banalità, del non fermiamoci davvero a pensare. E giù ad aderire a mille cause serie tra altre mille amenità, come svilire ogni cosa che si tocca, come far diventare momenti preziosi … banali.

Non lo so, è tutto il contesto, detesto chattare e questo passi, nessuno mi disturba con l’offline fisso, ma anche se non frequento leggo, leggo nella mia bacheca e mi rattristo se qualcuno trascorre la sua vita lì, a urlare, a sussurrare, a scrivere tra le righe che anche oggi è stata una giornata di merda trascorsa su facebook.

E poi rifiutare i contatti ma insomma, gente, se non ci saluteremmo per strada cosa vi fa pensare che diventeremo amiconi su facebook? la rincorsa ai numeri di contatti? ma almeno concorrete per un premio serio e sostanzioso? A chi ce l’ha più grosso?

E il passato che ritorna e non parlo di quelle persone che è stato un piacere ritrovare, va bene, felice di averti rivisto in formato virtuale ma… ma certi altri che se restavano nel passato era meglio… ecco, quelli, quelli che se mi arriva la posta di Maria mi si gela il sangue e faccio il conto di quante persone ho lasciato indietro e spero ci restino indietro… io la busta non la apro, mi spiace, non ho pendenza parentali, solo gente con cui abbiamo condiviso un percorso e mi hanno sminchiato per bene e allora restateci nel  passato ché non c’è più posto per voi nel mio presente.

Disattivare è stato facile, un attimo di smarrimento leggendo che mancherò ai miei amici ma… poi sogghigno e disattivo, quasi un vaffanculo, confesso, la stessa soddisfazione che si prova quando mandi a ‘fanculo qualcuno troppo invadente!

Il blog non è diverso? non lo so, per me sì, qui mi rilasso, non importa chi mi legge, chi non mi legge, se sono cento di più o cento di meno, se ci sono commenti o no, alle volte ho più tempo e mi ci dedico di più, alle volte ho poco tempo e mi ci dedico molto meno. Stacco dalla mia vita reale proprio come quando ci si rifuggia in un diario, il posto segreto dove  può giungere l’eco degli avvenimenti, nel quale si rivisita una giornata, un emozione, un posto in cui ti ritrovi innanzitutto con te stesso e poi, solo poi, con gli altri.

Insomma… troppo casino su facebook, non è il posto in cui voglio stare.

Nel frattempo grave avvenimento su questo blog: ho dovuto censurare due articoli su segnalazione di un amico, pare che avrei potuto passare dei guai per qualche post informativo. Ho accettato il consiglio, ho censurato i post e mi sento per quello che sono: una vigliacca. Essere disoccupata a 40 anni non è una bella posizione per affrontare guai extra. Sto faticando per ricostruirmi una professione, le solite 7 camicie, sono ad un passo e non vorrei fosse… il passo falso.

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Inizio così

sono le… 8:26, ho ricevuto il primo sms di buongiorno alle 7:02, qualcuno che aspetta il mio ritorno, non un uomo (uomini nella mia vita?!) Lasciamo stare.

Alle 7:30 sono già pronta per un giorno di super lavoro. Anche oggi? ebbene sì, anche oggi super lavoro ma a casa almeno la mattina, si rivede una tesi di laurea, la mia decima, è il momento clou, quello dell’ultima sistemata, poi dovrò anche spiegarla al tizio che si è risparmato una fatica immane… non è molto nobile come lavoro ma mi consente di avere qualche soldino.

Ovviamente che io faccia tesi e non sia riuscita a laurearmi è la tortura psicologica che infierisco ai miei non so per vendicarmi di che…

oppure la giusta soluzione ai miei problemi di masochismo (quello per cui  sono stata comunista e ho amato un idiota per metà della mia vita)  

Tanto ci ritento il prossimo anno e sarà, udite udite, la mia quarta iscrizione universitaria. Proprio nel senso di quattro diverse università, in ordine di apparizione: Scienze Politiche,  Lingua e Letteratura Straniera, Filosofia e prossimamente… Formatore Multimediale. Tha-da.

Dopo la tesi c’è il progetto, anche quello per altri… per qualcuno che si è vantato di essere un progettista, per l’esattezza, tipo io che mi vanto di fare paracadutismo o, peggio ancora… una dieta dimagrante! (Più facile il paracadutismo)

Faccia di culo, il problema a rubare o copiare progetti è che se non hai le competenze non puoi realizzarli né farli realizzare. E per quelli che preparo io, mon amour, ne trovi poche persone che sappiano anche solo leggerlo e comprenderlo. Mi vanto? Col tuffolo che mi vanto, parliamo di una vita di studi e competenze tra le più disparate che confluiscono in progetti organici e strutturati.  Mi vanto sì se  ti improvvisi. 

Poi dispense della lezione, quella che ho fatto come docente, legislazione speciale, Legge 104 per l’esattezza e Convenzione ONU sulle disabilità. No, la Legge 104 non è quella dei permessi, è la Legge sull’assistenza e l’integrazione e i diritti delle persone handicappate. Andrebbe modificata solo per l’uso che si fa della parola “handicap”.

Sono nervosa, vero, supergiornatona di studio, contorno di ignoranti che col loro perfetto stile da rappresentante porta a porta passano per gente per bene, da Berlusconi a scendere intendo, ignoranti che fanno filosofia della banalità, ignoranti che mistificano, ingannano, che sparano alla schiena.

E gente anche intelligente che ci casca, ne conosco tanti, colti, preparati ma con un buco nell’anima e qualche tassello in meno nel quadro generale, che non vedono oppure che non vogliono vedere, guidati da quel tipo di egoismo che non sappiamo riconoscere, quello che travestiamo da bisogno.

Stamattina mia madre, parliamo di natura e civiltà, della differenza tra il naturale e il civile, di come l’uomo si differenzi dal resto degli animali per questa sua capacità di autoaddomesticarsi, per la sua invenzione più grande: un codice comportamentale a volte innaturale ma funzionale per l’altro scopo, quello più alto della mera sopravvivenza, lo scopo di evolvere da branco a gruppo sociale.

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In una giornata

Soprattutto faccio cose. Cose che mi piacciono, impegnative così come impegnativo è ricostrure una vita a 40 anni.

La scelta non è stata difficile, restarmene a inseguire la mia carriera professionale, dovunque mi avrebbe portata, o tornare a casa, stare con la mia famiglia, prendermi cura dei miei affetti. Dunque scelta no, non la chiamerei scelta, era già da tempo un desiderio, piuttosto.

Facile non è,  complicato su tutti i fronti, ricominciare da un punto instabile, senza sapere bene verso dove andare, in un contesto che ci vorrebbero lotte e impegno e fatti… ma lotte ed impegno e fatti in questo momento li dedico tutti alla mia piccola vita, che non cambierà nulla per il  mondo se si riavvia o no ma per me qualche differenza la fa…

Giornate piene, lavoro gratis, studio, mi preparo senza pensare troppo a quello che sarà, progetti pochi, precari anche quelli,  un altro scenario professionale ma poi nemmeno troppo distante,  in fondo è come se fossi tornata esattamente allo stesso punto di allora, quando decisi di andar via, stesso settore, una decina di anni in più. 

Senza pensare troppo a quello che sarà perché inutile pensare quando c’è così tanto da fare, da studiare, da imparare, da rielaborare e da inventare perché se non si inventa ogni giorno qualcosa è come aver sprecato tempo, invento una favola, invento un motivo, invento un senso e va bene  così, ritrovo me stessa nella mia terra e mi riconcilio, sorrido rivedendomi ribelle, agitata, sempre in prima linea, sorrido della mia giovinezza e mi perdono per non aver saputo cambiare il mondo.

Mi chiedo se ho avuto la vita che volevo se proprio devo farmi una domanda e la risposta viene dai visi che affollano il mio cuore e dalle esperienze di lavoro, “professionali” ma non voglio dire questo, quello che è stato essere dentro un progetto, insieme ad un gruppo, le cose realizzate, i successi e i pochi, per mia fortuna decisamente pochi, insuccessi.

Va bene così la mia vita perché non ho un obiettivo preciso da raggiungere, come se mi avesse sempre sorpreso il fatto di esistere, di comunicare, di fare, il fatto in sé, questo semplice straordinario fatto di vivere, respirare, amare ed essere amati.

Svegliarsi ed avere millecose che sarebbe bello fare, mille che vorrei aver tempo, mille che appena posso però le farò e altre mille che vanno decisamente fatte, libri da leggere, film da vedere, quadri da dipingere, alberi da piantare, muri da imbiancare, sentieri da esplorare, bimbi da far crescere, sorelle da accompagnare, anziani da ascoltare.

Lei è ancora lì a chiedermi qual è il senso ed io sono ancora qui a chiedemi come sia possibile non vedere il senso, scrostare la vita di tutto il superfluo e vederla muovere, osservarne il percorso lineare, semplice, prevedibile.  Sentire il vento sul viso ma solo se è vento del sud, quello rotondo che accarezza sensuale, respirare l’odore del mare, sapere che questa terra partorisce caini con una frequenza superiore alla media, gente crudele, più araba che europea, gente che uccidere non è peccato e difficile che ci finisci in galera.

Accanto a gente che la mafia non esiste ed è sincera: non la vede, se non sei abbastanza lontano non puoi vedere… ogni giorno la mafia, tentatrice, seducente, crudele e ammaliante, grande il fascino della mafia, delle sue bugie, dei suoi alibi, delle sue giustificazioni.   

Svegliarsi e sapere che c’è troppo da fare e non riuscirai a farne nemmeno la metà, allora stabilisci delle priorità e le priorità cambiano secondo l’età. Addormentarsi sapendo di aver fatto tanto ma che tanto ancora resta da fare.

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Ieri ad Agrigento

nogassificare la valle1

 

E da oggi si firma per dire NO al rigassificatore nella Valle.

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x factorrrrr

sono una fan, confesso…

edessendo tendenzialmente faziosa fanneggiavo per Daniele, mio concittadino…

anche traditrice, però e come non esserlo con the bastard?

Matteo lo possiamo lasciare a Sanremo e non pensarci più? Che ne dite? Persino Morgan continua a chiedersi cosa ha fatto di così malvagio nella vita per averlo come finalista nella sua categoria…

Le brave donne… sulle brave donne poco da dire, Noemi e AmbraMarie mi pare… vero? Se solo Noemi mi avesse cantato una bella canzone di Gabriella Ferri, allora sì, forse…

Mi piacciono i Bastard, che farci ,  hanno voci che son voci e musica che è musica…  

mentre mia madre continua a pensare che Daniele diventerà come Frank Sinatra, magari ha ragione lei…

;-)

… ho dimenticato Jury… dite?

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La sentenza

Queste sono le cose che mi piacciono :-(

 Mettete un articolo da un giornale online locale, tipo il giornale di Vicenza, che vi informa di una sentenza che entra nel merito scientifico di una disputa…

http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/199060/

Mettete che avete un interesse maniacale per quell’argomento e volete leggervi la sentenza …. Impossibile.

Allora andate sul sito della Regione Veneto e trovate  il decreto n° 57 del 23 marzo 2009 che autorizza a resistere in giudizio…

http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/SommarioDecreti.aspx

il dettagli decreto

http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioDecreto.aspx?id=214243

 

Allora  fate un altra ricerca quasi veloce e trovate che la Regione Veneto si è costituita in giudizio nel ricorso di cui quella sentenza… http://89.96.55.13:5656/Odg%20Giunta%20Regionale/44)%20O.d.g.%20numerato%20e%20delibere%20del%2030%20marzo%202009/ordine%20del%20giorno%20numerato.pdf

 

Insomma prendo il BUR e leggo :

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE

n. 57 del 23 marzo 2009

Autorizzazione a resistere in giudizio nel ricorso proposto

avanti il Tar Veneto da GlaxoSmithKline Spa c/

Regione Veneto.

[Affari legali e contenzioso]

Galan

Va bene, adesso so esattamente quanto ne sapevo prima sulla sentenza…

 

Vaccino Hpv, il Tar boccia
la gara gestita dall’Ulss 6

SANITÀ. I giudici accolgono il ricorso della GlaxoSmithKline ed entrano nel merito: sospeso l’appalto vinto dalla parigina Sanofi Pasteur Msd

Fantuz:«Mai successo» La fornitura era regionale Scorte garantite però per la campagna vicentina

·         15/04/2009

·     Vicenza. Niente stop alle vaccinazioni obbligatorie contro il papilloma virus, l’infezione che provoca il 70 per cento dei casi di tumore al collo dell’utero. Tutto resta come prima. Almeno per il momento.
La decisione, con cui il Tar ha accolto il ricorso della GlaxoSmithKline dichiarando nulla per illegittimità la gara regionale che aveva visto la Sanofi Pasteur Msd vincitrice dell’appalto per la fornitura del vaccino anti-cancro, non blocca il programma dell’Ulss 6.
Nei 4 distretti di residenza si continuerà a somministrare gratuitamente il siero alle bambine di 12 anni sulla base del calendario stilato dal responsabile dell’ufficio vaccinazioni Andrea Todescato. La Regione, dopo la sentenza-shock (“non era mai successo – commenta il ds dell’Ulss Eugenio Fantuz – che il Tar entrasse nel merito scientifico”), si è presa qualche giorno di riflessione e poi ha sciolto la riserva. «Ci ha fatto sapere – spiega Todescato – che si potrà andare avanti con il Gardasil della Sanofi. Unico suggerimento: usare prudenza negli acquisti. Niente grandi numeri. Dovremo comprare solo i quantitativi che servono per la campagna in corso».
In effetti la lotta a colpi di carte bollate fra i due giganti farmaceutici – la Sanofi multinazionale parigina che produce il Gardasil e in Europa è l’unica a dedicarsi esclusivamente alla produzione di vaccini, e la GlaxoSmithKline multinazionale con sede italiana a Verona che produce il Cervarix e vanta un fatturato da secondo posto nel mondo – è appena iniziata. Ora, dopo il primo round vinto dalla Gsk, è atteso il ricorso al Consiglio di Stato da parte dei francesi, e lo stesso potrebbe fare la Regione per difendere il proprio provvedimento. La partita, dunque, è ancora tutta da giocare per garantirsi la commessa d’oro. L’anti-Hpv è, infatti, uno dei vaccini più cari in assoluto, e la posta in palio è molto alta. Basti pensare che il Gardasil costa al pubblico 188,15 euro per dose, per cui il ciclo completo delle tre dosi da assumere in 6 mesi viene a costare 564,45 euro, anche se poi l’Ulss è riuscita a spuntare un prezzo di 95 euro e per un ciclo intero paga 285 euro, conto meno salato ma che resta gruzzolo da far gola. Il Cervarix costa, invece, 156,79 euro per dose, 470,37 per un ciclo completo.
Ma non è stato il costo più soft a far pendere dalla parte di Gsk la bilancia dei giudici del Tar, che hanno sconfessato, appunto, nei parametri scientifici, l’appalto bandito – a nome della Regione e sulla base di criteri qualità-prezzo stabiliti da una commissione tecnica veneziana – proprio da Vicenza, come azienda capofila per tutto il Veneto. «E questo – dice Fantuz – ci ha fatto trasecolare, perché normalmente la loro valutazione si limita alla procedure».
Vicenza, comunque, si era messa al riparo da sorprese: «In magazzino – dice ancora il direttore sanitario -abbiamo una scorta di 2 mila dosi. Comprandone altre mille riusciamo a coprire tutte le esigenze. Completeremo il ciclo delle dodicenni che hanno già fatto la prima dose e inizieremo il nuovo.
No, l’annullamento del Tar non ci stravolge nulla».

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Per avere un orgasmo occorre far sesso.

così, en passant, giusto perché ogni tanto mi viene da pestare i piedi a terra e urlare un paio di frasi tipo Mafalda dei tempi migliori..

insomma certe cose non le sopporto, va ben gigi d’alessio e la tatangelo, dopo il divorzio di albano e romina eravamo rimasti orfani di coppie simboli, i tempi cambiano ed oggi abbiamo chi meritiamo…. va ben, così è.

va ben i baci peruggina e tutti quelli che ne hanno tratto una filosofia di vita, va ben, il mondo è bello perché ci sei anche tu..

va ben i corsi di autostima, di valorizzazione, di autonomia, il linguaggio da “mi sento un prodotto vincente e se mi compri fai un affare”, va ben, tollero, un paio di chilometri tra noi e tollero anche che esisti…

ma smielare come un fuco in calore no, ti prego, ci deve pur essere un controllo elettronico del sentimentalpatetico, un vaccino, qualcosa che salvi tutti gli esseri che non sbrodolano davanti alle foto di gattini e non hanno un orgasmo sentendo la più banale delle rime baciate!

Uomini con un cuore ecco… io vi vorrei dire la verità: non ci fate impazzire, non restiamo trasognate a pensare che vi commuovete vedendo un cartone animato, era vero 20 anni fa, l’uomo era rude e puzzone e incontrarne uno sensibile era interessante… adesso mi commuoverei se incontrassi un uomo che non gioca con  la play station e che non compra tutti ma proprio tutti i libri ai primi tre posti della classifica delle vendite per oltre un mese (ma poi li leggiiiii????), ma soprattutto che non deve vedere l’ultimo film di …  altrimenti la sua vita perde di significato!

Ok, sono snob, i miei parameri non  sono quelli in auge, non sbavo per battisti-baglioni-antonacci, detesto le foto dei gattini, detesto gli uomini di 40 anni che se li leggi pensi ne abbiano 16 e che non siano sedicenni particolarmente interessanti e svegli, ma soprattutto detesto i preliminari ad oltranza e a distanza.

Le donne amano i preliminari, vi hanno detto ed era vero, sempre per la realtà storica: gli uomini erano rudi e puzzoni, mica facile che ti dessero piacere.

Adesso che ne dite di smetterla di preliminare e andare, giusto un poco, al sodo? Perché per avere un orgasmo occorre ancora fare del buon sesso, vorrei ve lo ricordaste tra un gattino e l’altro.

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arrestateci tutti

ASSOCIAZIONI CONTRO IL RIGASSIFICATORE: norigassificatore

questo blog non rappresenta una testata giornalistica, non è da considerarsi un prodotto editoriale, legge 62/2001 quindi...

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