Non-rigassifichiamo la Valle (2)

post precedente:
non rigassifichiamo la Valle (1)
in sintesi: ad un chilometro dal confine dell’Area Archologica di Agrigento si vuol fare un rigassificatore.
L’area è patrimonio dell’Umanità dal 1997. Cioè dal 1997 è sotto tutela dell’UNESCO.

…………….

Ne deriva che il parere dell’Unesco sulla costruzione di un rigassificatore a un chilometro di distanza dall’area Archeologica è di notevole interesse.

……………

Non -rigassifichiamo la Valle (2)

Giovanni Puglisi - Unesco

………..

Paragrafi in cui è diviso questo post:

1- La posizione di Puglisi PRIMA

2 - La posizione di Puglisi DOPO

3 - Da Puglisi a Unicredit in una mossa

4 - Da Puglisi a Mediaset in una mossa

5 - Puglisi dillo a Profumo! Petizione per salvare un’altra valle archeologica (della serie: allora è vizio!)

6 - CONCLUSIONI

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1 - PRIMA:

Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO scrive al Presidente della Regione Sicilia Cuffaro

Roma, 27/04/2007

Progetto di realizzazione di un rigassificatore a Porto Empedocle:

A seguito delle notizie recentemente divulgate dalla stampa sull’impianto di rigassificazione che la società Nuove Energie vorrebbe realizzare a Porto Empedocle, delle numerose lamentele pervenute al riguardo alla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, della preoccupazione espressa in merito anche dal Presidente FAI, Giulia Maria Mozzoni Crespi, Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO ha fatto il punto della situazione in una lettera indirizzata al Presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro.

La Regione Sicilia, con i numerosi siti iscritti nella Lista (*) “ha più volte legato il proprio nome a quello dell’UNESCO - scrive Puglisi - evidenziando l’impegno delle autorità siciliane nel fare della cultura uno degli strumenti principali di valorizzazione e promozione del proprio territorio.”

Ma, ha continuato Puglisi, “Mi onoro e mi sento in dovere…di porre alla Tua cortese attenzione l’effetto deturpante che potrebbe avere l’impianto di rigassificazione sull’area archeologica di Agrigento, mettendo a rischio la permanenza del sito nella Lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO e conseguentemente arrecando grave pregiudizio all’attività turistica dell’area.”

(*) la Villa Romana del Casale a Piazza Armerina, il Val di Noto, le Isole Eolie, Siracusa con la necropoli di Pantalica, l’area archeologica di Agrigento

da: lavalledeitepli.net

2 - DOPO:

– Professor Puglisi, lei in una sua lettera al presidente della Regione Salvatore Cuffaro dello scorso aprile lei ha parlato di Valle dei Templi e di rigassificatore…
«È vero, ho inviato quella lettera nella quale ho parlato di buon senso».
– Come stanno le cose? Esiste per davvero il rischio che la Valle dei Templi possa essere cancellata
dai siti patrimonio dell’Unesco?
«I desideri di qualcuno non sempre sono la realtà. Questa storia dell’Unesco che può cancellare o non cancellare i siti dalla lista è ormai un leit motiv. Mi spiego: quando qualcuno vuole o non vuole una cosa, secondo il suo punto di vista, dice che o si fa così o viene cancellata dall’Unesco. E viceversa. Sono dei meccanismi che spesso rispondono ai desideri dei soggetti e non alla realtà».
– Chiariamo: c’è il rischio che la Valle dei Templi possa essere cancellata nel caso in cui dovesse essere costruito il rigassificatore a Porto Empedocle?
«Allo stato attuale dei fatti il rischio è inesistente. Nel caso della Valle dei Templi, grazie a Dio, non c’è nessun problema. C’è come si sa il problema che riguarda il rigassificatore di Porto Empedocle, ma è un problema che dal punto di vista tecnico è già stato esaminato dalle autorità competenti».
– L’Unesco che cosa può fare su una vicenda del genere?
«Vorrei mettere in evidenza un aspetto importante: l’Unesco non ha competenze dirette su questa vicenda. Si muove con le regole e le consulenze dei paesi membri e dunque se è stato dato un permesso al rigassificatore, vuol dire che ci sono competenze istituzionali territoriali che si sono espresse favorevolmente. Poi, e questo è il senso della mia lettera al presidente della Regione, ci sono problemi di buon senso. Non sono un esperto di trasferimento di risorse energetiche da una parte all’altra dei continenti. Che il gas proveniente dall’Africa abbia bisogno di essere trasformato in una struttura a ridosso della Valle dei Templi o possa essere trasformato in un’altra struttura e in un altro posto magari a mille chilometri è un tema che può appassionare.
Io da siciliano e da amante della Valle dei Templi forse avrei preferito che il rigassificatore si costruisse altrove. Ma poi mi vengono a spiegare che si tratta un’operazione che ha una forte valenza di tipo economico per la Sicilia e mi spiegano anche che non c’è un fatto negativo per l’ambiente, senza contare che chi ha la competenza per giudicarlo ha detto che non c’è un impatto negativo, a questo punto, penso che da cittadino posso forse amareggiarmi perché una cosa certamente non bella viene realizzata a margine, e non davanti, ma a margine della Valle dei Templi. E certamente non è una bellissima costruzione. Poi però penso anche che se magari non si fa qui ad Agrigento, dove lo facciamo? Vicino Napoli? Ma vicino Napoli c’è la Costiera Amalfitana. Verranno quelli di Napoli e
verranno a dirci che non è giusto costruire il rigassificatore vicino la Costiera Amalfitana. Il
problema è che l’Italia è tutta un patrimonio dell’Umanità, a prescindere dall’Unesco. È un territorio tutto splendido ma sappiamo anche che non si può ingessare l’Italia. Occorre appunto buon senso, quello che citavo nella mia lettera. Serve rendere compatibile l’innovazione con la tutela del patrimonio. Ma le innovazioni le dobbiamo pure fare».
F.R. da LA SICILIA del 12 dicembre 2007

se capisco quello che leggo il povero Puglisi dice: è un orrore ma hanno detto tutti di sì e io non posso farci niente. Allo stato attuale non c’è motivo di credere che la Valle possa essere cancellata dai siti Unesco.
Essendo che sono in malafede ritengo che cambiando lo stato attuale la posizione dell’Unesco possa cambiare.

Lo so, lo so, sono maligna.

Ciò che conta è che l’esimio Puglisi avrebbe evitato di costruirlo in quanto siciliano ed amante della valle… come presidente della commissione italiana dell’Unesco no, che problema c’è?

e’ una necessità di sviluppo economico, l’Italia è bella tutta, qualcosa la dobbiamo pur sacrificare!

Parola di presidente Unesco.

……

3 e 4 - DA PUGLISI A….

da questo punto in poi divento cattiva, faziosa e di parte, prendete tutto con le dovute cautele.

Non ho nulla contro il sig. Puglisi che, per quanto ne so, non mi è nemmeno parente (facile in Sicilia scoprire parentele con chiunque)…. cosa di cui mi dolgo perché a leggerne il curriculum è un siciliano di cui si può andar fieri

tra le altre attività è Presidente della Fondazione Banco di Sicilia

….. che ha una quota Unicredit….

…. è rettore della Libera Università di Lingue e Comunicazione Iulm di Milano….

…che ha il Consorzio Campus Multimedia In·Formazione con Mediaset “Gruppo Mediaset e Università IULM: un polo di eccellenza per la formazione e la ricerca nel digitale, nei media e nella comunicazione”

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5 - Dillo a Profumo .org

Unicredit e Puglisi però ce li vedo bene insieme:

Prosegue invece la campagna di protesta nei confronti di Unicredit che attraverso la controllata Austria Bank Creditanstalt figura fra i finanziatori - per un totale di 280 milioni di euro - del progetto per la costruzione della diga di Ilisu in Turchia.

Oltre a infrangere diverse disposizioni internazionali e direttive Ue, il progetto della diga fa parte di un progetto più ampio il Guneydogu Anadolu Projesi (Progetto dell’ Anatolia del sud est) che finirebbe per sommergere l’antica località di Hasankeyf e circa 300 siti archeologici di notevole importanza: a causa degli invasi prodotti dalla diga si stima che tra le 35mila e le 70mila persone, in gran parte kurdi, sarebbero costretti ad abbandonare i propri villaggi e le proprie case - denuncia l’associazione Acquasuav promotrice dell’appello online. La diga, inoltre, conferirebbe alla Turchia, attraverso il controllo delle acque del Tigri, uno strumento di ricatto politico nei confronti dei paesi confinanti, in particolare Iraq e Siria. da http://www.unimondo.org/article/view/159286/1/

… qualcuno può dire a Puglisi e a Profumo di lasciare in pace le valli??????
DILLO A PROFUMO. ORG

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6 - CONCLUSIONI

Puglisi…. mmmmhhhh….potrei avere piuttosto il parere di Koichiro Matsuura, Direttore generale dell’Unesco, sul rigassificatore che verrà costruito a margine dell’Area Archeologica di Agrigento…. ?

Non rigassifichiamo la Valle. (1)

Signori… è in arrivo il prossimo tormentone di questo Blog.

Spero mi aiuterete ancora una volta.

Si tratta della Valle dei Templi.

Dal sito dell’UNESCO:

Agrigento è la superba testimonianza dello splendore di una delle più importanti colonie greche d’occidente. L’antica città si estendeva su di una vasta area, ed è oggi conosciuta come Valle dei Templi dal numero degli edifici religiosi che ospita e che documentano la ricchezza e lo sviluppo culturale sino al IV secolo d.C. Con l’incredibile scenario naturale che tuttora la circonda, fu sede dell’attività e fonte di ispirazione per poeti e filosofi come Pindaro ed Empedocle.

Iscrizione: 1997 Criteri: C (i) (ii) (iii) (iv) Giustificazione: Il Comitato ha deciso di inserire l’area sulla base dei criteri (i) (ii) (iii) (iv) ritenendo che Agrigento è stata una delle più grandi città dell’area del Mediterraneo, e si è conservata intatta in condizioni eccezionali. Il complesso dei templi dorici è uno dei principali esempi dell’arte e della cultura greca.

I criteri che vengono citati:

  • (i) rappresentare un capolavoro del genio creativo dell’uomo
  • (ii) aver esercitato un’influenza considerevole in un dato periodo o in un’area culturale determinata, sullo sviluppo dell’architettura, delle arti monumentali, della pianificazione urbana o della creazione di paesaggi
  • (iii) costituire testimonianza unica o quantomeno eccezionale di una civiltà o di una tradizione culturale scomparsa
  • (iv) offrire esempio eminente di un tipo di costruzione o di complesso architettonico o di paesaggio che illustri un periodo significativo della storia umana

Adesso vogliono porre a meno di un chilometro un rigassificatore.

Significa che il Parco Archeologico della Valle dei Templi confinerà con una zona che verrà sottoposta alle direttive Seveso.

Ricordo l’indignazione che si alzò in tutta Italia contro l’abusivismo agrigentino, ricordo le parole che furono spese allora e mi chiedo come mai adesso si stia tacendo, come mai abbia fatto clamorosamente scandalo l’esistenza di case abusive e non faccia scandalo la collocazione a margine dello stesso Parco di una zona col più alto grado di pericolo.

Ovviamente dovrò spiegarvi molte cose per aiutarvi a capire come mai è stata scelta la Valle dei Templi e come mai la cittadinanza è sostanzialmente a favore, dovremo capire insieme quali interessi girano attorno ad un rigassificatore e come mai chiunque avesse espresso forti pareri contro abbia deciso di cambiare opinione e dare la sua benedizione.

Le conseguenze della costruzione del rigassificatore non sono tutte ovvie, ma alcune sì:

ovviamente si è deciso di sacrificare la valle.

ovviamente si è deciso di abbandonare lo sviluppo turistico.

ovviamente si è deciso di implementare la viabilità di mezzi pesanti.

ovviamente si è deciso di diventare polo industriale.

Queste le più ovvie.

Mentre ce ne sono un paio non altrettanto ovvie:

la distruzione delle spiaggie, ad esempio, il litorale verrà completamente trasformato dalla costruzione di una nuova banchina e un braccio di 800 metri, la distruzione dell’attuale assetto faunistico, della flora, anche l’alto impatto ambientale e paesaggistico di una struttura di questo tipo non è cosa ovvia…

Ma la cosa veramente poco ovvia è che alle decisioni prese seguano poi le azioni coerenti alla realizzazione. Garantito che in Sicilia si può anche approvare la realizzazione di un ecomostro di questo tipo e poi non creare le infrastrutture territoriali logiche per il suo funzionamento!

C’è uno sviluppo previsto per l’intera provincia: rigassificatore, termovalorizzatore, inceneritore, fanno capo a interessi diversi ma che si intrecciano, dicono quale è lo sviluppo previsto: un polo di transito di merci e per lo smaltimento dei rifiuti.

Passando dalla Valle.

ah, dimenticavo: la cosa più interessante che scopriremo è come tutti fossero d’accordo per la realizzazione del rigassificatore. Tranne poche ma interessanti eccezioni (laValledeiTempli.net)

Cercherò di andare in ordine cronologico per capire le parole e i perché di chi, avendolo avversato, poi si convinse che fosse cosa buona e giusta: il Presidente della Commissione italiana per l’Unesco in primis, ovviamente.

In Autobus

Salgo sull’autobus prima della mamma che è intralciata dal bambino, ci incontriamo spesso, non solo alla fermata, capita anche in centro perché Verona in realtà è quattro strade e due piazze. Conosco questa mamma e questo splendido monello da quasi tre anni, il piccolo ha esattamente quasi tre anni.

Chiacchere, persino sul tempo, racconti di piccole quotidianità, nessun reportage insomma, solo chiacchere in attesa dell’autobus.

Saliamo sull’autobus, generalmente ognuna cerca il proprio spazio con le esigenze diverse: io vado verso l’autista, come al solito non ci sono posti a sedere e quasi nemmeno in piedi, la signora col suo bimbo qualche volta ottiene un posto, ma raramente, sta quasi sempre in fondo.

Questa volta l’autobus è troppo pieno per andare oltre la pedana d’ingresso, io avanti, lei dietro, il monello sempre sorridente tra le sue braccia.

Di buono c’è che per riflesso atavico si scansano in molti, si inclinano proprio verso la direzione opposta alla nostra, così respiriamo meglio. Una ragazza molto normale, nessun eccesso da nessuna parte, un pò come me insomma, anonima figura in anonima massa, gentilmente comincia a mandare segnali in codice al mio indirizzo.

Tardo a comprendere, la ragazza insiste a segnalare, le faccio cenno di messaggio ricevuto e di star serena, ma non si rasserena e avvia un corto passaparola, mi arrivano le parole dalla faccia imperturpabile dell’interposta persona: attenzione alla borsa.

“E’ mia amica .”

Mi volto, faccio le linguacce al monello che al solito apre il suo sorriso che apre il mondo, la signora mostra di non aver capito ma se anche avesse capito… a noi non ce ne frega proprio niente.

(a forza di essere vento)
Khorakhanè: tribù rom di provenienza serbo-montenegrina

Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento

porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
un diamante nascosto nel pane

per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare
Il cuore rallenta e la testa cammina
in un buio di giostre in disuso

qualche rom si è fermato italiano
come un rame a imbrunire su un muro
saper leggere il libro del mondo
con parole cangianti e nessuna scrittura

nei sentieri costretti in un palmo di mano
i segreti che fanno paura
finché un uomo ti incontra e non si riconosce
e ogni terra si accende e si arrende la pace

i figli cadevano dal calendario
Yugoslavia Polonia Ungheria
i soldati prendevano tutti
e tutti buttavano via

e poi Mirka a San Giorgio di maggio
tra le fiamme dei fiori a ridere a bere
e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi
e dagli occhi cadere

ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare

e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e sfortuna
allo specchio di questa kampina
ai miei occhi limpidi come un addio

lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio

Cvava sero po tute
i kerava
jek sano ot mori
i taha jek jak kon kasta

Poserò la testa sulla tua spalla
e farò
un sogno di mare
e domani un fuoco di legna

vasu ti baro nebo
avi ker
kon ovla so mutavia
kon ovla

perché l’aria azzurra
diventi casa
chi sarà a raccontare
chi sarà

ovla kon ascovi
me gava palan ladi
me gava
palan bura ot croiuti

sarà chi rimane
io seguirò questo migrare
seguirò
questa corrente di ali

Pubblicato in: on Maggio 6, 2008 at 10:28 am Commenti (7)

Nicola.

Pubblicato in: on Maggio 5, 2008 at 7:01 pm Commenti (4)

Gomorra - R. Saviano

Ho finito.

Lo chiudo.

Lo poggio sul comodino.

Spengo la luce.

Non riesco a dormire.

Ne parlerò.

Dopo.

Per il momento fa male.

Come un colpo di pistola in pieno viso…

no, come le parole di sempre.

Perché ci sono cresciuta.

Perché ho occhi.

Orecchie.

Pensieri.

Testa.

E anche coraggio.

O incoscienza.

E fa male.

Rileggersi.

Leggere la ferocia.

La disperazione.

I traffici globalizzati

della stessa

solita

vecchia

criminalità.

Fa male.

leggere delle vite svendute.

Merce.

Quando va bene.

Meno che merce

il più delle volte.

Disperato

Disperante Saviano.

Restano le perole.

Solo le parole.

Pericolose parole.

E’ ancora necessario dire.

E’ ancora la mia scelta.

Un’altra volta

dire.

Perché ci siamo tutti dentro,

e tutti abbiamo

pensieri

orecchie

testa.

Insegnare a guardare

attraverso occhi che vedono.

Far male ad altri.

Perché sappiano.

Perché imparino ad usare le parole. 

Gomorra

Roberto Saviano.

Pubblicato in: on Maggio 1, 2008 at 7:37 pm Commenti (8)

BBBBBlog

Accidenti!

Forse si può analizzare il motivo per il quale migliaia di persone hanno spostato e/o integrato la comunicazione dal reale al virtuale, si troveranno motivi di ogni tipo, dal più alto grado di solitudine al più alto grado di socializzazione. Non importa, lasciamolo agli analisti.

Quello che so è che ho incontrato amici ed ogni giorno ho emozioni diverse da ogni singolo blog.

Va bene: è solo per dire che devo aggiornare la blogroll, datemi tempo ché è un lavoro!

New entry: Gabrybabbele, Cartastraccia, FarfallaLeggera, colpevole di questo post, tra le altre cose… BigBruno, grande, grande Bruno… Graziano il versatile con un occhio colto al fantasy… IrishCofee  con il suo blog che effettivamente una tazza di caffé e due chiacchere interessanti… Absolut-design, il mio fidanzato virtuale a cui spedisco rose virtuali (… non sapevi di essere il mio fidanzato virtuale? ora ne sei informato, regolati)

Poi ci sono le perle. Le perle sono ggiovani che magari ce ne fossero! Fascinating Rh_ythM, Ani-Sama, Nadia,

Dimentico qualcuno, ne sono certa, ma questi sono in attesa di certo inserimento in blogroll.  

Buon 1maggio a tutti: lavoratori, precari e disoccupati!

 

 precari

Pubblicato in: on Aprile 30, 2008 at 11:41 am Commenti (13)

della liberazione

festa dell\'indignazione Verona 2008Probabilmente chi legge questo blog mi è affine, quindi inutile star a dirci dei diritti negati, del razzismo, della dignità delle persone indipendentemente da colore, sesso, religione e quant’altro.

Un bagno di realtà in cui difficilmente ci si immerge, questa la sensazione dentro al corteo, una realtà soffocata, negata, come essere proiettata in una apartheid di casa nostra, come sentirsi in un altro tempo, in un film.

Mi è capitata spesso a Verona, il primo anno, quando ho scoperto la realtà del mondo operaio, quel mondo che secondo gli intellettuali non esiste più… ridicole analisi o piuttosto il solito tentativo di alterare l’informazione: negare l’esistenza, negare l’esistenza è uno dei crimini maggiori che vengono sistematicamente perpetrati nella nostra civilissima Italia…

Leggo Gomorra di Saviano, dalla mezzanotte alle due di notte, orario insolito ma è uno dei libri più difficili che mi siano mai capitati tra le mani, ad ogni pagina devi ridisegnare la realtà, uno sforzo di assimilazione, di immaginazione, fa male come pochi libri ed è disperante, assolutamente disperante.

Riflessioni slegate.

Mettere tutto insieme è difficile solo in apparenza perché dicono tutte la stessa cosa: veniamo trattati da deficienti. I giornali, i telegiornali, i politici, gli analisti, i tuttologi… nessuno ci dice del mondo che viviamo, sono tutti tesi a costruire menzogne, menzogne e solo ed ancora menzogne.

Anche ad essere costantemente attenti ed informati non si riesce ad avere la visione esatta della realtà.

Occorrono voci coraggiose, mai come in questi anni occorre avere coraggio e fare scelte difficili, mettere in gioco tutta la propria vita, aprire gli occhi e cercare di vedere davvero dove siamo e da chi siamo usati come carne da macello.

Disperante, questa la sensazione, che non si possa più intervenire, che si sia andati oltre, che nessuno possa far nulla se non chiudersi dentro la propria esistenza e fingere, fingere che sia la migliore possibile.

Mi sono chiesta perché solo pochi sembrano leggere la realtà per quella che è, non ho risposte, so invece i meccanismi del “non mi riguarda” “lo fanno tutti” “devo sopravvivere”. I compromessi li ho accettati anch’io, capisco il compromesso, capisco che il confine è soggettivo, che ciascuno di noi ha bisogni ed egoismi. E scivoliamo con tutte le nostre giustificazioni negli ingranaggi di chi ci manovra, di chi ha il potere di far lievitare i bisogni e gli egoismi.

Conosco le difficoltà di chi spende parte di sé per la costruzione di una realtà più vivibile, il dover convivere costantemente con la propria idiozia conclamata, con la consapevolezza di essere quasi invidiati per il coraggio… quasi… e indicati ad esempio negativo per i propri figli, “non vorrai far la fine di…”, “cosa ci hai guadagnato?” In genere nulla, si perde, si perde quasi tutto eccetto la stima in se stessi ed è poca cosa, non ci prepari un pranzo, non ci paghi un affitto.

Ma da un anno a questa parte ho una consapevolezza diversa: sono questi idioti a migliorare il mondo, sono queste vite sprecate ad inseguire gli ideali, senza mai riconoscimenti, senza mai soddisfazioni. Consapevolezza che tutto ci riguarda da vicino, anche i problemi che ci appaiono più distanti sono invece dentro le nostre giornate, dentro le nostre decisioni, nella scelta delle amicizie, del tipo di lavoro, del compagno di vita.

Ogni singola azione di ogni singola giornata incide sulla vita di qualcun altro, può sembrare banale ma per me è una specie di rivelazione, niente è per qualcun altro, tutto quello che faccio lo faccio per me. Sono migrante, non ero a manifestare solidarietà a nessuno, sono perte di quelle persone che volentieri si farebbero rimandare a casa se solo la finissero di tenere in sottosviluppo quella casa. Nessuno lascia casa propria a cuor leggero, la propria terra, i propri affetti, la propria storia, le proprie radici, “mandateci a casa” avrei voluto urlare, se non ci volete siamo d’accordo, nemmeno noi vorremmo star qui, mandateci a casa, vi prego… smettete di sfruttare i due terzi del mondo per il vostro vuoto benessere, smettete di calpestarci, smettete di allearvi con i regimi militari legali ed illegali. Lasciateci vivere a casa nostra. Ma dal corteo un unica parola “Libertà!”. “Libertà!”. Italia 2008. Apartheid.

Impossibile, ormai siamo stati sfrattati, bastonati, umiliati e come pezzenti veniamo ad elemosinare lavoro e dignità. Siamo coraggiosi, siamo pronti a dimenticare il dolore che quotidianamente ci attenaglia, siamo pronti a ricominciare, a tentare di avere una vita qualunque, un qualunque futuro per i nostri figli e invece… invece siamo scacciati, sempre e sempre e sempre cittadini di serie B. Siamo.

Disperante. E così penso che quando si raggiunge la disperazione ci sono solo due strade: soccombere o ribellarsi. Diventare pazzi per il senso comune, la pazzia di chi non ha più nulla da perdere, di chi puoi solo togliergli la vita e finalmente gli avrai preso tutto, è la scelta di Saviano, quella di usare le parole per combattere i burattinai, di chi sa che ci sono rimaste solo le parole, nient’altro, solo l’ultimo stupido tentativo di raccontare la realtà a chi non vuole conoscerla, a chi non vuole guardare, a chi “non mi riguarda”.

Pubblicato in: on Aprile 29, 2008 at 11:13 am Commenti (8)

di tutto un po’

  • No, lo so, c’è il 25 aprile, sarò in Piazza con i migranti, Verona ore 15.00, Porta Nuova, per la Festa della Liberazione e dell’Indignazione che a Verona… sale, sale, sale. No, non è che aderisco per solidarietà: io sono migrante.
  • Orlando, film, dal romanzo di V. Woolf, rivisto ieri sera con le conqui. Il romanzo l’ho letto troppo tempo fa (vi ho detto che sono in quella fase della vita identificata com “il ripasso”? Mi devo ri-leggere metà della roba che ho letto, quella dall’infanzia all’adolescenza, almeno quelli di quella fascia che poi non ho ri-letto) Ero preoccupata perché Orlando è un film di quelli che li hanno fatti per me, mio, lo cedo volentieri a chiunque lo desideri in compartecipazione ma ricordarsi che è mio…
  • Ah, l’angelo è Jimmy Somerville, Bronski Beat, volevo dirlo… ma sono consapevolmente una smemorata e dire Bronski Beat a ricordo… a ricordo toppo 9 volte su 10.
  • Affittasi stanza all’isola che non c’è. In particolare la mia, che diventerà di qualcun altro, altra cosa che mi infastidisce. Devo comprare una macchinetta radiocomandata per fare il test d’ingresso, se non si sa usare una macchinetta radiocomandata non si può avere la mia stanza. Non contrattabile.
  • Va bene, no, sul serio, va bene, se guardo dietro vedo un anno che è capitato di tutto, di tutto in bene, di tutto in male, doveva esserci una congiunzione astrale mica da niente… adesso i miei due oroscopi mi consigliano entrambi di riammodernarmi… Brezsny la sa lunga… sa che farò sempre resistenze all’ammodernamento, io sono solo per l’innovazione.
  • Deciso il look per l’estate 2008: “tendenzialmente” vestirò paillettes e zeppe, tutto decisamente molto molto vistoso, dai colori molto molto appariscenti … perché non ho nessuna intenzione di passare inosservata, non intendo mimetizzarmi. Un look raffinato? Scordatevelo.
Pubblicato in: on Aprile 24, 2008 at 1:31 pm Commenti (12)

29 maggio

Va bene, fatto: prenotato.

un aereo in volo sullo sfondo di un tramonto

ma se sperate che dica come mi sento vi sbagliate, niente da fare.

In compenso per questa immagine c’è una piccola storia: l’ho cercata su google, aereo, niente di particolarmente fantasioso, l’ho selezionata perché la didascalia diceva “ecco che incontro l’anima”. Apro nella pagina originale e arrivo ad un blog, scorro apatica, poi leggo:

Non capirsi è terribile
non capirsi e abbracciarsi,
ma benchè sembri strano,
è altrettanto terribile
capirsi totalmente.

In un modo o nell’altro ci feriamo.
Ed io, precocemente illuminato,
la tenera tua Anima non voglio
mortificare con l’incomprensione,
ne’ con la comprensione uccidere. (E.E.)

Evtusenko, il mio Poeta, il Poeta che non ho visto perchè c’era una serata con due donne importanti che hanno avuto la precedenza sul Poeta, com’è giusto, che resti pure libro, pagina, parole, emozioni, ricordi, odori perché c’erano due donne e del jazz quella sera per me.

Pubblicato in: on Aprile 23, 2008 at 10:27 am Commenti (13)
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Obama

Avvertenze:

questo post contiene delle controindicazioni e può indurre effetti indesiderati anche gravi.

Non ho nemmeno una linea di febbre, sono assolutamente senza alibi, quello che leggerete è proprio frutto dei miei cervellotici ragionamenti.

Obama.

E’ che devo capirle le cose, altrimenti mi sento male.

Per capire Obama occorre necessariamente guardare in modo diverso all’America, alla globalizzazione, non si possono applicare gli schemi classici perché Obama, in apparenza, non è una manifestazione classica dell’America, Obama è una rivoluzione persino per l’America.

Si tratta di un americano di prima generazione, un mezzo ma puro keniota. Un africano piuttosto che un afroamericano figlio di storie di catene e guerre di seccessione.

Obama è la storia degli africani rimasti in Africa. Partiti dall’Africa come liberi cittadini del mondo, che nel mondo occidentale andavano a cercare gli strumenti per sviluppare il loro Paese d’origine.

Obama è quanto di meno americano sia mai arrivato vicino alla Presidenza degli stati uniti d’America.

Walter può essere assimilato ai Clinton, ha vicinanze politiche con i Clinton, c’entra davvero poco con IL FENOMENO Obama, perchè Obama è prima di ogni altra cosa questo: un fenomeno.

Si, sono entrambi democratici, epperò hanno quella distanza l’uno dall’altro che si dovrebbe scomodare il gran Kanyon per far un paragone!

Hillary è sostenuta dalle multinazionali, Obama vuole fare il culo alle multinazionali.

Obama ha in mente una cosuccia che se passasse anche solo come principio guida cambierebbe il mondo: vuol sviluppare l’Africa. Presente? Basta con il sostegno militare alle dittature africane e vai con lo sviluppo… lo capisci, Walter, di cosa si sta parlando? Spostare l’asse dal nord Europa al Mediterraneo, perché se sviluppi l’Africa i coglio*i li rompi soprattutto all’Europa.

Hai chiaro il concetto?

Lo so, lo so Mariottola che sei pronta a segarmi le gambe per quest’analisi facilona e anche delirante, ma è uno sforzo per capire cosa accade, perchè qualcosa sta accadendo mentre ci raccontano le favole.

Anche i fenomeni hanno il loro perché, che Obama sia caduto dal cielo non me la bevo, ci sono sempre i segnali che aprono le strade, ci sono sempre le spinte, i consensi, e Obama ha un senso profondissimo se guardiamo alle spinte più importanti dell’intera economia mondiale.

Obama è arrivato, in realtà, nella politica americana troppo al momento giusto, gli Stati Uniti possono continuare a affondare o fare una mossa d’azzardo, molto gattopardesca, per poter riconquistare un ruolo importante e determinante.

Il nostro scenario: Walter è eurepeista, insieme a Prodi, Silvio non ne parliamo, come il suo amico Bush: vecchio ordine mondiale e con un po’ di cattive meniere si ottiene tutto. Walter e Prodi puntano all’Europa, persino a costo di sacrificare l’Italia, hanno già in mente che l’Italia sarà regione, non Stato, lo Stato è l’Europa. E il potere sarà l’Europa, non Roma. Che può essere serenamente regalata a Berlusconi, tanto a chi cazz* interessa più niente dell’Italia? L’Italia, ma sempre e solo nei miei deliri, per la politica del centro sinistra dovrebbe fare la fine del sud del mondo, con un nord est eccellente e monnizza per tutti gli altri! Per il centro destra dovrebbe diventare leader tra gli Stati dell’Est. (E pensate che sono astemia!)

Oh, il sistema monetario non permette… ma figurati se se ne frega nessuno se il sistema monetario non permette, si faranno gli aggiustamenti del caso, se dovesse essere necessario i sistemi si cambiano.

Il punto è che è una guerra a tre, questa volta: Obama sta già duellando per contrastare la Cina, mentre Walter e Berlusconi ragionano su chi ce l’ha più duro e più nuovo. Con entrambi l’Italia fa una fine che meglio iniziare a piangere da subito. Con Obama no. MA c’e’ un MA grande quanto un IMPERO.

Silvio è un mafioso, non preoccupatevi di una dittatura fascista, è in arrivo uno Stato di mafia.

… in cui la ‘ndrangheta sta battendo la mafia. La ‘ndrangheta moderna, liquida, che gestisce i settori chiave: armi, droghe, esseri umani. La mafia può appendere la lupara al chiodo, fine di un era.

A me che la mafia sia sostituita dalla ‘ndranghta mi suona nello stesso modo in cui mi suona Obama, capisco che c’è altro e che non lo vediamo, siamo troppo vicini, sono cose che verranno colte tra un decennio.

Ma se proseguo il delirio su un Africa che si sviluppa economicamente, che diventa terra di scontro economico tra Cina e Stati Uniti, se il bacino del Mediterraneo è destinato per volontà statunitense a diventare centro di scambi commerciali internazionali… forse la mafia non può più continuare ad essere padrona incontrastata. Adesso occorrono le lobby. Lo sviluppo delle coste e delle infrastrutture.

Lo so, non ho messo tutti i tasselli al loro posto, ma comincio a credere che Obama verrà eletto davvero e che il mondo come lo conosciamo non esisterà più, si può fare, in Italia si è fatto. E su questo forse Walter aveva ragione, lo ha fatto, Walter ha distrutto consapevolmente la sinistra italiana, non è stato un errore, un imprevisto, ma una volontà precisa e determinata.

Perché?

A chi serve che la sinistra diventi forza extraparlamentare?

A chi serve una stagione di tensione sociale programmata e controllata?

Se vincesse Obama che effetti avrebbe su un Italia berlusconiana e ‘ndrangherista?

Non ho tutte le risposte e quelle che trovo sono ovviamente tentativi di capire cosa ci stanno disegnando attorno.

Certo è che se Obama fosse la risposta Americana al potere cinese sarebbe niente di più che la difesa di un Impero e lo sviluppo dell’Africa sarebbe niente di più di un mezzo, non il fine. Non sarebbe nobile, ma a molti di noi comunque parrebbe un compromesso accettabile la mancanza di nobiltà di intenti per la soluzione di un problema che, ad oggi, nessuno ha mai voluto risolvere.

Pubblicato in: on Aprile 22, 2008 at 11:27 am Commenti (4)
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