La vera devozione: è una via facile


Ad Iesum per Mariam

piediconcatenaIl desiderio di vivere la perfetta devozione a Maria mediante la consacrazione a Cristo per le sue mani, incanala tutta la vita verso un unico obiettivo: l’unione in Cristo. Chi fa questa scelta, ci ricorda Montfort, si trova a camminare con Maria sulla strada che unisce Dio e l’umanità: Cristo, via verità e vita. Sulla base della sua esperienza personale Luigi Maria presenta la “via mariana” innanzitutto come “via facile”.

Lo è prima perché «è una via che Gesù Cristo ha aperto venendo a noi e sulla quale non c’è alcun ostacolo per giungere a lui» (VD 152). Non è da costruire, non è da inventare. Ci è già stata tracciata da Gesù e Lui per primo l’ha percorsa.

Facile, poi, non significa che non esiga sforzo e impegno da parte nostra e non presenti ostacoli anche grandi. Non è una corsia preferenziale che evita le fatiche del procedere…

View original post 654 altre parole

Lascia un commento

Eucarestia


Vieni Gesù

Incontra in me la tua dolce madre

Custodita nelle stanze del mio cuore

Per poter offrirla a te

Ed essere tempio del vostro amore

Vieni Gesù

Abita in me la tua dolce madre

Silenziosa nei giorni del mio stupore

Quando mi scoprivo fonte del vostro amore

Dolce Madre nel mio volto e nelle mie parole

Siano le orme del tuo amore

Dolce Madre nel mio corpo e nelle mie ferite

Un tempio al Cristo costruite.

Vieni Gesù

Che sia io a volar via

Mentre in me danzi con la dolce madre mia

Lascia un commento

Consacrazione


Lascia un commento

S. Paolo Miki


Ho scoperto l’ufficio delle letture.

Lo so che per gli addetti è quasi scandaloso che io lo scopra a 50 anni e che per i non addetti è sconfortante il mio entusiasmo….

In cui “addetti” sono religiosi praticanti ed osservanti e “non addetti” gli altri, cattolici della domenica come me. Sino ad un anno fa. Ma é un’altra storia…

La storia fi oggi invece è quella di S. Paolo Miki e compagni….

“Piantate le croci, fu meraviglioso vedere in tutti quella fortezza alla quale li esortava sia Padre Pasio, sia Padre Rodriguez. Il Padre commissario si mantenne sempre in piedi, quasi senza muoversi, con gli occhi rivolti al cielo. Fratel Martino cantava alcuni salmi per ringraziare la bontà divina, aggiungendo il versetto: «Mi affido alle tue mani» (Sal 30,6). Anche Fratel Francesco Blanco rendeva grazie a Dio ad alta voce. Fratel Gonsalvo a voce altissima recitava il Padre nostro e l’Ave Maria.
    Il nostro fratello Paolo Miki, vedendosi innalzato sul pulpito più onorifico che mai avesse avuto, per prima cosa dichiarò ai presenti di essere giapponese e di appartenere alla Compagnia di Gesù, di morire per aver annunziato il Vangelo e di ringraziare Dio per un beneficio così prezioso. Quindi soggiunse: «Giunto a questo istante, penso che nessuno tra voi creda che voglia tacere la verità. Dichiaro pertanto a voi che non c’è altra via di salvezza, se non quella seguita dai cristiani. Poiché questa mi insegna a perdonare ai nemici e a tutti quelli che mi hanno offeso, io volentieri perdono all’imperatore e a tutti i responsabili della mia morte, e li prego di volersi istruire intorno al battesimo cristiano».
    Si rivolse quindi ai compagni, giunti ormai all’estrema battaglia, e cominciò a dir loro parole di incoraggiamento.
    Sui volti di tutti appariva una certa letizia, ma in Ludovico era particolare. A lui gridava un altro cristiano che presto sarebbe stato in paradiso, ed egli, con gesti pieni di gioia, delle dita e di tutto il corpo, attirò su di sé gli sguardi di tutti gli spettatori.
    Antonio, che stava di fianco a Ludovico, con gli occhi fissi al cielo, dopo aver invocato il santissimo nome di Gesù e di Maria, intonò il salmo Laudate, pueri, Dominum, che aveva imparato a Nagasaki durante l’istruzione catechistica; in essa infatti vengono insegnati ai fanciulli alcuni salmi a questo scopo.
    Altri infine ripetevano: «Gesù! Maria!», con volto sereno. Alcuni esortavano anche i circostanti ad una degna vita cristiana; con questi e altri gesti simili dimostravano la loro prontezza di fronte alla morte.
    Allora quattro carnefici cominciarono ad estrarre dal fodero le spade in uso presso i giapponesi. Alla loro orribile vista tutti i fedeli gridarono: «Gesù! Maria!» e, quel che è più, seguì un compassionevole lamento di più persone, che salì fino al cielo. I loro carnefici con un primo e un secondo colpo, in brevissimo tempo, li uccisero.”

Dalla «Storia del martirio dei santi Paolo Miki e compagni» scritta da un autore contemporaneo
(Cap. 14,109-110; Acta Sanctorum Febr. 1,769) Sarete miei testimoni

Lascia un commento

Inchiodati carne e spirito


“Ho visto infatti che siete fondati su una fede incrollabile, come se foste inchiodati, carne e spirito, alla croce del Signore Gesù Cristo, e che siete pieni di carità nel sangue di Cristo.” *

Conosco una sola persona che riesco a vedere così, inchiodato dalla fede, innamorato sempre di Gesù, non del “suo” Gesù ma di Gesù figlio di Dio, venuto per la nostra salvezza e rimasto con noi per rimanere con noi fino alla fine dei giorni.

Inchiodato alla croce del suo amore, dell’amore che lo porta ad alzarsi ogni singolo giorno, ad amare ogni singolo individuo che incontra. Creatura di Dio. Figlio, sorella, fratello in Cristo.

Pieno di carità nel sangue di Cristo.

Ci sono persone così, sacerdoti, consacrati, laici; ci sono persone che portano Gesù sul volto, nelle opere, nelle parole. Si riconoscono perché sono in confidenza con Gesù, che non è presenza dentro una chiesa o nelle domeniche o nelle feste comandate… no, lo portano sempre vicino, presente in ogni singolo respiro.

Incontrarle è dono di Dio.

Incontrarle è ascoltare il canto di Dio.

Incontrarle è sperimentare l’amore di Dio.

*Dalla «Lettera ai cristiani di Smirne» di sant’Ignazio di Antiochia, vescovo e martire

Lascia un commento

Benedetto blog


Giornata importante, rossori superati e presentazioni fatte.

Rossori…. ho perseguito con insolita costanza il tornare a sapermi vergognare. Dare peso all’altrui giudizio su di me. Farne persino tesoro.

A pensarci bene quante implicazioni adesso in questo semplice moto del cuore! Perché. .. che altro è, il rossore, se non un movimento autonomo del cuore?

E tornare al bivio incontrato tanti anni fa, sedersi a guardare chiedendosi come sia stato possibile lasciarsi sedurre così da Lucignolo, seguire Mangiafuoco, diventare tronfio pagliaccio. Dimenticare chi ti amava. Asciugare qualche lacrima mentre si riprende il cammino.

Quanta fatica costa spogliarsi, mostrare le proprie debolezze, le brutture che sempre cerchiamo di camuffare, che imbellettiamo malamente per farne poi mostra spavalda.

Quanta strada fatta, quanta da fare per tornare a casa.

Lascia un commento

Legami o Maria


Legami, o Maria,

con i lacci del tuo amore a Gesù;

perché non accada di nuovo

che il mio cuore lo dimentichi,

che i miei occhi ritornino ciechi,

le mie mani vuote,

tese a scansare il nulla.

Legami, o Maria,

con le catene del tuo cuore a Gesù;

perché  non accada di nuovo

ch’io mi ritrovi sola

nelle giornate fredde e solitarie,

che le sue parole trovino

le mie orecchie distratte

e la mia mente ottusa.

Legami, o Maria,

con la forza del tuo silenzio a Gesù,

perché non accada di nuovo

che le mie labbra e la mia bocca

non proclamino la sua lode,

che le mie labbra e la mia bocca

non dichiarino il mio amore.

Comments (1)

Older Posts »
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: