I due Papi


Mentre attendo l’uscita in Italia del film

Rifletto sulla grazia di vivere questa compresenza di ben due Papi.

Uno finissimo teologo che solo chi ha visto dal vivo può testimoniare di quanta dolcezza e tenerezza sia portatore.

L’altro social, tanto semplice quanto… astuto? La sa lunga il Papa col nome del fraticello di Assisi, fraticello che fondò un’ordine, fu al limite dell’eresia, sovversivo e esempio di peuperismo, non solo il poverello d’Assisi ma l’ambasciatore presso il Sultano.

Grazia ricevuta poter vivere sotto il manto di un Papa emerito e il Papa degli ultimi, solo a sguardi disattenti distanti l’uno dall’altro perché, a ben guardare, sono l’uno il completamento dell’altro. A merito dello Spirito Santo che ancora una volta ha saputo far bene il Suo lavoro!

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I miracoli accadono


… e poi li chiamiamo “fortuna”

Invece sono veri miracoli, li riconosci dal carattere dell’impossibilità e l’inatteso, sono avvenimenti che fanno cambiare il corso della tua storia e ridanno la Speranza e l’arcobaleno.

Così, almeno per il momento, non si chiude! Il Panificio S. Teresa del Bambino Gesù ha ritrovato slancio e linfa, in questo mese che inizia proprio con la memoria di S. Teresa (1 ottobre) e si conclude con S. Giuda Taddeo (28 ottobre).

Il mio rapporto con i Santi cresce di giorno in giorno, è uno degli aspetti spesso trascurati nella nostra religione, li chiamiamo in soccorso solo in caso di necessità estrema e per il resto della vita sono solo onomastici. Invece di essere esempi a cui ispirarsi.

Ho preso l’abitudine di leggere la vita del Santo del giorno perché ogni giorno compilo un’almanacco, l’almanacco di S. Teresa per l’appunto, una lavagnetta che espongo fuori dal locale e che è diventata, nel suo piccolo , un’appuntamento quotidiano per due/tre passanti.

Leggere le agiografie edifica ma, almeno per me, porta a quella “familiarità coi Santi” di cui avevo letto senza comprenderne il significato.

Familiarità coi Santi. Significa sentirli vicini, indagare le loro vite per conoscerli, per seguirne i moti, le vicende, gli insegnamenti e applicare il tutto alla propria vita. Così diventano amici, non più Santi in Paradiso o Santini nel portafoglio ma presenze attive, che sempre suscitano stupore per l’amore che hanno manifestato in vita.

Intercedono per noi, i Santi. Non smettono di operare una volta cessata la vita terrena, continuano in Cielo ciò che hanno iniziato in terra. E intercedono per noi. Regalandoci miracoli che difficilmente riconosciamo, dimentichi come siamo che esiste il Cielo e che Dio non è un personaggio della Marvel.

Il Panificio S. Teresa del Bambino Gesù è testimonianza viva e concreta che i miracoli accadono e almeno per qualche mese si va avanti. Per il più in là si continua a pregare per l’intercessione dei Santi.

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Sono parole che si dicono


Parole che si dicono

”L’etimologia delle parole mi ha sempre affascinato e trovo che ci sia una grande spiegazione d’esistenza nello scavare in una lingua come quella italiana. Ho accolto con molta gioia di partecipare a questa giornata in un festival che ha come slogan ‘Le parole valgono’. Le parole valgono moltissimo, possono essere pietre, ma anche pane di cui nutrirsi”.

Lecco_Vinicio_Capossela_Festival_lingua_-_2 Vinicio Capossela al Festival della lingua italiana – Lecco 4 – 6 ottobre 2019

Così ha detto Vinicio Capossela, lo scorso 5 ottobre, nel corso del suo intervento alla prima edizione del Festival della lingua italiana promosso da Treccani e dal Comune di Lecco.

La prima e più immediata considerazione, squisitamente personale, riguarda il fatto che adoro quest’uomo, e il suo dire mi dá conferma del motivo dell’adozione, oltre ovviamente alla musica.

d295feyx0aak8wv1749995953.jpeg Dal film Palombella rossa

Mi fermo poi a riflettere sulll’ormai abusata importanza delle parole. Che le parole siano importanti oramai lo…

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Come va?


Si sta come le foglie…

Il mio Panificio è la cosa più bella che mi sia capitata nella vita.

Peccato, pare che non durerà molto, come tutte le belle cose.

Fatico anche a respirare al solo pensiero.

Ma è così, siamo già alla conclusione di una bellissima avventura.

Pochi mesi? Non so quanto lunga sarà l’agonia, ma è già iniziata.

E il mio bellissimo lavoro, il mio bellissimo panificio scivoleranno via, come foglie d’autunno.

Si attendono miracoli.

AGGIORNAMENTO DEL 27 OTTOBRE 2019

I MIRACOLI ACCADONO.

🤗

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In silenzio


Sempre così: nel tentativo di ascoltare tutte le campane alla fine mi ritrovo con un gran mal di testa e la conclusione che sono campane stonate.

Che peccato non avere più riferimenti attendibili: sembra che la gara sia ad imporre a tutti i costi il proprio pensiero a discapito della logica, del confronto, dello scambio.

Così in tutti i campi. Ma tutti proprio tutti, nessuno escluso. È un continuo tirare acqua al proprio mulino, forzando un po’ qui e in po’ là, sorvolando sui nodi, sugli snodi, tirando dritto per partito preso e rifiutandosi di cercare il buono del punto di vista altri.

Deliri. E avendo avuto in regalo, da questa vecchia generazione di volponi, il furto dei punti fermi… non hai dove sostenerti.

Non v’è certezza alcuna e quindi inutile stupirsi più di tanto dei terrapiattisti, hanno pure loro motivo d’essere.

Fossi giovane oggi mi sentirei davvero altro dal mondo degli adulti, da questi inconcludenti, sbruffoni, prepotenti e tracotanti adulti in jeans.

Che bruti che siamo! Brutalizziamo ogni cosa, tutta la belleza del creato cancellata dalla spazzatura, dal nostro usa e getta, ogni singolo aspetto dell’esistenza violentato dalle finte certezze del bullo di turno.

In politica e in religione, in corpo e in anima, tutto sottoposto alle sevizie della personalissima ragion di stato in cui ognuno di noi si autoincensa.

E allora non c’è che tacere e cercare il silenzio.

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Benedicta


Resto sempre senza parole per la dolcezza infinita che traspare da quegli occhi.

La voce esile, eppure sa tuonare! Il timbro robusto forzato in un sussurro. Miele e latte le sue parole. Balsamo per le tante ferite. Nutrimento per la speranza.

Resto sempre senza parole, io che di parole ne ho sempre avute tante, troppe… ascolto bevendo come assetata, incapace di aggiungere sapore, non volendo sciupare l’attimo.

Tutto si compone in un magnifico ed armonioso disegno. La mia nuova attività è fare il pane; mi diverto, mi sazio del mio lavoro, attraverso il mio lavoro realizzo me e quello che immagino il Signore voglia da me.

“Il pane è sempre qualcosa di straordinario, il pane è un fatto e non è mai banale” così un mio cliente lasciandomi anche lui… senza parole.

Il sacerdote passa, benedice, profuma di rose e profuma quello che tocca.

La mattina mi inchino per ricevere le sue parole, non uno scambio, non ho nulla da dare, prendo e metto insieme ai miei beni più preziosi quelle parole del mattino.

Insieme.

La preghiera.

L’adorazione.

Gesù vivo e presente.

Nei suoi occhi l’amore che il Padre ha per ciascuno di noi.

Quanto più grande sarà la mia gioia?

Benedicta; ogni mattina prendo su di me le preziose parole e la mia giornata si avvolge ai grani del rosario.

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La vera devozione: è una via facile


Ad Iesum per Mariam

piediconcatenaIl desiderio di vivere la perfetta devozione a Maria mediante la consacrazione a Cristo per le sue mani, incanala tutta la vita verso un unico obiettivo: l’unione in Cristo. Chi fa questa scelta, ci ricorda Montfort, si trova a camminare con Maria sulla strada che unisce Dio e l’umanità: Cristo, via verità e vita. Sulla base della sua esperienza personale Luigi Maria presenta la “via mariana” innanzitutto come “via facile”.

Lo è prima perché «è una via che Gesù Cristo ha aperto venendo a noi e sulla quale non c’è alcun ostacolo per giungere a lui» (VD 152). Non è da costruire, non è da inventare. Ci è già stata tracciata da Gesù e Lui per primo l’ha percorsa.

Facile, poi, non significa che non esiga sforzo e impegno da parte nostra e non presenti ostacoli anche grandi. Non è una corsia preferenziale che evita le fatiche del procedere…

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