Semi di Melia


Il mio panificio è una putìa. Bottega. Si lavorano le farine artigianalmente, con il minor uso possibile di macchinari, si fa lievitare il pane naturalmente, rispettandone i tempi, che tradotto vuol dire che alle volte la sfornata mi vede veramente molto, molto provata.

Abbandono il mio pane solo per le prime due ore dopo averlo lavorato: vado in chiesa, in adorazione. Poi, dopo aver ricevuto la comunione (quella dei lavoratori) torno in panificio a vegliare i miei piccoli. Altre due ore, altre quattro ore, alle volte altre sei ore. Che fanno 12 ore dall’inizio degli impasti. Anche di più? Ebbene sì, può capitare quando si lascia che il lievito madre lavori con i suoi tempi.

Lievito Madre.

Il profumo del pane.

Il susseguirsi incessante della preghiera, sottofondo in cui il suono dell’impastatrice scandisce il ritmo e la pesa degli ingredienti trama con i Pater e le Ave.

Mi piace il silenzio, l’orazione continua, i profumi degli impasti, le mani che abili formano, arrotolano, stirano. La farina che vola sul tavolo. I sorrisi di chi mangerà quel pane.

Il mio panificio è putìa, bottega. Pochi passano in fretta, i più si fermano, breve sosta tra una corsa e l’altra. Si parla di grani antichi, di ricordi antichi, di preghiere, devozioni, letture da fare e fatte.  Si parla lentamente.

Anche della Madonna del Pane ritrovata. È un’altra storia da raccontare come fu che ritrovai la Madonna del Pane. E della Parrocchia poco distante in cui è un Parroco. Un intero libro questo Parroco.

E i semi di Melia? Un regalo, un’altro regalo per questo panificio che è putìa, bottega. Raccolti da un albero, l’albero dei Rosari, Melia Azederach*, posto all’interno di un convento, selezionati, bucati e raccolti in decine. Un Rosario per il panificio che è putìa.

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*https://it.m.wikipedia.org/wiki/Melia_azedarach

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L’imperfetto amore di Dio


Domani è S. Teresa d’Avila, dottore della Chiesa, una che nel 1500 scriveva, riformava ordini religiosi, ragionava delle cose di Dio e impartiva insegnamenti. A leggerla ci si perde.

Ci si perde anche nello scoprire che, se tanto mi dà tanto, Dio ci ama di un amore imperfetto, se la perfezione dell’amore è nella reciprocità e nel perdersi l’uno nell’altro.

Come vuol essere amato, Dio, da noi? Ce lo ha detto tramite Suo figlio: ama il tuo prossimo come te stesso. Nell’amarci reciprocamente si misura il nostro amore per Dio. S. Teresa d’Avila.

Che pure è maestra di contemplazione, che moriva nei rapimenti e nelle estasi, che scriveva “moro perché non moro” perchè la vita la separava dal suo Amato. Che meraviglia!

“Moro perché non moro” cantata da Giuni Russo

Solo nell’amore per il prossimo si perfeziona l’amore per Dio. In quest’ottica si capovolge tutto e la reciprocità che diventa amore esclusivo o, peggio, possesso è solo una degenerazione dell’amore vero.

L’Amore infatti domanda Amore*, ma non tra due, l’Amore  immenso chiede di espandersi, di estendersi, di superare i confini. Rinuncia all’esclusiva. Come due amanti che decidono di avere un figlio, che devono vedere il frutto del loro amore e allargare il cerchio degli affetti. L’amore imperfetto è il solo amore creatore, generoso, come l’amore di Dio per noi.

S. Teresa d’Avila, 1515-1582, una scrittrice le cui opere ancora oggi insegnano e commuovono. Fonte di ispirazione per molti e anche per me.

#nelcuorecarmelitana 😍

*Il libro della vita», cap. 22, 6-7, 14

 

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Il primo perchè


È sempre lì, la motivazione, il giustificare, lo spiegare. E vogliono sapere quello che nemmeno tu sai. Io poi parlo sempre malvolentieri di me, mi confondo, non sono capace. Quello che so fare è scrivermi, cercarmi nelle parole che digito e che rileggo.

Mi piace il silenzio. Le parole non dette. Gli occhi che vorrebbero celare e non sono capaci. Il dono di sguardi tremuli, più sinceri di tutte le parole che si potrebbero dire.

Nelle parole ci inganniamo l’un l’altro. E se tentiamo slanci di sincerità… in quel momento stiamo ingannando persino noi stessi.

Finisco di formare il pane alle 4.30 del mattino. Mi cambio la divisa sudata e infarinata e spazzolo i capelli intrecciandoli. Poi vado in Chiesa. Ore 5.00. C’è Gesù. In silenzio.

Non ė più il momento delle parole, ma di guardarsi per ascoltarsi davvero. Per godere della mistero della Sua presenza. Della Sua tenerezza. Del Suo esserci, sempre e per sempre.

Poi torno in panificio, 30 metri più in là, si deve cominciare a infornare e preparare i sorrisi per chi entrerà in questa piccola bottega.

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Aggiornamento di stato: ottobre 2018


E quindi sì: sono davvero fornaia, lavoro la notte, riposo di giorno, ho clienti e debiti, una vita artigiana, prodotti che prendono forma lentamente, progetti ancora più lenti a concretizzarsi e tanta, tanta serena soddisfazione.

La pagina Facebook del panificio c’è, non poteva mancare, mentre manca il sito; si farà più in là, per il momento si lavora!

https://m.facebook.com/PanificioSTeresaAg

Più esattamente ORA ET LABORA. Sì, di nuovo un “sì”, mi sono follemente innamorata di Gesù. Capita a noi donne di mezza età di prendere una sbandata per uno più giovane… è successo anche a me.

Può darsi che scriva qui non tanto di pane quanto di amore, non so, mi serve di nuovo un posticino tutto mio dove esprimermi e leggermi, un posticino dove trovarmi.

Bentornata Tasti, mi sei mancata 😍

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ai box di partenza…


E’ proprio una cosa strana io che divento fornaia.

Eppure ormai ci siamo. Gli ultimi atti burocratici e si parte.
Prossima apertura ottobre

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A proposito di vaccini


Si fa un gran parlare di vaccini dopo il decreto che impone la vaccinazione dei bambini che intendano espletare l’obbligo scolastico, come sempre ci si divide e le tesi possono essere più o meno condivisibili da entrambe le parti.

Avendo preso posizione contro la vaccinazione contro il Papilloma Virus mi preme ribadire che NON SONO CONTRO i VACCINI. Anzi, sono una di quelle che vede nell’obbligatorietà la salvaguardia della salute di tutti.

Il vaccino contro il Papilloma virus ha subito inizialmente un andamento forzato, è stato infatti  introdotto senza aver avuto evidenze scientifiche nette, ma questo succedeva 10 anni fa, da allora anche il vaccino contro il Papilloma Virus ha dato risultati e sono in larga parte equiparabili a quelli degli altri vaccini sia per gli effetti indesiderati che per le reazioni avverse.

Non sottoporrò a censura il lavoro di raccolta di informazioni fatte da questo blog ma i distinguo sono necessari. La trasmissione Report ha riproposto il caso del vaccino contro il Papilloma Virus e per quanto mi riguarda direi che ormai le evidenze scientifiche sono date: male non fa e previene quanto dice di prevenire.

Questo è quanto dovevo.

 

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Following a bird


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