Vaccino HPV: Altroconsumo conferma perplessità (45)

Papilloma virus, una campagna vaccinale con tanti dubbi

http://www.altroconsumo.it/map/show/12340/src/194133.htm
Costoso e con dubbi sulla sua utilità. Sono queste le nostre principali perplessità sul vaccino contro il papilloma virus, responsabile del tumore al collo dell’utero. La campagna vaccinale, ora entrata nel vivo, ha ottenuto la copertura economica con la legge finanziaria 2008: l’obiettivo è raggiungere la progressiva immunizzazione della popolazione giovane adulta esposta al rischio di questa infezione. A essere vaccinate gratuitamente saranno ogni anno le dodicenni italiane (in alcune Regioni l’offerta è estesa ad altre fasce d’età).

Cominciamo dai costi: attualmente i vaccini disponibili sono due, Gardasil Merck (distribuito in Europa da Sanofi Pasteur) che copre i ceppi Hpv 6, 11, 16 e 18 (prezzo al pubblico circa 170 euro a dose e servono tre iniezioni) e Cervarix Glaxo, contro i ceppi Hpv 16 e 18 (prezzo circa 150 euro a dose e anche in questo caso servono tre dosi). Come si capisce da questi dati, la spesa per il Servizio sanitario sarà notevole, intorno ai 75 milioni di euro l’anno. Sono soldi ben spesi? Ne dubitiamo, soprattutto perché non pensiamo che i benefici della vaccinazione, i cui effetti potranno essere misurati tra una trentina d’anni, siano tali da giustificare costi così alti. Il vaccino, infatti, protegge solo da alcuni ceppi del papilloma (i ceppi 16 e 18), responsabili del 70% dei casi di cancro alla cervice uterina.

Anche se coperte dal vaccino, le donne dovranno dunque continuare a fare il pap test per individuare precocemente i tumori della cervice uterina causati da altri ceppi di Hpv (e sappiamo che l’organizzazione degli screening è carente in molte Regioni italiane).

A questo bisogna aggiungere che le sperimentazioni disponibili sull’efficacia del vaccino finora non si sono protratte per un tempo sufficientemente lungo, per dire che abbiamo a disposizione una dimostrazione certa della riduzione dei tumori (e delle relative morti).

Siamo perplessi anche sulla durata della copertura: il vaccino viene offerto alle ragazze di 12 anni perché il virus si trasmette per via sessuale e con la vaccinazione si vorrebbe indurre lo sviluppo dell’immunità prima dell’inizio dei rapporti sessuali. Ma la copertura vaccinale è stata sperimentata solo per cinque anni: dopo questo tempo, quando le ragazze avranno circa 17 anni (e cioè inizieranno presumibilmente a essere sessualmente attive), nessuno può sapere fino a che punto il suo effetto sarà ancora valido.

Pubblicato in: on Gennaio 30, 2008 at 1:58 pm

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